“Tutti parlano di Industry 4.0. Realizzare i progetti concreti è però un’altra cosa. Digitalizzare la produttività industriale è un compito impegnativo, per affrontarlo nel comparto del powering (utilizzo e produzione di energia) abbiamo elaborato una precisa visione, cercando di immaginare un’energia più connessa così Aldo Colombi, presidente e amministratore delegato di Schneider Electric Italia, ci accoglie nell’Innovation Hub di Stezzano, in provincia di Bergamo.

Aldo Colombi presidente di Schneider Electric Italia
Aldo Colombi presidente di Schneider Electric Italia

Schneider Electric sviluppa soluzioni e tecnologie connesse per gestire l’energia e i processi.  Offre ai clienti software, tecnologie e servizi necessari per una migliore gestione e automazione delle attività nei mercati dove si consuma oltre il 70% dell’energia, essi sono: utility, trasporti, energia rinnovabile (1); industria, food packaging, movimentazione, farmaceutica (2); data center (3); edifici commerciali, ospedali, hotel, centri e stabilimenti industriali (4); mercato residenziale, quindi anche per gli utilizzi legati a domotica, sicurezza (5).

A Stezzano, la sede più importante in Italia, lavorano circa 800 persone. Schneider Electric qui dispone di due plant, di cui uno è a tutto tondo un vero centro di competenza per tutti i materiali plastici utilizzati nel mondo elettrico: sono presenti risorse per il marketing, lo studio dei prodotti, l’industrializzazione, la progettazione e la produzione. E Stezzano è anche l’unico centro Schneider Electric nel mondo per questa tipologia di offerta.

Circa 120 persone seguono i progetti complessi (come EcoStruxture di cui parliamo più avanti), 150 sono tecnici di manutenzione, è presente il comitato direttivo per tutta le gestione dell’Italia – anche delle altre location – e a Stezzano operano infine i due nuclei dedicati alla progettazione e alla manutenzione degli impianti complessi. 

Carlos Loscalzo, vp Secure Power Schneider Italia
Carlos Loscalzo, vp Secure Power Schneider Italia

Carlos Loscalzo, vice president divisione SecurePower Schneider Electric, raccoglie il testimone da Aldo Colombi e prosegue: “Sì, energia e digitalizzazione sono il crocevia al centro del quale si colloca la nostra proposta che si innesta nei trend per noi più evidenti. Nel 2050 la popolazione delle città sarà di 2,5 miliardi di persone, con il relativo impatto. Il secondo macro trend è l’industrializzazione smart e intelligente. Questi numeri indirizzano il futuro della nostra azione. Il 2040 vedrà raddoppiato il consumo di elettricità, che sarà decentralizzato e per il 70% sfrutterà energie rinnovabili (eolico, fotovoltaico, etc.). Parliamo di un futuro “digitalizzato” con un numero di dispositivi collegati alla rete intorno ai 40/50 miliardi, già nel 2020, sensori compresi”.

Elettricità connessa

Schneider Electric progetta tutti i componenti pronti per essere “collegati“, quindi potenzialmente come già parte integrante della rete, a vantaggio dell’efficienza. Oggi il 72% del consumo mondiale dell’energia elettrica avviene nei mercati dove Schneider Electric opera. L’azienda pensa che lavorare sull’efficienza sia percorso obbligato, e ambisce a voler essere “specialista globale nell’energia e nell’automazione”. Per farlo investe il 5% anno su anno in ricerca e sviluppo.

Nel 2018 l’azienda a livello globale ha fatturato 26 miliardi di euro, il 42% maturato nelle “nuove economie”, per una presenza in 100 Paesi con 137.000 persone.

Schneider, l’ambito operativo

Il 40% del fatturato matura con i prodotti per edifici industriali, ambienti domestici e commerciali, il 14% nel mondo dei data center e della rete, il 30% nel manufacturing, il 10% nel mercato delle infrastrutture (aeroporti, ferrovie, porti) e il 7% con i prodotti per le utilities e le reti di distribuzione.

In Italia lavorano complessivamente 3.000 persone, con un centro di assistenza tecnica unico, un centro logistico integrato (Torino), 8 aree commerciali (per essere vicini ai clienti e sono Milano, Torino, Stezzano, Padova, Bologna, Firenze, Roma e Napoli ), 6 siti industriali (oltre ai due plant di Stezzano, quindi, Napoli, Pieve di Cento, Padova, Belluno, Cairo Montenotte), 2 innovation hub e 1 distretto Fabbrica 4.0, proprio quello di Stezzano. Loscalzo: “Il nostro posizionamento come specialisti nella gestione dell’energia e dell’automazione indirizza gli sforzi per rendere l’energia connessa, sostenibile, efficiente, sicura.

La divisione Secure Power di cui Loscalzo è responsabile si occupa di fornire le soluzioni alle infrastrutture IT per la continuità dell’energia elettrica. Un anno fa la divisione si chiamava semplicemente IT, ora è integrata nella visione della gestione dell’energia ha cambiato nome, proprio per allineare nome e strategia.

EcoStruxture, l’IT per energia efficiente

Loscalzo snocciola le previsioni Anitec-Assinform per quanto riguarda IoT, Big Data e Artificial Intelligence per evidenziare i benefici dei dispositivi elettrici collegati alla rete e sottolinea il ruolo dei Digital Enabler nell’ambito operativo di Schneider Electric. “Il futuro del mondo è elettrico e il settore IT sarà tra i principali driver nella crescita dei consumi elettrici (da qui al 2030 triplicheranno) , l’energia rinnovabile rappresenta una strada obbligata, quella è la direzione, ma soprattutto il futuro digitale sarà elettrico e connesso con il 5G. Assistiamo già oggi alla profonda convergenza tra Information Technology e Operation Technology, tra IT e OT”.

Carlos Loscalzo e la visione di Schneider sul futuro

Per questo, secondo l’azienda è indispensabile avere una visione di piattaforma in grado di combinare la gestione dell’energia, l’automazione e gli analytics per portare ai clienti ottimizzazione energetica e di processo. Serve un approccio integrato con alla base la sicurezza, individuato e realizzato con EcoStruxture. E’ parte integrante di questa visione: si tratta di una piattaforma di prodotti, servizi, applicazioni per portare ai clienti energia e digitalizzazione nei mercati di riferimento indirizzati abilitando la convergenza tra IT e OT, dall’edge al cloud.

Schneider EcoStruxture
Schneider EcoStruxture

Ne parla Maurizio Semeraro, Secure Power business development manager: “La piattaforma traduce i dati in “intelligenza azionabile” grazie al collegamento dei sensori ai dispositivi per catturare dati, analizzarli e restituire informazioni di azione”. Questo in uno scenario che Semeraro definisce come “un complesso ecosistema ibrido”, evidenziando la composizione di cloud centralizzati, regional edge e local edge, con le informazioni elaborate dove è vantaggioso farlo.

Secondo i numeri di IDC da qui al 2025 il traffico dei dati generati all’interno delle aziende crescerà del 430%, per circa 180mila miliardi di Gigabyte di dati. Sarà necessario un investimento nella gestione dei dati in prossimità del loro utilizzo con una parte dell’architettura di calcolo che diventerà locale.

Condizioni di sicurezza, monitoraggio, personale competente e ridondanze nel local edge spesso non possono essere confrontate con quelle disponibili per il cloud centralizzato. Devono cambiare pertanto le modalità di approccio e operativa, con i facility manager e gli IT manager che necessariamente si troveranno a cooperare in modo molto più significativo.

Su questa vision si innesta la proposta di Schneider Electric per la fornitura di alimentazione elettrica sicura (per esempio tramite gli Ups come GalaxyVS), ma anche con soluzioni per mini data center come NetShelter CX per l’edge computing e soprattutto i sistemi di monitoraggio intelligenti abilitati dalla piattaforma EcoStruxture IT. Schneider Electric ha scelto di appoggiare la piattaforma sulla cloud Azure di Microsoft anche per la capacità di alimentare gli analytics per cui il cloud è vitale, lì sono ospitate le applicazioni Schneider Electric.

La Control Room di Schneider EcoStruxture

E’ possibile integrare con EcoStruxture qualsiasi dispositivo utilizzi un protocollo standard, mentre altre applicazioni operative e di comando possono essere disponibili sia in cloud che onpremise. Lo Scada industriale per esempio è disponibile anche come tecnologia e software installabile sul server del cliente.

L’azienda è agnostica nella visione sulle tecnologie on premise o in cloud, ma alcune applicazioni offrono benefici necessariamente solo in cloud. Sul campo a Stezzano, e nello slideshow, la nostra esperienza della piattaforma, con una semplice applicazione di realtà aumentata funzionale al controllo delle apparecchiature.     

          

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