Un “nuovo inizio”: questo in estrema sintesi le ultime vicende che hanno coinvolto ZTE, azienda cinese di dispostivi e sistemi di telecomunicazioni.

Nei giorni scorsi, la società asiatica, nonostante un primo semestre negativo, ha fatto registrare ottime performance alla Borsa di Hong Kong grazie all’importante notizia dell’uscita dell’azienda dalla black list del governo Usa.

Il Dipartimento del Commercio statunitense, infatti, ad aprile, in risposta al mancato rispetto dell’embargo su Iran e Corea del Nord, aveva vietato a ZTE di acquisire forniture tecnologiche da aziende americane per 7 anni.

L’uscita dal libro nero e la riapertura delle attività negli Stati Uniti, tuttavia, costeranno grandi sacrifici. La società di Shenzhen dovrà pagare un’ammenda di 1,4 miliardi di dollari (di cui 400 milioni di dollari da versare come assicurazione contro possibili altre infrazioni), rinnovare i vertici aziendali e il proprio consiglio di amministrazione oltre a dover essere soggetta a vigilanza sulla compliance.

Mr. Hu Kun, amministratore delegato e Presidente di ZTE Western Europe
Mr. Hu Kun, amministratore delegato e Presidente di ZTE Western Europe

Nonostante le pesanti sanzioni, in ZTE si dicono ottimisti e sono pronti riprendere progetti già avviati e recuperare il tempo perduto, costato, secondo stime Bloomberg 3 miliardi di dollari.

“Siamo consapevoli dell’enorme lavoro da fare –  sottolinea Mr. Hu Kun, amministratore delegato nonché Presidente di ZTE Western Europe  – e dimostreremo ancora una volta sul campo di essere perfettamente in grado di innovare l’Italia con soluzioni tecnologiche all’avanguardia e di presentare nuove soluzioni e prodotti che rilancino l’economia”.

Proprio per quanto riguarda il nostro Paese, a seguito della fine del bando americano, ZTE ha riaffermato la collaborazione con Wind Tre, iniziata due anni fa, per la rete mobile.

Il focus della partnership sarà lo sviluppo della tecnologia 5G ma rispetto al passato ci sarà una novità: ZTE non sarà più l’unico partner dell’operatore Tlc in tema “rete”, infatti, durante il periodo in cui il bando era in essere, Wind Tre si è affidata anche alle competenze di Ericsson.

 

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