Con l’approvazione del disegno di legge Disposizioni per l’Assestamento del Bilancio dello Stato per l’Anno Finanziario 2021 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 246 del 14/10/2021) sono stati stanziati ulteriori 300 milioni di euro per assicurare la continuità operativa della Nuova Sabatini, conosciuta anche come misura Beni Strumentali, l’agevolazione messa a disposizione dal ministero dello Sviluppo Economico con l’obiettivo di facilitare l’accesso al credito delle imprese e accrescere la competitività del sistema produttivo del Paese.

La misura infatti persegue l’obiettivo di “rafforzare il sistema produttivo e competitivo delle Pmi, attraverso l’accesso al credito finalizzato all’acquisto, o acquisizione in leasing, di beni materiali (macchinari, impianti, beni strumentali d’impresa, attrezzature nuovi di fabbrica e hardware) o immateriali (software e tecnologie digitali) ad uso produttivo”.

Giancarlo Giorgetti, ministro dello sviluppo economico nel governo Draghi

La continuità operativa della misura, già assicurata dal ministro Giorgetti con il decreto Sostegni bis attraverso lo stanziamento di 425 milioni di euro, ha permesso lo scorso mese di luglio di “riaprire lo sportello” per la presentazione delle domande delle imprese.
Le risorse aggiuntive messe in campo con quel provvedimento si aggiungono quindi a quelle precedentemente stanziate per la misura nell’annualità 2021, sia dall’articolo 1, commi 95-96 della Legge di Bilancio 2021 (pari a 370 milioni di euro) che, appunto dall’articolo 11 ter del Decreto Sostegni bis, citato qui sopra, pari a 425 milioni di euro.

Dal punto di vista pratico si tratta della concessione da parte di banche e intermediari finanziari di finanziamenti alle micro, piccole e medie imprese per sostenere gli investimenti previsti dalla misura, nonché di un contributo da parte del ministero dello Sviluppo Economico rapportato agli interessi sui predetti finanziamenti. L’ammontare del contributo del Mise è determinato in misura pari al valore degli interessi calcolati, in via convenzionale, su un finanziamento della durata di cinque anni e di importo uguale all’investimento, ad un tasso d’interesse annuo pari al 2,75% per gli investimenti ordinari ed al 3,575% per gli investimenti in tecnologie digitali e in sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti (investimenti in tecnologie, ovvero Industria 4.0).

 Allo stesso tempo però l’investimento non può durare oltre i cinque anni, deve essere interamente utilizzato per coprire spese sulle voci ammissibili, e di importo tra i 20mila e i quattro milioni di euro. Alla Nuova Sabatini possono accedere poi tutti i settori produttivi, inclusi agricoltura e pesca, ad eccezione delle attività finanziarie ed assicurative e di quelle connesse all’esportazione e per gli interventi subordinati all’impiego preferenziale di prodotti interni rispetto ai prodotti di importazione.

Inoltre le aziende devono trovarsi nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non essere in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali, non rientrare  tra i soggetti che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti considerati illegali o incompatibili dalla Commissione Europea. Non devono risultare imprese in difficoltà né risiedere in un Paese estero a meno che non provvedano all’apertura di una sede operativa in Italia entro il termine previsto per l’ultimazione dell’investimento.

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