La transizione verso i device esclusivamente eSim impatta sulle catene del valore delle telco, i modelli operativi degli operatori e le modalità di adozione della connettività da parte di consumatori e imprese. Ne parla Juniper Research nello studio eSim only Devices: the Impact on Operators, Consumers and IoT che analizza l’impatto di questo passaggio, con particolare attenzione alle nuove specifiche Gsma, ai dispositivi di utilizzo comune e allo sviluppo dell’IoT su larga scala.
La ricerca si propone di valutare le conseguenze dell’adozione di dispositivi eSim-only sull’intero ecosistema delle telecomunicazioni, includendo operatori mobili, produttori di dispositivi, fornitori di piattaforme e utenti finali, sia nel segmento consumer sia in quello industriale e pubblico. L’obiettivo dichiarato è comprendere come l’evoluzione degli standard di provisioning, in particolare le specifiche Gsma Sgp.32 e Sgp.42, stia ridefinendo i modelli di distribuzione, gestione e sicurezza della connettività cellulare, oltre a stimare la crescita attesa delle connessioni eSim nel medio periodo che toccheranno i 4,9 miliardi di connessioni cellulari attive entro il 2030, in crescita rispetto a 1,2 miliardi nel 2025.

Metodologia 

Dal punto di vista metodologico, lo studio combina analisi qualitative e quantitative. La componente quantitativa si basa su previsioni a cinque anni che coprono oltre 60 Paesi e includono il numero di dispositivi connessi tramite eSim, la segmentazione per aree geografiche e per settori di utilizzo – consumer, industriale e pubblico – nonché l’evoluzione delle tecnologie di rete sottostanti, con dati disaggregati fino al 2030 per smartphone, laptop, sensori industriali e dispositivi massive IoT. Le stime sono costruite a partire da modelli previsionali proprietari che tengono conto dei cicli di sostituzione dei dispositivi, delle roadmap degli Oem, della disponibilità delle reti e delle politiche regolatorie nazionali, includendo anche l’impatto dell’adozione delle reti NB-IoT, Lte-M e 5G RedCap. La parte qualitativa, invece, analizza l’impatto delle nuove specifiche Gsma sui processi operativi, sulla sicurezza e sulle opportunità di business per operatori e fornitori di soluzioni, integrando valutazioni su architetture tecnologiche e rischi emergenti

eSim, complessità crescenti

Uno dei primi elementi che emerge riguarda la complessità crescente dell’ecosistema eSim rispetto al modello tradizionale basato su Sim fisiche. La ricerca descrive una catena del valore articolata su più livelli, che va dall’hardware e dai chipset, ai sistemi operativi sicuri caricati in fase di produzione, fino alle architetture software che implementano gli standard di remote provisioning, in particolare Sgp.02, Sgp.22 e Sgp.32. Questa stratificazione, se da un lato introduce nuovi punti di valore e opportunità di differenziazione, dall’altro aumenta le superfici di rischio, in particolare sul piano della sicurezza e della dipendenza da piattaforme cloud per la gestione dei profili, il cui malfunzionamento potrebbe compromettere intere flotte di dispositivi IoT con impatti rilevanti su settori critici come sanità, finanza e servizi pubblici.

Nel segmento consumer, lo studio individua nel periodo 2025-2028 il punto di svolta per l’adozione degli smartphone eSim-only. Sebbene nel 2024 la maggioranza degli smartphone a livello globale utilizzi ancora Sim fisiche, con una quota pari all’84% dei dispositivi, le decisioni dei principali produttori stanno accelerando il cambiamento. La strategia di Apple, seguita con cautela da altri Oem come Google e Samsung, viene interpretata come un segnale di maturità del mercato in alcune regioni chiave, tra cui Nord America, Europa occidentale, Cina e India, dove le prime estensioni dei modelli eSim-only sono previste a partire dal 2026. La disponibilità di dispositivi eSim-only non è sufficiente di per sé a garantire un’adozione rapida: persistono barriere legate alla scarsa conoscenza della tecnologia da parte dei consumatori e alla percezione di complessità rispetto all’uso della Sim tradizionale. Questo fenomeno è confermato dal dato secondo cui, nel 2024, solo il 37% degli smartphone compatibili con eSim utilizzava effettivamente tale tecnologia per la connettività, nonostante la crescente diffusione del supporto lato device e lato rete. Lo scarto tra disponibilità tecnologica e utilizzo reale sottolinea il ruolo cruciale degli operatori nella semplificazione dei processi di attivazione e nella comunicazione dei benefici, come la maggiore flessibilità nel cambio di operatore e la possibilità di gestire più profili su un singolo dispositivo, in un contesto in cui, a fine 2025, il supporto eSim risulta già disponibile in oltre 190 Paesi a livello globale.

L’eSim nei dispositivi di computing e per l’IoT

Oltre agli smartphone, lo studio dedica attenzione alla crescita delle eSim in laptop e desktop con connettività cellulare. Le previsioni indicano un aumento costante della quota di dispositivi eSim-enabled fino al 2030, passando dal 38% nel 2025 al 47,4% nel 2027, fino a raggiungere il 62,2% entro la fine del decennio, con una concentrazione maggiore in Nord America, Europa occidentale e Cina. Per gli operatori, questo trend apre nuove opportunità di ricavo attraverso piani dati dedicati a dispositivi tradizionalmente connessi via Wifi, ma comporta anche la necessità di integrare la gestione eSim nei sistemi di supporto esistenti.

La proporzione di desktop e notebook con connettività cellulare che utilizzano un eSim
La proporzione di desktop e notebook con connettività cellulare che utilizzano una eSim (fonte: eSim only Devices: the Impact on Operators, Consumers and IoT, Juniper Research, 2025)

Sul fronte IoT, l’analisi attribuisce un ruolo centrale alle nuove specifiche Gsma, in particolare Sgp.32 e Sgp.42. La Sgp.32, pensata per dispositivi IoT con risorse limitate e privi di interfaccia utente, introduce un modello di provisioning remoto più leggero e automatizzato, basato su entità come l’IoT Profile Assistant e l’eSim IoT Manager. Questo approccio consente la gestione di grandi flotte di dispositivi senza intervento umano, riducendo costi operativi e complessità, e risulta particolarmente adatto a casi d’uso come smart metering, logistica e monitoraggio ambientale, supportando migliaia di dispositivi per singola implementazione. Il rilascio delle specifiche definitive per Sgp.42, atteso tra il 2026 e il 2027, rappresenta un ulteriore passo avanti introducendo il concetto di In-Factory Profile Provisioning. La possibilità di caricare i profili degli operatori direttamente in fase di produzione consente di semplificare drasticamente la logistica e di utilizzare un’unica variante hardware per mercati diversi. La ricerca sottolinea come questo modello sia particolarmente vantaggioso per dispositivi con cicli di vita molto lunghi o difficilmente accessibili una volta installati, come sensori ambientali e contatori intelligenti destinati a operare per oltre dieci anni senza manutenzione.

Un’altra evidenza chiave riguarda il legame tra eSim e tecnologie di rete a basso consumo. Lo sviluppo dell’IoT su larga scala è strettamente connesso alla disponibilità di reti come NB-IoT, Lte-M e, in prospettiva, 5G RedCap. Queste tecnologie consentono di bilanciare efficienza energetica, copertura e capacità di trasmissione dati in funzione dei diversi casi d’uso, con autonomie che per NB-IoT possono superare i 10–15 anni di durata operativa per singolo dispositivo. La ricerca evidenzia come 5G RedCap possa colmare il divario tra LPWan e 5G tradizionale, offrendo velocità fino a 150 Mbps in downlink e latenze compatibili con applicazioni industriali e di videosorveglianza.

eSim installate nei connected industrial devices
Numero complessivo di eSim installate nei connected industrial devices e nei sensori in milioni di unità ((fonte: eSim only Devices: the Impact on Operators, Consumers and IoT, Juniper Research, 2025)

Nel contesto del cosiddetto Massive IoT, la combinazione di provisioning semplificato, reti a basso consumo e integrazione di eSim direttamente nei processori dei dispositivi apre la strada a distribuzioni su scala di miliardi di unità. Le previsioni indicano una crescita sostenuta delle connessioni eSim nel settore industriale, che passeranno da 64,7 milioni nel 2025 a circa 1,2 miliardi nel 2030, con un incremento superiore al 1.800% in cinque anni. Questo sviluppo è destinato ad avere un impatto rilevante su ambiti come l’industria manifatturiera, le utility, l’agricoltura e i servizi pubblici, abilitando modelli di gestione basati su dati in tempo reale e manutenzione predittiva. 

eSim, le sfide di sicurezza

La cybersecurity nell’adozione di eSim su larga scala è evidente elemento critico. Il passaggio da una sicurezza basata su elementi fisici a un modello fortemente dipendente da credenziali cloud e processi di autenticazione remota introduce nuove vulnerabilità, in particolare nel segmento consumer, dove l’attivazione dell’eSim è spesso legata a identità digitali e servizi cloud. In ambito enterprise e IoT, la responsabilità della sicurezza si sposta verso operatori, produttori e fornitori di piattaforme, rendendo essenziale l’adozione di framework come IoT Safe per garantire una root of trust hardware e la protezione end-to-end dei dati, in un contesto in cui gli attacchi su infrastrutture eSim sono destinati ad aumentare con il raggiungimento della maggioranza di mercato previsto intorno al 2028.

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