Motori, aerei, progettazione. Industry 4.0 incontra additive manufacturing, rapid prototyping, e le tecnologie dedicate alla produzione di trasmissioni, turbine e combustori.

Parliamo di Avio Aero. L’azienda, nata come parte del business di GE Aviation (dal 2013), sviluppa soluzioni in grado di ridurre i consumi energetici e rendere i motori degli aerei più leggeri, migliorandone le prestazioni. Progetta, produce e fa manutenzione di componenti e sistemi per l’aeronautica civile e militare e mette a disposizione dei clienti soluzioni tecnologiche innovative per rispondere ai cambiamenti del mercato.

La squadra Avio Aero oggi è composta da oltre 4.800 persone di cui 4.200 lavorano in Italia, con sede principale a Rivalta di Torino, dove è presente anche l’insediamento produttivo più importante. Altre sedi sono quelle di Brindisi, Pomigliano d’Arco (Napoli) e Cameri (Novara) mentre, all’estero, sono presenti uno stabilimento produttivo e un test center in Polonia.

Avio Aero – Opera nell’ambito dell’additive manufacturing e di rapid prototyping, tecnologie abilitanti nella produzione di trasmissioni, turbine e combustori

Nella cornice di Aws Summit 2019, incontriamo Francesco del Greco, Cio di Avio Aero, che racconta il percorso compiuto sfruttando gli strumenti offerti da Aws.

Il prodotto core dell’azienda è una gearbox, una scatola di ingranaggi che serve per distribuire la rotazione di un asse per dare energia al mezzo, modulando la velocità. Si tratta di un prodotto molto complesso, quasi da ‘orologeria’ e richiede precisioni nell’ordine dei micron.

Avio Aero, la sfida

Spiega del Greco: “La proposta a portafoglio è più ricca, ma gearbox è il prodotto di punta. Gearbox finisce all’interno di un motore e chi vende il motore è chi fa service. La sfida che abbiamo raccolto riguarda l’efficientamento delle fabbriche per una qualità di prodotto più elevata e l’ottimizzazione del servizio soprattutto per il cliente militare”.
Avio Aero ha vissuto nei suoi oltre cento anni di vita un affastellamento di tecnologie e piattaforme di ogni tipo. Ma la tecnologia digitale non è più solo strumento di supporto, ma di incremento dei fatturati e l’azienda si è dovuta confrontare con una serie di piattaforme che non avevano probabilmente goduto dell’attenzione che meritavano.

Avio Aero - I numeri delle gearbox
Avio Aero – I numeri delle gearbox

Le soluzioni

Avio Aero ha messo in sicurezza una serie di applicazioni che era necessario rimanessero attive ancora per tempo, anche se non recenti, e una volta “stabilizzato” l’ambiente ha pensato di progettare l’evoluzione, sullo spunto della proposta Aws. Un esempio: il sistema documentale utilizzato dall’azienda per il finance non si è dimostrato efficiente nella fasi critiche della chiusura fiscale e, con Aws, Avio Aero ha studiato un sistema alternativo.

Con Aws si sono aperte e chiuse nel tempo diverse attività progettuali. La migrazione in cloud di applicazioni nel modo più classico “lift and shift”, è stata risolta con istanze Aws Ec2.

Sono state anche sviluppate applicazioni dal punto zero native in cloud. Due meritano la menzione: il sistema di gestione del costo della lavorazione in fabbrica e il sistema di gestione della firma digitale in fase di ricezione e invio merci, entrambe sviluppate su architettura a container (Docker) e soprattutto internamente.

Dal punto di vista della distribuzione della responsabilità quando si inizia a sviluppare applicazioni di questo tipo si innalza il bisogno di expertise anche processuali. “Il modello vecchio in cui chi faceva parte dello staff IT copriva il ruolo di project manager, ma le competenze restavano fuori dall’azienda, è destinato a scricchiolare”, spiega del Greco, che evidenzia come in Avio Aero è stato pensato un ambito organizzativo strutturato in Pod (Proof of Delivery), per soluzioni verticali.

Questo comporta anche “ringiovanire” le competenze. L’IT Avio Aero è ancora fortemente esternalizzato, ma la direzione è chiara: circa una sessantina di persone interne, e circa 150-200 consulenti esterni, di cui alcuni in pianta stabile per la maintenance. Sei persone interne sono dedicate esclusivamente allo sviluppo applicativo. Si esternalizza a patto di avere in casa le competenze.

Avio Aero fa un grande utilizzo dei Professional Services Aws e migrerà con loro tutto il parco applicativo di 160 applicazioni e dal punto di vista architetturale eredita la configurazione della casa madre, quindi sfrutta un Virtual Private Cloud raggiungendo Amazon dall’interno. Alcuni servizi esterni sono comunque raggiunti tramite Vpc, quindi la protezione del dato costituisce parte specifica dell’accordo con Aws

Le criticità

“Portare le applicazioni in cloud, scriverne di nuove native per il cloud implica e richiede un grande sforzo organizzativo – spiega del Grecola prima cosa da fare è gestire internamente le competenze che servono per pianificare l’attività. Il controllo non è affatto scontato. Nel momento in cui un’azienda entra in questo percorso l’IT deve lavorare tanto con le risorse umane”. Poi il passaggio è a portata di mano, la tecnologia non manca.

Francesco del Greco, Cio Avio Aero

Certo è critico anche il fattore culturale, a volte più di pancia che reale. “Non è vero che quanto più il dato si allontana dall’azienda tanto più è esposto”, spiega del Greco. La Region italiana di Aws, in arrivo, darà una mano a soddisfare le richieste sui dati critici da parte del cliente militare.

Non solo, il vincolo che porta a una scelta cloud/on premise non riguarda mai la natura dell’applicazione quanto il dato. Per Avio Aero le app di campionamento dai banchi prova, con frequenza di campionamento molto elevata del dato potrebbero essere l’unico caso effettivamente critico di una migrazione in cloud.

Avio Aero utilizza Erp Sap che già è in cloud, ma non su cloud Amazon, invece la sua soluzione Plm (Product Lifecycle Management) gira in casa perché non è al momento visibile una landing zone che rispetti la tipologia di dati che il Plm gestisce. Non ci sono però motivi per cui non si possa pensare a una soluzione completamente cloud.     

Quanto costa il cloud

Se non si disegnano processi e applicazioni per il cloud non necessariamente si risparmia. Per esempio spostare le applicazioni in cloud, così come sono, non sempre è conveniente. Il modello di costo di Amazon non favorisce certo il continuo spostamento dei dati dalla cloud all’on-premise. Un’applicazione di questo tipo sarà di sicuro dispendiosa. Le cose cambiano nel caso in cui si scriva per il cloud, come è il caso del documentale Avio Aero.

del Greco: “Il nostro documentale costava 100.000 euro all’anno di licenze, ripensarlo in modo differente si è rivelato conveniente e ora costa 12 dollari al mese. L’altro vantaggio è che le applicazioni sviluppate per il cloud sono costruite sulla scorta dell’esperienza, non richiedono di essere piegate a fare a quello che serve, ma si costruisce un’esperienza positiva per chi deve utilizzare l’applicazione”.

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