Pilota, motore, telaio, dati, tecnologia e squadra rappresentano i sei elementi cardine per il successo in Formula 1 dove ottimizzare le prestazioni e quindi arrivare all’obiettivo finale, vincere, significa anche non lasciare (quasi) nulla al caso.

Da qui quella che si potrebbe definire una vera “corsa agli armamenti tecnologici” per disporre delle migliori soluzioni IT, che però da sole non bastano.

Alla vigilia del Gran Premio di Monza, Inno 3 si confronta in un’intervista esclusiva con Zoe Chilton, head of technical partnerships di Aston Martin Red Bull Racing. Si parla spesso delle potenzialità delle donne in ambito Stem e conforta incontrare anche in questo settore una giovane eccellenza femminile (tra l’altro non l’unica all’interno della scuderia). 

Zoe Chilton
Zoe Chilton, head of technical partnerships di Aston Martin Red Bull Racing

Chilton, quasi di proposito, parte dall’ultimo elemento, la squadra: “Sì, è vero, prima di tutto conta il lavoro del team, la collaborazione tra gli ingegneri e chi lavora in pista, tra la fabbrica e chi è sul campo, per riuscire a “leggere” i dati di telemetria delle auto in tempo reale, seguire la strategia di gara, ma ancora prima per fare tesoro, con la condivisione, di quello che dicono i dati Cad (e non) che “parlano” (ma devono essere interpretati) e possono consentire una migliore configurazione dell’auto”.

Significa dover lavorare su una mole enorme di informazioni condividerle per riuscire a prendere la giusta decisione, collaborare e poterlo fare in sicurezza.

Per riuscire, il team Aston Martin Red Bull Racing, tra le diverse tecnologie necessarie, sfrutta anche quelle di Citrix. Chilton: “Anche se il nostro è un ambito specifico, tuttavia come è tipico di ogni business disponiamo di un’infrastruttura complessa e variegata che prevede una quindicina di partnership tecnologiche (tra software, servizi e altro…ndr.)”.

Con Citrix la partnership è più che consolidata (oltre dieci anni). Prosegue Chilton“Parliamo di partner la cui portata innovativa è caratterizzante, su soluzioni che devono piacere alla scuderia in relazione alle sfide che si pongono e che selezioniamo in modo severo. Non ci possiamo permettere di non disporre dello strumento migliore anche per un singolo specifico scopo, da qui anche l’estrema vicinanza del team IT con chi fornisce software e servizi”.

Di Citrix, la scuderia sceglie diverse soluzioni tra tool di virtualizzazione, network management e collaboration“per consentire ai team sparpagliati nel mondo di lavorare in modo efficiente e per poter disporre del giusto dato, sull’applicazione che serve, accessibile proprio sul laptop dell’ingegnere che deve disporne, nel momento esatto in cui deve disporne”.

Un cambiamento epocale rispetto alla disponibilità di un’infrastruttura tradizionale IT, basata prima sulla disponibilità dei dati sui laptop, con tutti i rischi e le scomodità che questo comporta e i costi.

Aston Martin Red Bull Racing Team - Gli ingegneri al lavoro
Aston Martin Red Bull Racing Team – Gli ingegneri al lavoro

Come primo passaggio la scuderia pensa quindi alla sicurezza e alla disponibilità delle informazioni sfruttando le soluzioni Citrix che permettono di usare le applicazioni per l’elaborazione intensiva dei dati da remoto, e l’utilizzo di device molto più leggeri, anche dal punto di vista delle capacità di elaborazione (che vengono effettuate nei data center).

Se si vuole, questo primo step di “trasformazione” è anche il più semplice e si lega in modo naturale all’utilizzo di un ambiente virtualizzato.

Nel tempo la partnership è cresciuta nella scelta di una serie di altre soluzioni.  – prosegue Chilton Per esempio: per il calcolo e l’analisi fluida e dinamica dei dati, e quindi la simulazione aerodinamica dei processi, si può immaginare la complessità di risorse, applicazioni e sistemi operativi in gioco. Prima i nostri ingegneri avevano bisogno di cambiare workstation (ognuna con un OS dedicato – Linux, Windows – o una determinata applicazione) o di utilizzarle in dual boot, ma parliamo di task critici e specifici e quindi non era il modo migliore per lavorare; oggi invece semplicemente utilizziamo una macchina Citrix che fornisce quello di cui si ha bisogno, indirizzando le nostre esigenze con le soluzioni, tra cui anche Citrix Workspace per disporre di un ambiente unificato”.

All’atto pratico, la scuderia sfrutta, oltre a Workspace, Citrix Hypervisor e Citrix Virtual Apps and Desktop, con i dati Cad e di ricerca e sviluppo al sicuro nel quartier generale di Milton Keynes, e gli ingegneri in pista che possono lavorare sulla Vdi (Virtual Desktop Infrastructure) senza rallentamenti. Entriamo nel dettaglio.

Gli ingegneri in pista lavorano spesso alle configurazioni con componenti nuovi che arrivano direttamente dall’impianto di produzione di nuovo design e possono con l’accesso remoto ai sistemi Cad ottimizzarli prima, prendendo le decisioni chiave in minor tempo, così come consigliare modifiche per la gara successiva.

E con Citrix Adc – il controller per la distribuzione delle applicazioni – il team riesce a collegarsi a soluzioni di terze parti preservando la sicurezza, per procedure legate alla supply chain decisamente più fluida, in modo da gestire meglio eventuali problemi sui componenti, in un ampio spettro di situazioni eterogenee.      

A questo proposito, un aspetto è ancora più interessante e Chilton lo sottolinea subito: “Non basta disporre della giusta soluzione, è necessario anche un giusto approccio e con Citrix ci siamo trovati allineati per la capacità di comprendere la pressione sempre presente in F1, tanto più nello sviluppo, quindi il bisogno di una risposta in velocità per sostenere un gran numero di sfide da affrontare in poco tempo. Siamo stati molto selettivi e pretenziosi in questo senso ed è impossibile immaginare di lavorare diversamente”.

Riportiamo un unico dato significativo: Aston Martin Red Bull Racing effettua circa 30mila aggiornamenti all’auto, di stagione in stagione. Tecnologia, processi e partnership sono finalizzati al risultato in pista e quindi la collaborazione è fattore chiave.

Oltre alla possibilità di visualizzare e manipolare i dati anche da remoto, monitorare la telemetria dell’auto in tempo reale (sull’auto sono piazzati oltre cento sensori di rilevamento), per prendere decisioni è importante, quindi, poter collaborare molto bene con i partner. 

Oltre alle possibilità applicative, per abilitare uno scenario di questo tipo Aston Martin Red Bull Racing sfrutta una Vpn dedicata e sceglie per farlo AT&T, ma dispone anche di un piccolo data center a bordo pista basato su architettura Hpe iperconvergente con Simplivity per il backup dei dati live delle vetture, accessibile tramite Citrix anche da remoto. E’ una scelta che permette il miglior utilizzo della banda possibile così da gestire quelli che rappresentano informazioni prioritarie e decidere anche cosa è possibile tenere ed elaborare in locale.

In futuro, nei progetti della scuderia, c’è in roadmap un’estensione ancora più pervasiva in ogni comparto delle tecnologie Citrix, quindi per esempio – spiega Chilton – “anche la creazione di una sorta di “supply portal” per la condivisione di dati in sicurezza (attraverso Citrix Gateway) con i partner della supply chain, così che sia facilitata la condivisione e l’utilizzo di materiale informativo sui componenti, per esempio. Guardiamo con attenzione a tutte le soluzioni e quindi il futuro è davvero un libro aperto”.  

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