Vodafone Business ha recentemente lanciato la soluzione Vodafone SD-WAN (powered by VMware) sul mercato mondiale, compreso quello italiano. La soluzione è stata sviluppata grazie alla partnership con VMware le cui competenze in quest’ambito del networking derivano dall’acquisizione di VeloCloud Networks (dicembre 2017), provider di soluzioni di SD-WAN cloud-delivered, fondata da Sanjay Uppal all’inizio del 2013 insieme ad altri due cofondatori. Oggi VeloCloud è una business unit di VMware e Sanjay Uppal, Senior Vice President & General Manager della business unit. Con Uppal, ripercorriamo le principali tappe di VeloCloud Networks, dalla sua nascita all’ingresso sul mercato, e analizziamo i driver che al momento ne stanno sostenendo lo sviluppo all’interno di VMware.

VeloCloud Networks, gli obiettivi

VeloCloud Networks nasce all’inizio del 2013 su uno spunto imprenditoriale tipico della Silicon Valley: Sanjay Uppal e altri due cofondatori, senza risorse economiche adeguate e partendo da zero, decidono di avviare un’azienda con l’obiettivo di operare nella next generation delle tecnologie di networking.

Ciò che ci ha spinto a creare VeloCloud – spiega Sanjay Uppalè stata la modifica delle architetture di networking aziendaleAlla luce della migrazione di molte applicazioni verso il cloud, le aziende – soprattutto quelle del mid-market, meno le imprese di maggiori dimensioni o gli enti governativi – hanno iniziato a manifestare una certa insofferenza verso la necessità di dover gestire le problematiche derivanti dall’acquisto di hardware proprietario, dal lock-in su specifiche componenti software e hardware, e dall’uso dei tradizionali modelli di networking, point to point e hub and spoke”.

L’unico interesse di questo target di mercato era come poter accedere in modo efficace alle proprie applicazioni aziendali, sempre più residenti sul cloud, senza doversi occupare dei parametri tecnici della connessione sottostante (net bit rate, packet loss, jitter etc.). Queste organizzazioni mostravano sempre più attenzione verso soluzioni semplici, software based, che con pochi semplici clic consentissero di accedere alle proprie applicazioni sulla base delle policy aziendali del momento.

Con un buon tempismo – prosegue Uppal – VeloCloud ha iniziato a sviluppare una soluzione basata su un overlay software, che consentisse di virtualizzare la rete sottostante e di nasconderne la complessità, e di un dispositivo intelligente, delle dimensioni di un router Wifi, attraverso cui gestire l’utilizzo della rete”.

La soluzione di VeloCloud è stata, quindi, sviluppata con l’obiettivo di permettere alle aziende di sbarazzarsi dei device hardware proprietari così come delle connessioni hub and spoke e di accedere alle proprie applicazioni usando l’intelligenza di un semplice dispositivo e quella residente nel cloud. “Il layer software è senza dubbio l’elemento centrale della nostra soluzione SD-WAN” afferma Sanjay Uppal.

Infatti, “permette l’uso di molteplici servizi così come di definire le business policy per il loro utilizzo efficace, garantisce il miglior accesso possibile a soluzioni di videoconferenza così come ad applicazioni di intrattenimento”. Inoltre, ogni volta che si rileva una congestione della rete, il layer software gestisce in modo efficace i data packet, li mette in priorità e dà una risposta all’utente finale”, che può essere un utente business, una piccola-media impresa, un’azienda di medie dimensioni, una grande realtà o una delle più grandi aziende globali nel mondo. “In questo modo, gli utenti business – invece di avere a che fare con la complessità della rete sottostante – possono intervenire sulle politiche aziendali semplicemente parlando la lingua delle applicazioni – puntualizza Uppal – E, allo stesso tempo, le divisioni IT non sono costrette a dover gestire gli aspetti tipici del business”.

VeloCloud Networks, i primi passi

VeloCloud inizia a progettare la soluzione descritta precedentemente nel corso del 2013 e a metà 2014, grazie al primo Minimum Viable Product (MVP), acquisisce i primi clienti, in genere aziende con un numero di sedi compreso tra cinque e dieci.

Sono queste le realtà per cui la soluzione SD-WAN presenta i maggiori benefici. “Se in presenza di una/ due sedi tutte le connessioni possono essere configurate manualmente, al crescere del numero di sedi, tra cinque e dieci, tutto diventa più complicato: ogni cambio dell’architettura aziendale richiede la replica dei cambiamenti in tutte le sedi, con grande stipendio di tempo e risorse economiche” sottolinea Sanjay Uppal.

Sanjay Uppal VeloCloud
Sanjay Uppal, founder di VeloCloud e oggi Senior Vice President & General Manager della business unit di VMware

VeloCloud iniziò ad erogare la propria offerta parlando di soluzioni di next-generation WAN. È Gartner ad aver coniato l’espressione SD-WAN (Software-Defined WAN) e ad aver teorizzato il modello sottostante. All’affermarsi di questo approccio tecnologico e al crescere della domanda, VeloCloud decise  di mutuare la nomenclatura SD-WAN per descrivere le proprie soluzioni.

Oggi VeloCloud è una SD-WAN/SASE business unit all’interno di VMware. La soluzione VMware SD-WAN è stata adottata in tutto il mondo con l’aiuto di un ecosistema di partner costituito da oltre 200 service provider.

La crescita esponenziale del business VMware SD-WAN si spiega con la natura fortemente rivoluzionaria della tecnologia SD-WAN. SD-WAN è, infatti, un modello disruptive: il networking non è mai stato gestito così in passato.

Spiega Uppal: “Nel modello hub and spoke, le attività sono dirette a rinnovare i router, ad implementare le VPN, a mettere in sicurezza i Web gateway, ad accumulare optimizer, firewall, etc. Tutte queste componenti devono poi essere impilate in uno stack fino all’end point aziendale perché possano supportare concretamente una connessione hub-and-spoke. Con il modello SD-WAN tutto quanto abbiamo descritto confluisce in un unico device per arrivare ad una rete di cloud gateway in grado di gestire efficacemente tutti i servizi aziendali. Da oggi quella rete potrà essere implementata da Vodafone e VMware, insieme”.

Espansione e digital transformation, driver di SD-WAN

La trasformazione della rete è fondamentale, lo abbiamo visto precedentemente, per sostenere la crescita delle imprese sul territorio, per abilitare la loro distribuzione geografica, grazie alla rapida ed efficace implementazione delle nuove sedi aziendali.

Sanjay Uppal fa un esempio concreto: “Uno dei nostri più grandi clienti ha eseguito il deployment in 18mila sedi. Grazie alla semplicità del deployment della nostra soluzione SD-WAN, questa azienda è riuscita ad attivare e rendere operative 9.000 sedi in nove giorni quando Covid-19 ha impattato le loro operations. Con i modelli tradizionali di networking, l’installazione, la configurazione, la gestione della wide connection avrebbe richiesto settimane se non mesi per essere completate”.

Con il tempo la SD-WAN si è rivelata essere una tecnologia fondamentale anche perché supporta le strategie di digital transformation delle aziende.

Uppal entra in dettaglio: “La SD-WAN consente di rendere agili e flessibili le infrastrutture IT in linea con il cambiamento e la crescente digitalizzazione dei processi e delle practice aziendali. Permette, inoltre, di utilizzare le infrastrutture IT in base alle priorità business così come alle esigenze delle applicazioni – la vera linfa vitale dei sistemi informativi aziendali – in modo da massimizzarne le performance”.

L’avvio di strategie aziendali, di espansione geografica o di progetti di digital transformation, vede, quindi, nell’evoluzione della rete aziendale un prerequisito fondamentale. “Ciò è vero in qualsiasi settoreChe si parli di industria, retail, healthcare, finance il tema della trasformazione della rete rappresenta un elemento critico della crescita aziendale e della digital transformation”.

Tecnologia SD-WAN a supporto dell’home working

Se la tecnologia SD-WAN ha iniziato ad essere utilizzata per sostenere l’implementazione e attivazione delle filiali così come l’avvio di percorsi di digital transformation, ad oggi, dopo lo scoppio della pandemia, trova sempre maggiore applicazione anche nella gestione del lavoro da casa.

Le implementazioni più importanti di oggi sono proprio legate al fatto che in molte aziende di grandi dimensioni una quota elevata del personale sta lavorando da casa – prosegue Uppal -. Quando si lavora da casa, la maggior parte delle volte la rete funziona ma a volte si rilevano problematiche: le soluzioni di videocomunicazione non funzionano bene anche perché altri membri della famiglia usano la rete per vedere film, per usare applicazioni di intrattenimento, per fare i compiti di scuola, etc.”. In questi contesti, l’utilizzo della SD-WAN consente alle aziende di massimizzare la sicurezza, la qualità dei servizi ed il benessere dei dipendenti a prescindere da luogo fisico in cui lavorano. Per questi motivi, anche il lavoro da casa e, più in generale, il lavoro da remoto beneficiano della tecnologia SD-WAN.

VMware, nel futuro sicurezza e edge computing

Parallelamente alla migrazione sul cloud di applicazioni e WAN, prerequisiti fondamentali della tecnologia SD-WAN, è la cloud-based security a guadagnare una sempre maggior importanza.

Per rispondere a questo trend, VMware ha implementato una rete di point of presence dotandoli di un adeguato strato software. “Ogni point of presence – spiega Uppal – può essere installato ovunque, inclusa la Vodafone Network, e rappresenta la base dell’erogazione di una serie di servizi aggiuntivi, come – oltre ai già descritti servizi SD-WAN e di work from home – servizi di cloud o Web security o servizi di edge computing”.

Il tema dell’edge computing è sempre più all’attenzione delle aziende. I modelli di private o public cloud stanno decisamente spostandosi verso l’edge. Quando questo spostamento di sarà concretizzato, la capacità computazionale che risiedeva nel cloud, arriverà ai dispositivi collocati vicino all’edge.

“In altre parole – chiarisce Uppal – parte del carico di lavoro si effettuerà all’edge, senza bisogno di mandare i dati al data center aziendale. Ciò richiede che anche all’edge ci sia efficienza di calcolo e dispositivi come quelli sviluppati da VMware (Ndr. VMware Edge), applicati alla SD-WAN, potranno supportare le attività computazionali in modo efficace”.

Si tratta di un’evoluzione che risponde al bisogno, espresso da aziende ed utenti, di disporre di capacità computazionale vicino alle fonti dei dati. Grazie alle soluzioni di VMware la capacità computazionale sarà completamente decentralizzata ma sempre sotto controllo.

La partnership con Vodafone

L’espansione geografica, la spinta alla digital transformation e, più recentemente, l’elevato ricorso al lavoro da casa/ da remoto sono i principali driver per la nascita, l’affermazione e la crescita della tecnologia SD-WAN.

Ciò spiega l’elevato numero di aziende, circa 65, che ad oggi competono nel mercato delle SD-WAN. “Nonostante l’elevato numero di aziende attive in questo segmento, la business unit SD-WAN di VMware continua a beneficiare dell’essere stata “first mover” ed è tuttora considerata leader indiscussa del mercato delle SD-WAN. La partnership con Vodafone, che oggi riguarda anche il mercato italiano, rafforzerà senza dubbio il posizionamento competitivo di VMware” puntualizza Sanjay Uppal.

Sono molti i contesti in cui la relazione con Vodafone porterà benefici. In particolare, tra i vantaggi della tecnologia SD-WAN, su cui VMware sta collaborando con Vodafone, anche in Italia, spiccano, da un lato, la velocità con cui può essere svolta l’implementazione, e, dall’altro – una volta effettuato il deployment – la flessibilità e agilità con cui si possono cambiare le policy business.

Precisa Uppal:Infatti, l’importanza – ai fini business – di applicazioni/ sedi/ aree aziendali può cambiare da un giorno all’altro, molto repentinamente. Senza la SD-WAN ogni cambio comporterebbe il coinvolgimento dell’outsourcer, dell’IT, dello staff, dell’intero gruppo aziendale etc. e richiederebbe giorni, settimane mesi per essere completato. Al contrario, l’agilità della soluzione di SD-WAN consente di completare e rendere operativo qualsiasi cambiamento nel giro di minuti”. La partnership con Vodafone Italia nasce, quindi, sotto i migliori auspici da un punto di vista non solo tecnologico ma anche commerciale. “È, infatti, una partnership che soddisfa le esigenze delle realtà di qualsiasi dimensione”, conclude Uppal.

Non perdere tutti gli approfondimenti della SD-WAN Connectivity Room

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Condividi l'articolo: