Sì lo so, le donne che noia, direte. Ma è vero che se si mettono sul piatto della bilancia notizie interessanti e virgolettati importanti per il nostro settore, gli uomini abbondano, basta guardare le ultime settimane, con interviste e strategie raccontate da manager (uomini) di Tim, Vodafone, Oracle, Microsoft, Nfon, Lenovo, Google … Per cui ogni tanto è bene fermarsi e rifletterci su.

Eccoci allora con tre notizie della settimana che sbilanciano la media di storie raccontate, belle, intense, uno spunto da ultimo editoriale pre vacanza, prima di salutarci per un po’. Notizie tutt’altro che leggere, importanti per la loro portata.

La prima: Julie Sweet, una delle donne più potenti d’America, sarà dal primo settembre il nuovo Ceo di Accenture, la prima donna a guidare il colosso della consulenza da 130 miliardi di dollari quotato a Wall Street con quasi mezzo milione di professionisti a bordo in 120 paesi al mondo (in un momento in cui fanno squadra i due Ceo “uomini” di Capgmeni e Altran). Con Sweet, le donne Ceo delle maggiori aziende quotate in America sono ora (solo) 27, in crescita di anno in anno ma (solo) il 5% del totale. In Accenture ha guidato la creazione di centri dell’innovazione, da San Francisco a New York, e presiede il comitato esecutivo di tecnologia, Internet e innovazione della Business Roundtable, la Confindustria digitale americana.

La seconda: la società di consulenza EY, che impiega nel mondo 270.000 persone (delle quali 6.000 in Italia), ha nominato 733 nuovi partner (di cui 19 nel nostro Paese), il 30% dei quali è donna, e conferma dell’impegno a sostegno dei talenti, indipendentemente dal genere.

La terza: Dell Technologies ha annunciato i risultati dello studio Dell Women Enterpreneur Cities Index (in collaborazione con la società di ricerche Ihs Markit) che analizza il grado di attrattività delle top 50 città mondiali in tema di imprenditoria femminile, con un focus sull’impatto delle politiche locali all’interno dei rispettivi quadri normativi nazionali, per misurare il grado di accesso a capitale, tecnologia, talento, cultura e mercati (71 indicatori di cui 45 basati sul genere). E le città premiate sono tra le nostre preferite.

San Francisco al primo posto per accesso a capitali e tecnologia, seconda (dal sesto posto) per accesso alla cultura. New York in seconda posizione, Londra in terza in valore assoluto, confermandosi la prima città europea (seguita da Parigi, ottava, entrata nella Top 10).

Milano è l’unica città italiana presente in classifica ma, pur salendo di due posizioni rispetto al 2018, è 35esima, nelle retrovie non solo rispetto a Londra e Parigi, ma anche a Stoccolma (10), Barcellona (18), Amsterdam (16), Berlino (19) e Monaco (27).
Ecco le 50 città che più incoraggiano l’imprenditoria femminile, leggetele.

Le 50 città che più incoraggiano l’imprenditoria femminileIn una di queste viviamo e lavoriamo, orgogliosi di Milano, le altre le vorremmo visitare almeno in vacanza per percepire l’innovazione e capire dove migliorare. Fateci caso se ci andate, tornerà utile.
Buona estate da Inno3, le newsletter settimanali riprenderanno a settembre, anche se ogni martedì di agosto le Letture Estive di Inno3 vi faranno compagnia.

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