L’azienda di San Vito al Tagliamento (PN) è tra le maggiori realtà italiane che operano nel settore della vendita a domicilio di specialità alimentari surgelate e fresche, con un milione di famiglie clienti, 2.800 tra dipendenti e collaboratori e una sessantina di filiali che operano su tutto il territorio nazionale. Sono diversi i progetti in cantiere per centrare l’obiettivo fissato dal gruppo internazionale Bofrost cui appartiene anche Bofrost Italia e tra questi il raggiungimento della neutralità climatica entro il 2035.

Primo punto di azione la riduzione dei consumi energetici: la spesa per i consumi elettrici è aumentata del 250% nell’ultimo anno e già da tempo Bofrost sta investendo sul fotovoltaico: oggi tra sede e filiali sono installati 21 impianti che producono 1,7 milioni di kWh all’anno, pari al 15% del fabbisogno energetico, con risparmio di 1.105 tonnellate all’anno di anidride carbonica. L’innovazione più importante riguarda la refrigerazione di magazzini e celle: Bofrost dalla tecnologia di refrigerazione basata sui gas fluorati ha deciso di passare agli impianti a CO2: 1kg di CO2 equivale a circa 2.140kg di altro gas e questo è in grado di ridurre i consumi di più del 30%.

Sotto la lente però vi sono anche il risparmio sui consumi delle flotte di consegna. Analisi delle percorrenze, stili di guida, manutenzioni, possono aiutare nel raggiungimento degli obiettivi, così come la conversione di parte della flotta all’elettrico, nel solco dell’esempio di Bofrost Germania. Serve per questo il coinvolgimento diretto delle persone, che sono formate per attuare azioni responsabili dal punto di vista dei consumi.

Gianluca Tesolin, AD di Bofrost Italia: “Da tempo la nostra azienda è impegnata a fare la propria parte nel raggiungimento degli obiettivi globali per lo sviluppo sostenibile. Oggi rilanciamo con un cambio di passo, dettato dall’ineludibilità delle sfide portate dal cambiamento climatico e dalla volontà di portare alla nostra clientela, sempre più consapevole e attenta all’ambiente, prodotti e servizi in cui la qualità è inscindibile dalla sostenibilità”.
Terzo pilastro la riorganizzazione della logistica e l’attenzione per gli imballaggi. Bofrost è partita già nel 2021 con analisi dati e sviluppo IT, testato su 10 filiali startup ed entrato in fase di roll out a luglio 2022. La realizzazione di un sistema di hub e l’utilizzo di procedure avanzate per l’analisi dei dati – Progetto Hub il suo nome – permettono di gestire gli stock con un livello di precisione elevato, da una parte per garantire ai nostri clienti la rapidità di consegna e freschezza dei prodotti, ma anche per ottimizzare gli spostamenti e ridurre così i chilometri percorsi dai mezzi.
Un quarto pilastro è rappresentato dall’impegno riguardo l’ambiente, in particolare pesca sostenibile e acquacoltura responsabile. Nel primo caso Bofrost opera con la certificazione Msc (Marine Stewardship Council) e nel secondo si segnala il bollo Asc (Aquaculture Stewardship Council), un organismo indipendente che ha elaborato degli standard a garanzia di un allevamento responsabile di pesce e frutti di mare.

L’azienda inoltre condivide una visione etica improntata a coniugare le finalità che concorrono in modo armonico al miglioramento del benessere, sia dei clienti, sia dei propri collaboratori, con l’obiettivo di conseguire i migliori risultati economici e commerciali.
L’etica di cui si tratta è rispettosa di tutti i soggetti co-interessati al business aziendale, senza prevaricazioni e privilegi di alcun genere. Tutte le attività Bofrost “devono essere pertanto svolte ]…[ nel rispetto degli interessi legittimi dei clienti, dei dipendenti, dei partner commerciali e finanziari e delle collettività in cui Bofrost è presente con le proprie attività”.

Per approfondire l’approccio alla sostenibilità di Bofrost:

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