Avviati i progetti Consip sulla valutazione delle offerte attraverso gli agenti AI. E’ uno dei passaggi previsti dalla strategia della centrale acquisti della pubblica amministrazione che ha attivato le prime applicazioni di agenti di intelligenza artificiale a valle di proof of concept su gare concluse.
La fase di analisi delle offerte – tradizionalmente uno dei colli di bottiglia critici delle procedure di gara – è la prima a essere stata riprogettata con l’AI. Comprimendo le attività ottimizzabili lungo il processo, la stima è di portare i tempi medi di affidamento da 7,5 mesi a 3 mesi, con una riduzione fino al 60% senza alterare il giudizio finale sull’aggiudicazione.

Base di addestramento il patrimonio informativo Consip

L’iniziativa rientra nel Piano Industriale 2026-2029 che vuole tenere al centro efficienza, qualità e trasparenza degli acquisti pubblici attraverso un investimento congiunto su persone e nuove tecnologie. Il vantaggio competitivo dell’operazione, sottolinea Consip, è la disponibilità di un patrimonio informativo difficilmente replicabile altrove; in oltre venticinque anni di attività la centrale ha gestito 10 milioni di contratti, prodotto 1.700 strategie di gara, pubblicato 5mila lotti e raccolto 14mila offerte, mentre il catalogo conta oggi 11 milioni di articoli con 306 imprese abilitate. Sul versante della domanda, gli utenti istituzionali sono 14.800 PA registrate per un totale di 135mila punti ordinanti.

Marco Reggiani, amministratore delegato di Consip
Marco Reggiani, amministratore delegato e direttore generale di Consip

È su questa mole di dati strutturati che si innestano i 38 casi d’uso AI già in fase di implementazione, distribuiti lungo l’intero ciclo di vita del contratto pubblico: dall’analisi dei fabbisogni delle amministrazioni alla progettazione delle gare, dalla valutazione delle offerte fino al monitoraggio dell’esecuzione contrattuale. Quest’ultimo fronte – la fase post-aggiudicazione, storicamente la meno presidiata dei processi di procurement – è uno degli ambiti in cui l‘AI promette il potenziamento più rilevante, con controlli sull’esecuzione contrattuale più sistematici e continuativi. L’obiettivo dichiarato è raddoppiare la spesa intermediata entro il 2030, portandola da un sesto a un terzo dei 185 miliardi di euro di spesa pubblica complessiva oggi gestita.

La traiettoria sarebbe coerente con i risultati del primo quadrimestre dell’anno, in continuità con il 2025: 9 miliardi di euro di valore bandito, 2,4 miliardi di valore aggiudicato e 11,2 miliardi di acquisti delle PA su strumenti di e-procurement, con una crescita del 9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Numeri di partenza da cui, come conferma Marco Reggiani, amministratore delegato e direttore generale di Consip, si rilancia “portando ]…[ l’utilizzo sistematico e metodico dell’intelligenza artificiale nel ciclo di vita dei contratti pubblici, per rafforzare tempestività e qualità, nonché trasparenza, degli acquisti della PA”.

Il modello operativo

L’approccio dichiarato per i progetti con l’AI è esplicitamente non sostitutivo. Nel modello operativo della centrale acquisti, l’intelligenza artificiale è uno strumento di supporto e facilitazione alle decisioni delle persone: il sapere professionale e l’esperienza restano il fulcro del processo decisionale, mentre la tecnologia ne potenzia efficacia e tempestività. È un posizionamento coerente con il quadro regolatorio europeo – l’AI Act classifica come ad alto rischio i sistemi utilizzati per l’aggiudicazione di contratti pubblici – e con la necessità, per un soggetto che amministra denaro pubblico, di mantenere accountability piena sulle decisioni di gara. La logica, in altre parole, non è di sostituzione ma di automazione delle attività a maggiore intensità operativa: semplificare e accelerare le fasi ripetitive per liberare tempo e attenzione sui passaggi che richiedono giudizio professionale, controllo di merito e responsabilità.

Coerentemente con questa impostazione, l’adozione dell’AI sarà accompagnata nel secondo semestre 2026 da un pacchetto di misure di trasformazione interna. Nel secondo trimestre partono il piano di formazione e upskilling – oltre 4mila ore già nel 2026 per far evolvere le competenze del personale verso profili di frontiera come gli orchestratori di agenti – e un sistema strutturato di gestione del sapere, pensato come patrimonio di conoscenza su cui costruire le soluzioni AI (compresa una vera e propria library degli agenti). Nel terzo trimestre è atteso un nuovo sistema gestionale integrato, con soluzioni AI native, in sostituzione degli applicativi oggi in uso. Nel quarto trimestre, infine, sono in calendario accordi con università ed enti di ricerca pensati come incubatori di soluzioni innovative sul procurement.

Evoluzione del sistema di procurement

Sul fronte “esterno”, la diffusione delle soluzioni AI al servizio dell’intero sistema nazionale di procurement è concentrata nel terzo trimestre 2026, con quattro tappe parallele: la pubblicazione delle prime gare Consip supportate da agenti AI (1); il primo Accordo quadro nazionale per l’offerta di soluzioni AI rivolto a tutte le amministrazioni pubbliche – uno strumento centralizzato pensato per ridurre la frammentazione delle procedure di acquisto AI da parte delle singole PA –(2); la realizzazione di nuovi impianti di gara e modelli di contratto (tra cui iniziative a progetto o per ecosistemi, nuove tipologie di accordi quadro e meccanismi di premialità sulla performance in esecuzione, 3); e infine un nuovo servizio digitale pensato per semplificare e velocizzare gli affidamenti delle PA attraverso il ricorso all’AI agentica (4).
Il quarto trimestre è dedicato al primo Master Consip sul procurement pubblico, pensato come strumento di diffusione di know-how e best practice a tutte le PA. Una scelta che racconta l’ambizione complessiva dell’operazione: con questo insieme di iniziative Consip dichiara di voler sviluppare il proprio ruolo di centrale di acquisto nazionale fino a costituire il centro di competenza nazionale sul procurement pubblico, posizionandosi come hub di riferimento sia per la domanda pubblica sia per gli operatori economici.

Tengono le persone al centro della progettualità Consip quindi le parole dell’AD Marco Reggiani, sulla valutazione complessiva dell’impostazione del progetto che ruota attorno al fattore umano: “L’intelligenza artificiale è una grande opportunità, con le persone al centro – afferma il manager –. Investiremo ancora in competenze e nuove professionalità per valorizzare il talento, accrescere la qualità dell’offerta di contratti e mercati digitali e rafforzare il supporto ad amministrazioni e imprese, contribuendo a una spesa pubblica sempre più efficiente e coerente con i fabbisogni”. Resta da capire, nella prova del campo, quanto la promessa della riduzione del 60% dei tempi di affidamento – oggi ancorata a proof of concept su gare concluse – sarà replicabile sulla diversità degli oggetti di gara che caratterizzano il portafoglio Consip. Una verifica che le prime gare AI-supported attese nel terzo trimestre 2026 contribuiranno a costruire.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Condividi l'articolo: