Il 22 gennaio scorso si è tenuto il convegno inaugurale del meetup romano di Algorand nella sala conferenze dell’Università Roma Tre. Sono intervenuti il Prorettore Prof. Paolo Atzeni per l’indirizzo di saluto e due esperti di Algorand, Chris Hurley e Jason Weathersby, rispettivamente per illustrare le opportunità di business e gli aspetti di interesse per gli sviluppatori di applicazioni.
Il meetup è stato organizzato dai due community leader di Algorand a Roma: l’ing. Sergio Caserta, consigliere del CDTI di Roma e responsabile di Vanguard Communications Europe; l’ing. Simone Forcella, manager Deloitte specialista nel coordinamento di progetti.

Sergio Caserta, consigliere del CDTI di Roma
Sergio Caserta, consigliere del CDTI di Roma

Sergio Caserta ha ringraziato l’Università Roma Tre, che, cooperando con aziende italiane e internazionali e facilitando l’avvio di iniziative imprenditoriali dei propri studenti, ha voluto fornire un forte sostegno all’organizzazione del meetup romano della Algorand, startup USA fondata dal prof. Silvio Micali, crittografo di fama mondiale, premio Turing, docente di informatica al MIT e con molti riconoscimenti per i suoi lavori scientifici. L’Università Roma Tre ha ottenuto per gli studenti interessati l’accesso ai sistemi Algorand e alla documentazione di supporto.

Cosa è Algorand

Per capirne l’importanza occorre sapere che:

  • la blockchain è uno degli argomenti chiave dell’innovazione assieme all’AI, alle reti 5G e all’Industria 4.0;
  • il Ministero della Sviluppo Economico ha al lavoro sulla blockchain un team 30 esperti provenienti da grandi aziende e startup, da università e think tank, da organizzazioni sindacali, professionali e di consumatori; il gruppo di esperti rilascerà un documento di linee guida entro poche settimane;
  • l’Europa è attiva sulla blockchain con la European Blockchain Partnership, a cui l’Italia partecipa, e con le organizzazioni CEN CENELEC di definizione di standard, in cui l’Italia è presente attraverso gli organismi nazionali UNI e CEI
  • Algorand è una blockchain alternativa, cioè una possibile implementazione dell’idea blockchain
  • a livello internazionale i ledger distribuiti per cryptovalute e altre applicazioni specifiche sono visti come essenziali alla The Borderless Economy

Algorand è stata fondata per rispondere a quelle che vennero percepite da Silvio Micali e da suoi colleghi ricercatori come criticità della Blockchain sviluppata da Satoshi Nakamoto(una persona reale o un team, ancora non si sa, a cui è accreditata la creazione della Blockchain di Bitcoin) alle esigenze di un’economia senza frontiere.

Non è possibile qui presentare in maniera soddisfacente queste questioni, ma nel sito di Algorand sono presenti i link per accedere a documenti utili per una loro precisa definizione, se non per la loro comprensione che richiede conoscenze specifiche; fornisco di seguito per accedere ai documenti più semplici:

Riepilogando, il termine blockchain grazie al suo grande successo ha due significati:

  • in senso stretto blockchain identifica la tecnologia di Nakamoto sottostante al Bitcoin (una cryptovaluta);
  • più frequentemente ormai blockchain identifica l’ampia classe di tecnologie per i registri distribuiti (DLT).

La blockchain deve fornire un modo rapido, affidabile e sicuro di scalare le transazioni, ma la blockchain in senso stretto, cioè la tecnologia alla base di Bitcoin è dovuta scendere a compromessi secondo il prof. Silvio Micali, il coautore di Algorand, in particolare le critiche che ha fatte riguardano:

  • scarsa democrazia per la presenza dei miners necessari nella Blockchain di Nakamoto per il proof-of-work, questi miners a loro volta impongono l’adozione di processori specializzati (quindi non tutti i nodi sono uguali: ci sono utenti generici e super-utenti, i miners) e un elevatissimo consumo di energia;
  • tempi di risposta inaccettabili per una vasta gamma di applicazioni commerciali;
  • il Fork dei blocchi, invitabile a livello concettuale, porta complica il modello di Nakamoto e la sua governance.

Micali in Algorand ha lavorato con ricercatori di altissimo livello ad una blockchain senza compromessi, ha ottenuto importanti finanziamenti (https://www.algorand.com/new-at-algorand/) e ha costituito una squadra di manager in grado di tradurre l’idea in una realtà accettabile dal mercato.
Grazie ai finanziamenti lo sviluppo è stato rapido e va avanti celermente ed entro il prossimo aprile, è stato anticipato durante la conferenza di Roma del 22 gennaio, sarà rilasciata la piattaforma operativa per transazioni e monete digitali decentralizzate perché sarà stata conclusa la corrente fase di test.

I nuovi dirigenti stanno lavorando alla definizione di politiche economiche e monetarie ben fondate: https://venturebeat.com/2018/02/15/mit-professor-debuts-high-speed-blockchain-and-payments-platform-algorand/.

Quindi ci sarà per gli sviluppatori e utenti la possibilità di avvalersi di una tecnologia veramente decentralizzata (senza i miners; non più nodi di seria A e di serie B), scalabile (anche un PC può essere un nodo della rete) e sicura (non ci sarà il forking). Il protocollo permissionless di Algorand, il primo del suo genere, mantiene alte prestazioni e decentralizzazione, scalando in modo sicuro fino a miliardi di utenti.
Dal punto di vista tecnico, Algorand ha rilasciato un protocollo Fast Byzantine Agreement per la propria blockchain permissioneless pure proof-of-stake, ha lanciato TestNet, invitando i membri della comunità a partecipare e ha rilasciato il proprio primo codice open-source di Verifiable Random Function (VRF).

Quali obiettivi ha Algorand

Creare un protocollo pronto per le aziende operanti in un’economia veramente globale e decentralizzata. Algorand vuol fornire le basi sia alle aziende esistenti che alle nuove imprese/startup per operare a livello globale man mano che l’economia cambierà radicalmente in futuro. Algorand è una tecnologia di primo livello e offre quindi grandi opportunità di business alle aziende di informatica nello sviluppare le applicazioni (o tecnologie di secondo livello) richieste dal mercato o dai loro clienti. Questo è appunto lo spirito dei meetup che avvengono di continuo in tutto il mondo: entrare in contatto con (e far entrare in contatto) chi ha idee, competenze, relazioni con il mercato nelle diverse regioni del mondo.

Note

  • Esiste un webinar in italiano del prof. Micali, chi vuol accedere alla registrazione può cliccare su https://login.filesanywhere.com/fs/v.aspx?v=8b72698f5e5f737ab1a3
  • Silvio Micali, docente di informatica al MIT, ha ottenuto il premio Turing in computer science, il Gödel Prize in theoretical computer science e il RSA prize nella crittografia; è membro di National Academy of Sciences, National Academy of Engineering, American Academy of Arts and Sciences, ed è Accademico dei Lincei; nel suo CV di scienziato si trova: coinventore di prove zero knowledge, autore di lavori fondamentali su crittosistemi a chiave pubblica, funzioni pseudocasuali, firme digitali, oblivious transfer e computazione sicura multipartitica; questi studi sono reperibili on line per chi fosse interessato: https://people.csail.mit.edu/silvio/Selected%20Scientific%20Papers/
  • Accordo bizantino veloce o Fast Byzantine Agreement, Proof of Stake, Verifiable Random Function: cenni sono reperibili nel sito algorand.com;
  • Un registro distribuito indica dati distribuiti connessi in una catena sequenziale di blocchi, collegati tramite tecniche crittografiche; i blocchi possono essere letti da tutti, ma non modificati; tutti possono aggiungere altri blocchi; permissionless indica una blockchain pubblica, come Bitcoin che supporta l’accesso di utenti anonimi; sono però possibili tecnologie permissioned o private, quindi con una governance che non consente l’anonimato; su una tecnologia di base permissionless è però possibile mappare applicazioni permissioned affidandone la gestione ad una tecnologia di secondo livello;
  • Il Proof-of-Stake di Algorand servirà anche per la self-governance; il tema è delicatissimo perché i sistemi di Proof-of-Stake sono ancora in una fase iniziale del loro sviluppo e non applicando la dovuta accortezza si potrebbero creare potenziali conseguenze indesiderate, come ad esempio una centralizzazione e diseguaglianza.

A cura di Sergio Caserta, consigliere del CDTI di Roma

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