Nel retail specializzato il bisogno dei protagonisti di settore non riguarda semplicemente l’evoluzione dei canali di vendita, ma la capacità di ricomporre in un modello operativo coerente ciò che negli ultimi anni si è stratificato tra punto vendita, e-commerce, sistemi di cassa, gestione degli stock, strumenti di clienteling, piattaforme di loyalty, analytics e applicazioni di produttività per i team. È in questa prospettiva che va letta la strategia presentata da Cegid in occasione di Cegid Connections Retail 2026, l’appuntamento che a Praga ha riunito clienti, partner e decisori del mondo retail provenienti da oltre trenta Paesi. L’evento permette di osservare come i vendor cerchino di posizionare la propria offerta retail intorno a un principio preciso: ridurre la frammentazione operativa degli store e rendere più immediato l’utilizzo dei dati, del cloud e dell’intelligenza artificiale nei processi quotidiani.

Il punto di partenza è un mercato in cui la pressione sull’efficienza dei punti vendita convive con l’esigenza di offrire esperienze omnicanale più fluide. I retailer devono governare performance degli store, coinvolgimento dei team, evoluzione dei pagamenti, sicurezza degli ambienti cloud, valorizzazione dei dati e integrazione tra sistemi eterogenei. A questi elementi si aggiunge l’AI, che Cegid colloca al centro della propria roadmap già dal 2024, non come tecnologia separata dal lavoro degli operatori, ma come componente integrata nei flussi di vendita, supporto, gestione e decisione. La logica è pragmatica: portare automazione e assistenza intelligente dove l’operatività è più esposta a inefficienze, errori, ritardi di comunicazione e dispersione delle informazioni.

Cegid, customer e dati al centro

In questa chiave, la strategia di Cegid si articola attraverso proposte che rispondono a problemi concreti del retail fisico e omnicanale. Il primo riguarda la relazione con il cliente e la gestione degli strumenti digitali di loyalty e pagamento. Con Cegid Retail e-Wallet, il vendor punta a trasferire gift card, buoni reso, buoni acquisto e carte fedeltà in pass digitali integrati in Apple Wallet e Google Wallet. Il tema non è solo la dematerializzazione, ma la possibilità di rendere questi strumenti sempre disponibili sullo smartphone del cliente, aggiornati in tempo reale e collegati ai percorsi omnicanale. La disponibilità immediata dei punti fedeltà, dei voucher e dei consensi diventa così parte dell’esperienza di relazione con il brand, con un impatto sia sulla customer experience sia sulla capacità del retailer di mantenere continuità tra negozio, mobile ed e-commerce.

Il secondo asse è quello dei dati. Con Cegid Retail Data Streaming, l’obiettivo è superare la dipendenza da esportazioni batch o da molteplici chiamate Api, offrendo un accesso ai dati retail in tempo quasi reale. Per un retailer, questa evoluzione può incidere su più piani: alimentare strumenti di business intelligence, piattaforme Crm, ambienti dati e casi d’uso AI con informazioni più tempestive; migliorare il governo operativo; ridurre lo scarto tra ciò che accade nello store e ciò che la sede centrale riesce a leggere e interpretare. In un settore in cui stock, domanda, promozioni, comportamento del cliente e performance del personale cambiano rapidamente, la disponibilità di dati aggiornati diventa una condizione per passare da un controllo retrospettivo a una gestione più dinamica.

Una vista di Cegid Live Cloud Dashboard
Una vista di Cegid Live Cloud Dashboard

La stessa logica si ritrova nella Cegid Live Cloud Dashboard, pensata per offrire ai team IT una visibilità in tempo reale sulle performance degli ambienti Cegid Retail in SaaS. Anche in questo caso il punto non è il monitoraggio come funzione tecnica isolata, ma la resilienza dell’operatività retail. Se il negozio dipende da applicazioni cloud per vendite, cassa, stock e servizi al cliente, la disponibilità degli ambienti e la capacità di anticipare criticità diventano parte della continuità del business. La certificazione Soc 1 Type 1 ottenuta dalla piattaforma di commercio unificato Cegid Retail Y2, verificata da Forvis Mazars, si inserisce nello stesso quadro: rafforzare il livello di controllo e affidabilità dei processi, soprattutto quando le piattaforme retail diventano infrastrutture centrali per l’esecuzione quotidiana.

La trasversalità dell’AI nel retail

L’AI entra invece in modo trasversale, con una declinazione operativa che evita di presentarla come semplice livello generativo. L’agente conversazionale di self-support integrato nell’offerta Cegid Retail è pensato per accrescere l’autonomia degli utenti nella configurazione, comprensione e gestione delle soluzioni. È un tassello importante perché interviene su uno dei nodi meno visibili ma più rilevanti della digitalizzazione degli store: l’adozione effettiva degli strumenti da parte dei team. In ambienti distribuiti, con personale che cambia, ruoli differenziati e tempi ridotti per la formazione, la possibilità di accedere a supporto contestuale può incidere direttamente sulla continuità d’uso delle piattaforme.

La stessa impostazione emerge nell’evoluzione di Cegid Retail Store Excellence, soluzione orientata alla comunicazione tra sede centrale e punti vendita, al task management, al visual merchandising e all’esecuzione sul campo. Le notifiche potenziate dall’intelligenza artificiale permettono di identificare scostamenti di performance, monitorare l’avanzamento delle attività e segnalare rischi operativi. Il passaggio è significativo perché sposta la gestione del punto vendita da una logica reattiva a una più proattiva: non solo verificare a posteriori se le attività sono state svolte, ma intercettare prima le anomalie e guidare l’intervento dei team. Anche le funzionalità di gamification, con challenge, classifiche e meccanismi di ricompensa, vanno lette dentro questa prospettiva: non come elemento accessorio, ma come leva per aumentare ingaggio, adozione e continuità nell’utilizzo degli strumenti digitali.

Cegid Retail One

Infine Cegid Retail One è proposta come applicazione unificata per lo store. La soluzione nasce per rispondere a una criticità strutturale del retail: la proliferazione di applicazioni, interfacce e sistemi di autenticazione che negli anni ha complicato il lavoro quotidiano dei team nei punti vendita. L’obiettivo non è sostituire gli strumenti esistenti, ma riunirli in un’esperienza coerente, multilingue e modulare, accessibile da un unico dispositivo e con una sola autenticazione. Vendita, cassa, clienteling, stock, gestione delle attività, monitoraggio delle performance e comunicazione operativa vengono ricondotti dentro un ambiente comune, nel quale possono trovare spazio anche applicazioni di terze parti.

Cegid Retail One
Cegid Retail One

Questa impostazione interpreta lo store come luogo in cui la qualità dell’esperienza cliente dipende sempre più dalla qualità dell’esperienza operativa degli addetti. Ridurre i passaggi tra applicazioni, velocizzare l’accesso alle informazioni, limitare gli errori e semplificare l’onboarding dei nuovi collaboratori significa liberare tempo da reinvestire nella relazione con il cliente, nella consulenza e nella vendita assistita. L’assistente AI conversazionale integrato in Cegid Retail One, utilizzabile tramite voce o testo, rafforza questa logica permettendo ai team di effettuare ricerche clienti, ricevere suggerimenti di prodotto, consultare stock e cronologia degli acquisti durante l’interazione di vendita. L’assistente opera sui dati e sulle soluzioni Cegid connessi in tempo reale tramite Api, configurando un modello in cui l’AI non sostituisce il ruolo dell’addetto, ma ne aumenta la capacità di intervento nel momento in cui la decisione deve essere presa.

La personalizzazione dell’interfaccia per ruoli, identità visiva e contesti operativi completa il quadro. Manager, addetti alla vendita e figure specializzate come i magazzinieri possono utilizzare un ambiente calibrato sulle rispettive attività, riducendo la distanza tra tecnologia e processo. È un passaggio rilevante perché nel retail la standardizzazione globale deve convivere con esigenze locali, ruoli differenziati e format di negozio diversi.

La strategia che emerge è quindi quella di una piattaforma retail sempre più orientata alla convergenza: tra fisico e digitale, tra dati e operazioni, tra sede centrale e store, tra automazione e lavoro umano. L’evento di Praga resta il riferimento da cui Cegid ha reso visibile questa traiettoria, ma la lettura più utile oggi è quella di un percorso di razionalizzazione dell’operatività retail. In un mercato in cui l’innovazione rischia spesso di aggiungere ulteriori livelli di complessità, Cegid prova a riportare il centro sul punto vendita, trasformandolo in un ambiente connesso, più leggibile nei dati, più controllabile dal cloud e più supportato dall’AI nei passaggi quotidiani che incidono direttamente sulla performance.

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