Il Rapporto “Il Settore IT in Italia: cambiamenti strutturali, opportunità e sfide” sintetizza i risultati di un’indagine condotta nel corso del 2017 grazie alla collaborazione tra Anitec-Assinform e Istat, che si è occupata di armonizzare i dati raccolti e di esploderli sull’universo di riferimento nonché di delineare il contesto macroeconomico di riferimento, ed al supporto di NetConsulting cube. L’indagine si è concentrata su un campione di aziende attive nei principali comparti del settore IT e si è focalizzata su un insieme di tematiche volte a definire in quale momento le imprese IT si trovano oggi ad operare. In particolare, i risultati dell’indagine – elaborati da NetConsulting cube e analizzati congiuntamente a Anitec-Assinform (parte dello Speciale “Aziende IT in Italia 2017”) – hanno contribuito a comprendere una serie di dinamiche che coinvolgono le aziende IT:

  • come stiano reagendo ai tanti trend – di mercato e tecnologici – che le stanno interessando;
  • quali siano le principali sfide di business che stanno affrontando;
  • quanto stiano riuscendo a cogliere le opportunità di crescita che stanno emergendo e in che modo: attraverso la definizione di nuove strategie di relazione, con l’avvio di percorsi di innovazione, con il rafforzamento delle competenze interne, etc.
Giancarlo Capitani, Presidente NetConsulting cube
Giancarlo Capitani, Presidente NetConsulting cube

L’indagine e i suoi principali risultati sono stati presentati lo scorso 4 dicembre dal Prof. Giancarlo Capitani, Presidente di NetConsulting cube, durante un evento organizzato a Roma da Anitec-Assinform, a cui hanno partecipato anche altri importanti referenti e keynote speaker di Anitec-Assinform, Confindustria e Confindustria Digitale, Anpal, MC-Link, Eclettica e dei Digital Innovation Hub di Piemonte e Friuli-Venezia Giulia.

L’intervento del Prof. Capitani ha messo in luce un settore complessivamente orientato a buone performance economiche che dovrebbero caratterizzare anche l’immediato futuro, pur con diverse intensità tra i vari comparti e tra le diverse tipologie di imprese IT. Tuttavia, la prevalenza di aziende IT con attività nazionali, confinate nella maggioranza dei casi nella Regione o addirittura nel Comune di residenza, pone dubbi circa la capacità di sviluppo del loro business e quindi la possibilità che le aziende del settore continuino nella media a registrare risultati economico-finanziari positivi anche nel lungo periodo.

Ad ogni modo, il deciso ottimismo relativo all’evoluzione e alla ripresa della domanda futura di prodotti e servizi IT, quantomeno nel breve termine, è supportato da una serie di fattori di accelerazione. In particolare, l’innegabile crescente propensione alla digitalizzazione di aziende private ed Enti della Pubblica Amministrazione è guidata dalla sensazione di una generale ripresa della situazione economica, dallo sviluppo di infrastrutture abilitanti – fra cui spicca il Piano Banda Ultra Larga – e dalla presenza di politiche industriali (Piano Industria 4.0), agevolazione fiscali e iniziative di finanziamento (fondi regionali, Invitalia, etc.).

In questo scenario, le aziende IT puntano sul miglioramento della propria competitività concentrandosi sulla qualità dei prodotti e servizi offerti nonché sulla capacità di adeguare in modo efficace le attività di produzione e delivery alle esigenze della Domanda. Ma si scontrano con una serie di fattori, di contesto e settoriali, così sintetizzabili:

  • i rilevanti oneri amministrativi e burocratici che, in Italia, sono tipicamente richiesti alle aziende per avviare qualsiasi iniziativa a supporto della crescita: espansione dell’organico, apertura di nuove sedi, investimenti diretti all’innovazione, partecipazione a progetti di ricerca, etc.;
  • un contesto socio-ambientale di riferimento che non appare sempre favorevole alla crescita per molteplici ragioni: non stimola sufficientemente la Domanda, non contribuisce a creare un sistema educativo in grado di formare i profili professionali necessari etc.;
  • la presenza di Top Manager conservativi, che faticano ad essere sostituiti a causa della lentezza del ricambio generazionale e che determinano in molti casi una bassa propensione verso innovazione e R&S delle aziende che guidano;
  • una generale rigidità strutturale ed organizzativa che non facilita l’avvio di strategie evolutive ed il loro monitoraggio;
  • l’aggressività delle politiche commerciali messe in atto dalla Domanda, come ad esempio la tendenza ad istituire gare al massimo ribasso e con bassa premialità delle componenti qualitative, ed a dilazionare i pagamenti, pratica usuale e che mette le aziende IT, anche quelle più grandi, in difficoltà in termini sia di marginalità che di flussi di cassa.

Per far fronte a queste sfide, le strategie di crescita delle aziende IT sono orientate all’evoluzione dell’offerta e, in linea con questo obiettivo, al presidio di un’ampia gamma di nuovi paradigmi tecnologici nonché ad una forte attenzione alle relazioni commerciali per poter indirizzare in modo efficace le soluzioni tecnologiche in portafoglio. In dettaglio, dal brevissimo al medio termine, la crescita delle aziende IT sarà guidata da un insieme articolato di filoni tecnologici tra i quali spiccano Cloud, Internet of Things, Big Data e Business Analytics, Industry 4.0, Mobile App Economy e Social.
Il risultato non sorprende: questi sono i paradigmi digitali che stanno catalizzando l’interesse della maggioranza delle aziende utenti a prescindere dalle loro dimensioni e settori di attività, anche se con diverse intensità per i diversi filoni tecnologici. Si tratta, inoltre, di trend che supportano anche la Trasformazione Digitale delle realtà IT al loro interno. Tuttavia, l’avvio di piani strutturati di Digital Transformation riguarda una percentuale ancora piuttosto limitata di aziende IT, ed i trend tecnologici più innovativi sono tuttora poco orientati a processi e attività rivolti all’interno delle aziende del settore e insistono prevalentemente sull’offerta veicolata.

Da questo punto di vista, per quanto riguarda l’innovazione dell’offerta, l’approccio prevalente delle aziende IT mira ad evolvere in modo incrementale le componenti sia di prodotto che di servizio. Senza dubbio in entrambi gli ambiti di offerta i paradigmi Cloud e Mobile giocano un ruolo primario nell’avvio di iniziative innovazione. Un esempio in tal senso in area servizi è rappresentato dal ruolo del Cloud nell’innovare le modalità di erogazione dei servizi già a portafoglio, in particolare quelli di Outsourcing. L’infografica fornisce un dettaglio maggiore di questi aspetti e mostra quelle che sono ad oggi le principali barriere all’innovazione delle aziende.

L’indagine fornisce quindi una fotografia tutto sommato positiva del settore IT in Italia, in cui tuttavia permane ancora qualche ombra:

  • persistente frammentarietà e scarsa internazionalizzazione delle aziende IT;
  • contesto non sempre favorevole alla competitività delle aziende IT, messa a dura prova anche da variabili endogene e esogene;
  • obiettivi di sviluppo solo in parte sostenuti da iniziative di Digital Transformation, comunque concentrate sull’evoluzione dell’offerta;
  • innovazione prevalentemente incrementale, in tutti gli ambiti;
  • approccio ancora poco strutturato a piani di formazione e nuove assunzioni.

In questo contesto, appare quanto mai fondamentale la definizione di una politica industriale che si focalizzi sul rafforzamento della qualità di offerte, competenze e cultura digitali, sulla valorizzazione del territorio a partire dalla creazione o dalla reale attivazione dei primi Digital Innovation Hub, e sulla cooperazione dei vari attori a livello associativo e di Governo.

Se volete approfondire, leggete tutti gli articoli dello Speciale “Aziende IT in Italia 2017”.

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