Si chiude la gara per l’assegnazione delle frequenze 5G e inizia il lavoro per operatori e vendor. “Sia per lo sviluppo della rete sia per le tematiche di sicurezza” commenta Mario Manfredoni, country manager di Juniper Networks in Italia a latere di un’intervista che puntualizza la strategia dell’azienda, sulla costruzione di reti intelligenti e su partnership che permettano di co-sviluppare prodotti e strategie di go-to-market.

Come quella storica con Ericcson, rafforzata da un accordo di settembre, che propone una soluzione 5G completa basata su linee di prodotti complementari delle due aziende. O come il recente aggiornamento alla tecnologia 400G per le linee di prodotti enterprise, data center e Wan con elevate densità di routing e switching, per rispondere alla richiesta di ampiezza di banda legata alla diffusione di IoT, realtà aumentata, cloud, produzione e distribuzione di video sulla rete. “Il 5G è per noi strategico come la partnership con Ericcson che punta a offrire ai service provider una soluzione completa, dalle radio al core, per l’erogazione di nuovi servizi, semplificando la gestione di sistemi sempre più complessi – precisa Manfredoni –. Il 5G avrà un effetto dirompente sulla prossima generazione di servizi aziendali e consumer, ma la crescita della connettività, del traffico di rete e delle aspettative dei clienti creerà nuove sfide per quanto riguarda la gestione della rete di trasporto mobile in modo economicamente sostenibile”. Capacità, connettività, latenza, sincronizzazione, affidabilità e sicurezza richiederanno una più stretta integrazione tra radio 5G, core e livelli di trasporto di una rete mobile end to end.

Mario Mafredoni, Juniper Networks
Mario Mafredoni, country manager di Juniper Networks

Il mercato, infatti, in costante competizione sulle tematiche legate all’esplosione delle nuove tecnologie come IoT, big data e multicloud, alza il livello di complessità da gestire per gli operatori che lavorano sulla rete. Complessità che ha spinto il Ceo di Juniper Networks, Rami Rahim, dall’headquarter a Sunnyvale (California), a rivedere negli ultimi anni le organizzazione territoriali per accelerare il go-to-market indirizzato a creare reti meno complesse per imprese, service provider e fornitori cloud. Anche in Italia. “Reti sicure, scalabili e automatizzate” spiega Mario Manfredoni che, in linea con Rahim porta avanti l’approccio di sempificazione e sicurezza, Engineering Simplicity.

“Non è un mercato semplice quello in cui operiamo – racconta – ma a livello di business italiano il trend segue quello mondiale, che ha visto nel 2017 superare i 5 miliardi di dollari di fatturato e avere tra i clienti le 10 più importanti compagnie telefoniche al mondo. Oggi a livello mondiale stiamo lavorando con 92 degli attuali Fortune 100, tra cui 20 delle più grandi banche al mondo”.

Rami Rahim, Chief Executive Officer di Juniper
Rami Rahim, Chief Executive Officer di Juniper

La strategia si è ampliata nell’ultimo anno e ha affiancato al mercato telco anche le aziene di fascia enterprise, mantenendo però al 65% la quota del business legato alle TLC, “un settore che rimane sempre sotto alta pressione competitiva e che oggi deve gestire guerre di prezzi costanti – puntualizza Manfredoni :– basti pensare che il regolatore aveva spinto per una accorpamento della rete (Wind Tre, ndr) e poi ha permesso a un nuovo operatore di entrare in Italia (Iliad, ndr) con il rischio che la competizione si faccia sempre più sui prezzi e meno sulla qualità”.

Da qui la volontà di fare crescere la parte legata alle aziende enterprise, in tutti i vertical di mercato, anche complicati. “Siamo concentrati nel gestire progetti complessi, risolvere situazioni complicate e di connettività di rete difficile, dove sono in gioco parametri mission critical. Reti grosse e reti critiche sono le nostre aree di specializzazione”. Come nel caso di Banca San Marino che ha implemento la piattaforma unificata di cybersicurezza Juniper basata su Software-Defined Secure Networks (SDSN) realizzando un sistema di protezione omogeneo esteso a tutti i suoi ambienti, proteggendo dati e applicazioni sia interne sia esterne, snellendo le attività di gestione della sicurezza e automatizzando le policy in modo da spostare le attività del team IT su attività più strategiche. “La tecnologia SDSN di Juniper Networks è una componente chiave della compliance al GDPR di Banca di San Marino – spiega – assicurando che la banca sia sempre informata dei flussi di dati e delle potenziali falle nella rete”.

Ma rimane centrale anche l’attenzione alla customer satisfaction, in una infrastruttura sicura, al di là del perimetro, in grado di autoproteggersi. “Vogliamo fornire soluzioni che semplificani la complessità della rete in modo che gli utenti non si accorgano di quello che c’è dietro. Obiettivo: nascondere la complessità, eliminando azioni lunghe e ripetitive che di conseguenza eliminano gli errori”.

Dal 2000, Juniper Networks in Italia conta oggi 50 dipendenti tra Milano e Roma con una rete di 300 partner e system integrator, mediati dai due distributori italiani Nuvias ed Esprinet e da un gruppo di Partner Elite: ITD Solutions, Lutech, MaticMind, Sirti, Texor, TIM. “Siamo direttamente presenti su alcuni clienti laddove le situazioni sono delicate, ma ciò nonostante il nostro approccio rimane indiretto o attraverso i distributori o i grossi integratori”. Le partnership strategiche e l’apertura verso vendor e operatori in ottica di open innovation portano a migliorare affidabilità della e go-to-market: un esempio la  partnership con Ericsson, che permette a Juniper di utilizzare la forza commerciale di Ericsson nel mercato mobile, mentre a Ericsson di includere le soluzioni Juniper per edge, core e sicurezza nel proprio portfolio di soluzioni di trasporto 5G.

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