Che la distribuzione IT sia chiamata oggi a ridefinire il proprio ruolo per affiancare meglio le aziende decise a intraprendere un percorso di trasformazione non è una novità. Ma quando un gruppo da 4,3 miliardi di euro di fatturato e 1.800 collaboratori decide di istituzionalizzare la propria spinta verso i servizi creando una business unit dedicata, il segnale è difficile da ignorare. È quanto ha deciso Esprinet Group con il lancio di Innovexya. La nuova BU nasce con l’ambizione di integrare e sviluppare l’intera offerta di servizi a valore del gruppo, superando la logica della distribuzione tradizionale per posizionarsi come abilitatore di progetti complessi in ambito AI, cloud, cybersecurity e soluzioni digitali.
Una “market area” trasversale alle country in cui Esprinet opera – Italia, Spagna e Portogallo – che punta a costruire un ecosistema coerente di competenze, logistica avanzata, formazione e consulenza.

Giovanni Testa
Giovanni Testa, AD in pectore di Esprinet Group

Spiega la direzione Giovanni Testa, AD in pectore di Esprinet Group: “L’evoluzione del mercato richiede un approccio sempre più orientato ai servizi e alla capacità di rendere accessibili tecnologie come l’intelligenza artificiale anche alle realtà di dimensioni più contenute”. Con Innovexya, sottolinea Testa, il gruppo intende rafforzare questo impegno “integrando competenze e soluzioni in un modello pensato per supportare concretamente i partner nella trasformazione digitale”.

Il nodo delle Pmi e dei partner medio-piccoli

Il tema di fondo è noto a chiunque operi nel canale IT italiano: la domanda di trasformazione digitale cresce, ma una quota significativa del tessuto imprenditoriale – le Pmi  e i partner di dimensioni medio-piccole – fatica ad affrontare autonomamente progetti che toccano ambiti come l’intelligenza artificiale, il cloud ibrido o la sicurezza informatica. Mancano spesso le competenze interne, la capacità di strutturare un’offerta e, non di rado, la scala necessaria per accedere a risorse e formazione di livello adeguato. È in questo spazio che Innovexya intende inserirsi. Il modello operativo prevede un supporto completo in tutte le fasi della vendita, dalla proposta al delivery, con un portafoglio di servizi pensato per adattarsi alle diverse esigenze del mercato. “Con Innovexya introduciamo un modello operativo strutturato che integra e valorizza l’intera offerta servizi del Gruppo, con l’obiettivo di renderla più coerente, accessibile e scalabile per i partner”, precisa Simona Ceriani, Group Services officer di Esprinet. “L’unità – insiste Ceriani – è pensata per supportare lo sviluppo di progettualità in ambito AI, cloud e cybersecurity, attraverso un approccio integrato che combina competenze tecniche, supporto in tutte le fasi della vendita e un portafoglio di servizi innovativi capace di adattarsi alle diverse esigenze del mercato”.

Oltre la distribuzione, il percorso di Esprinet

Il lancio di Innovexya si inserisce in un percorso. Esprinet ha abbracciato negli anni l’evoluzione dal ruolo di puro distributore a quello di piattaforma di servizi, affiancando alla movimentazione di prodotti high-tech un ventaglio crescente di attività a valore aggiunto.

Simona Ceriani
Simona Ceriani, Group Services officer di Esprinet

I tre marchi attraverso cui il gruppo opera – Esprinet, V-Valley e Zeliatech – coprono già oggi segmenti diversi della catena del valore, dalla distribuzione broadline alle soluzioni enterprise fino ai servizi per il retail. Dal 2025 il perimetro geografico si è ulteriormente ampliato con l’ingresso in Benelux e Irlanda, accanto ai mercati storici di Italia, Spagna, Portogallo e Marocco. In questo contesto, Innovexya rappresenta il passaggio da un’offerta di servizi frammentata tra diverse anime del gruppo a una piattaforma unitaria e riconoscibile, capace di dialogare con il canale in modo strutturato. Il nome stesso della nuova unità – un richiamo alle variabili X e Y della matematica – vuole evocare la capacità di connettere il bisogno del cliente con il risultato generato dai servizi, trasformando esigenze complesse in soluzioni accessibili.

Sfida AI, leva per il canale

L’intelligenza artificiale occupa una posizione centrale nella strategia di Innovexya, e non potrebbe essere altrimenti. L’AI rappresenta oggi il terreno su cui si gioca buona parte della credibilità dei player di canale: chi saprà tradurre le promesse dell’intelligenza artificiale in progetti concreti, accessibili e scalabili per le imprese italiane avrà un vantaggio competitivo significativo. Per un distributore come Esprinet, questo significa passare dall’essere un intermediario logistico a un orchestratore di competenze, capace di abilitare i propri partner a portare AI, cloud e sicurezza anche nelle realtà dove oggi queste tecnologie restano un orizzonte più che una pratica quotidiana. La partita si gioca però anche in mercato dei servizi IT che in Italia è affollato, e la concorrenza tra distributori, system integrator e cloud provider per presidiare lo spazio dei servizi a valore si fa sempre più serrata. Con Innovexya, Esprinet si mette in gioco sull’idea, appunto, che la distribuzione, per restare rilevante, deve diventare altro. E quel “altro” oggi significa servizi e competenze anche per l’AI.

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