Nei primi nove mesi del 2025 il sistema delle comunicazioni in Italia continua a essere attraversato da dinamiche di trasformazione strutturali che confermano la progressiva centralità delle infrastrutture digitali e delle piattaforme online, a fronte di una contrazione più o meno accentuata dei media tradizionali. Il quadro restituito dall’Osservatorio sulle comunicazioni pubblicato da Agcom a gennaio (riferito al terzo trimestre del 2025) fotografa un mercato che, pur in assenza di forti discontinuità congiunturali, evidenzia evoluzioni sul piano tecnologico, nei modelli di consumo e negli equilibri competitivi, con impatti diretti sulla filiera industriale e sull’ecosistema informativo. L’analisi, aggiornata a settembre 2025, si basa su un impianto metodologico che integra stime elaborate a partire dai dati forniti dalle principali imprese dei mercati delle comunicazioni elettroniche e dei servizi postali, con informazioni provenienti da fonti esterne certificate – tra cui Auditel, Audiweb, Ads e Comscore – per quanto riguarda media e piattaforme digitali. Questo consente di restituire una visione comparabile nel tempo, pur tenendo conto delle riclassificazioni e degli affinamenti metodologici introdotti negli ultimi anni. Entriamo nei dettagli.

Comunicazioni elettroniche, consumi in crescita

Nel perimetro delle comunicazioni elettroniche, il dato di sintesi riguarda la sostanziale stabilità della base infrastrutturale, accompagnata però da una crescita continua dei consumi di dati. A settembre 2025 gli accessi complessivi alla rete fissa si attestano a 20,49 milioni di linee, senza variazioni significative su base trimestrale. Dietro questa apparente stabilità si confermano però dinamiche di sostituzione tecnologica ormai consolidate: le linee in rame proseguono la loro contrazione, con una riduzione di circa 640 mila unità su base annua e un calo di oltre 3,4 milioni di accessi rispetto al 2021, mentre crescono le soluzioni basate su fibra e accesso radio.

Gli accessi Fttc, pur in flessione annua, rappresentano ancora la quota principale della base clienti con il 41,6%, ma è la fibra Ftth a segnare il passo più rilevante. Nei primi nove mesi del 2025 le linee Ftth  crescono di oltre 1,2 milioni su base annua, raggiungendo una quota del 32,9% degli accessi complessivi. Parallelamente continua l’espansione delle connessioni Fixed Wireless Access, che superano i 2,56 milioni di accessi, confermandosi come tecnologia complementare soprattutto in aree meno densamente servite.

Rete Fissa Accessi diretti
Rete fissa accessi diretti (fonte: Osservatorio Agcom, 4/2025)

Nel segmento broadband e ultrabroadband, le linee complessive si mantengono intorno ai 19,26 milioni. Il dato aggregato nasconde una riduzione marcata delle linee Dsl, che perdono oltre 820 mila unità su base annua, compensata dalla crescita delle tecnologie alternative, che raggiungono complessivamente circa 18,1 milioni di linee. Questo riequilibrio tecnologico si riflette direttamente sulle prestazioni commercializzate: tra il 2021 e il 2025 la quota di linee con velocità pari o superiori a 100 Mbit/s passa dal 59,2% all’81,8%, mentre quelle con capacità almeno pari a 1 Gbit/s crescono dall’11,5% al 32,4%.

L’evoluzione infrastrutturale sostiene un incremento costante dei volumi di traffico. Nei primi nove mesi del 2025 il traffico dati medio giornaliero sulla rete fissa cresce del 7,8% rispetto allo stesso periodo del 2024 e del 49% rispetto al 2021. In termini unitari, il consumo medio giornaliero per linea broadband raggiunge i 9,83 Gbyte, con un aumento del 44,4% in quattro anni, confermando una tendenza di lungo periodo che riflette la diffusione di servizi ad alta intensità di banda, dal video on demand al cloud domestico e professionale.

Gli attori di mercato

Sul piano concorrenziale, Tim mantiene la leadership nel mercato broadband e ultrabroadband con il 33% degli accessi, seguita dal polo Fastweb+Vodafone con il 29,8% e da Wind Tre con il 14,6%. Nel segmento Ftth la graduatoria vede Fastweb+Vodafone al primo posto con il 29,9%, davanti a Tim e Wind Tre. Tra gli operatori, Iliad si distingue per il maggiore dinamismo, con un incremento di 0,7 punti percentuali su base annua, mentre cresce anche il peso complessivo degli operatori di minori dimensioni. Anche la rete mobile evidenzia un quadro di crescita selettiva. Le Sim complessive superano i 110 milioni, trainate dalle Sim m2m, mentre le Sim “human” mostrano una lieve flessione trimestrale ma restano in aumento su base annua. Il consumo di dati per Sim “human” continua a crescere a doppia cifra: nei primi nove mesi del 2025 il traffico medio giornaliero per Sim raggiunge circa 0,98 Gbyte, con un incremento del 14,5% rispetto al 2024 e di oltre il 112% rispetto al 2021.

Rete fissa Accessi Broadband e Ultra per tecnologia e operatore
Rete fissa Accessi Broadband e Ultra per tecnologia e operatore (fonte: Osservatorio Agcom, 4/2025)

Piattaforme online, centrali nell’ecosistema digitale

Accanto alle reti, il capitolo dedicato alle piattaforme online evidenzia il consolidamento del loro ruolo come infrastruttura di accesso ai servizi digitali e all’informazione. I dati relativi agli utenti unici dei principali siti e applicazioni mostrano livelli di penetrazione elevati e una progressiva polarizzazione dell’attenzione su pochi grandi operatori globali, in particolare nei segmenti del social networking, del video on demand e dell’e-commerce.

Nel perimetro delle piattaforme e dei servizi online, i dati dell’Osservatorio restituiscono un quadro articolato, caratterizzato da una sostanziale stabilità delle gerarchie ma anche da segnali di rallentamento su base annua per molti dei principali operatori. Ai vertici della graduatoria per utenti unici si confermano i siti/servizi Web e le applicazioni riconducibili ai grandi gruppi internazionali, in particolare Alphabet/Google, Meta, Amazon e Microsoft. Per questi operatori, tuttavia, si osservano andamenti in contrazione rispetto a settembre 2024, a fronte di una crescita nel confronto con settembre 2021; l’unica eccezione è rappresentata da Alphabet/Google, che registra una flessione anche su base quinquennale.

Piattaforme e utenti unici siti e app principali operatori
Piattaforme e utenti unici siti e app principali operatori (fonte: Osservatorio Agcom, 4/2025)

Alle spalle dei big player globali si collocano le piattaforme afferenti a gruppi editoriali e operatori nazionali, tra cui Gedi, Poste Italiane, Cairo Communication/Rcs Mediagroup, Fininvest/Mondadori e Italiaonline, che mostrano complessivamente una riduzione degli utenti unici rispetto a settembre 2024. Nel segmento dell’informazione generalista, a settembre 2025 si contano 36,8 milioni di utenti unici, in calo del 3,4% su base annua. La Repubblica si conferma il sito più frequentato con 27,4 milioni di utenti, pur registrando una contrazione dell’8,4%, seguita dal Corriere della Sera con 23,7 milioni di utenti (-16%) e da TgCom 24 con 19,1 milioni (-2,2%). Anche l’e-commerce evidenzia un lieve arretramento complessivo, con 38,3 milioni di utenti unici a settembre 2025. Amazon mantiene la leadership con 34,8 milioni di visitatori, seppur in flessione, mentre Temu si distingue per una crescita molto sostenuta, superando i 23 milioni di utenti, eBay registra invece una contrazione a doppia cifra. Nel mondo dei social network, il numero complessivo di utenti unici supera i 38,8 milioni, ma cala sia il numero dei visitatori sia il tempo dedicato alla navigazione. Le piattaforme del gruppo Meta restano dominanti, pur in flessione, mentre TikTok, Reddit e Snapchat mostrano dinamiche di crescita, a fronte di cali marcati per LinkedIn, Pinterest, X e VK.

Nel perimetro dei servizi di video on demand, sia a pagamento sia gratuiti, l’Osservatorio conferma una crescita del tempo speso dagli utenti, che si affianca a una sostanziale stabilità o lieve incremento degli utenti unici. Questo andamento suggerisce un rafforzamento dell’intensità di utilizzo più che una semplice espansione della platea, coerente con la maturità raggiunta dal mercato e con la crescente competizione tra piattaforme per trattenere l’attenzione degli utenti. Anche i dati relativi ai siti e alle app di informazione generalista indicano una progressiva integrazione tra consumo informativo e piattaforme digitali, con un ruolo sempre più rilevante degli intermediari online nella distribuzione dei contenuti.
In questo contesto, le metriche di audience elaborate su base Comscore evidenziano come il traffico verso le testate digitali sia fortemente influenzato dai motori di ricerca e dai social network, rafforzando le interdipendenze tra media tradizionali e grandi piattaforme. Nel complesso, il quadro delineato dallOsservatorio suggerisce che le piattaforme online non rappresentano più un segmento separato, ma costituiscono l’ossatura trasversale dell’ecosistema delle comunicazioni, con effetti sistemici sulle dinamiche concorrenziali, sui modelli di business e sulla regolazione.

Quotidiani, diffusione ancora in calo

Nel comparto dell’editoria quotidiana prosegue la contrazione delle copie complessivamente vendute. I dati relativi ai primi nove mesi del 2025 confermano una riduzione strutturale della diffusione, sia nella componente cartacea sia in quella digitale a pagamento, riflettendo un trend di lungo periodo già evidente nel confronto con il 2021. La distribuzione delle copie per gruppi editoriali mostra un mercato sempre più concentrato, nel quale pochi operatori mantengono quote rilevanti, mentre le testate minori faticano a sostenere i livelli di vendita. In questo scenario, la progressiva digitalizzazione dell’offerta non appare ancora sufficiente a compensare il calo del cartaceo, evidenziando le difficoltà di sostenibilità economica del settore.

Editoria quotidiani - Principali testate
Editoria quotidiani, le principali testate (fonte: Osservatorio Agcom, 4/2025)

Televisione, lo specchio sporco si trasforma

Il settore televisivo registra nei primi nove mesi del 2025 una lieve flessione degli ascolti nel giorno medio, sia nel prime time sia sull’intera giornata. Il confronto con il 2021 evidenzia una riduzione significativa della platea televisiva tradizionale, con un calo di milioni di spettatori. Rai e Mediaset mantengono le posizioni di vertice, ma con dinamiche differenziate, mentre alcuni operatori, come La7, mostrano segnali di crescita in specifiche fasce. I dati sui telegiornali indicano una sostanziale stabilità del tempo speso su base annua, a fronte però di una contrazione di lungo periodo, confermando un progressivo spostamento dei consumi informativi verso l’online.

Spedizioni postali, volumi in trasformazione

Nel comparto dei servizi postali e di consegna pacchi, l’Osservatorio evidenzia una prosecuzione delle dinamiche già osservate negli anni precedenti. I volumi di corrispondenza tradizionale continuano a ridursi, mentre il segmento dei pacchi beneficia dell’e-commerce, mantenendo livelli di attività più sostenuti. Anche in questo caso, il confronto con il periodo pre-pandemico conferma una trasformazione strutturale della domanda, con implicazioni rilevanti per gli operatori in termini di organizzazione della rete e modelli di costo.

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