Questa settimana l’approvazione da parte della Commissione Europea del Pnrr – Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza “Italia Domani” – pone le basi per l’erogazione dei fondi europei per l’Italia legati al piano Next Generation EU.
La pagella Ue (con 9 A su 10 voti) afferma che il piano italiano “contribuisce ad affrontare in modo soddisfacente le raccomandazioni specifiche dell’Unione” e dà il via libera al 13% di pre-finanziamento di quei 191,5 miliardi di euro destinati al nostro Paese entro il 2026.

Entro luglio arriverà infatti la prima tranche da 25 miliardi di euro (a valle dell’approvazione del Consiglio europeo) destinata a fare partire le riforme strutturali raccolte nelle 6 missioni del Pnnr con l’intento di “riparare i danni economici e sociali della crisi pandemica, contribuire a risolvere le debolezze strutturali dell’economia italiana, e accompagnare il Paese su un percorso di transizione ecologica e ambientale”.

Ora, con il via libera dell’Europa, è arrivato il momento della concrettezza per definire i progetti pubblici e privati previsti dal Piano, che si snoda attorno ai tre assi strategici condivisi a livello europeo: digitalizzazione e innovazione, transizione ecologica, inclusione sociale.

Ma soffermiamoci sul primo impegno – “Missione n.1: digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura” – che spinge la trasformazione digitale del Paese guardando nel merito i finanziamenti previsti. (Ricordiamone gli obiettivi: “Il 100% della popolazione connessa entro il 2026; connessioni veloci per 8,5 milioni di famiglie e imprese; scuola connessa per portare la fibra ottica in ulteriori 9.000 scuole; connettività a 12.000 punti di erogazione del Servizio Sanitario Nazionale; approccio digitale per il rilancio di turismo e cultura”).

Complessivamente alla Missione n.1 sono destinati 40,32 miliardi di euro.
Di questa torta, 33,6 miliardi saranno indirizzati alla transizione digitale del mondo pubblico e del sistema produttivo privato: più di 9 miliardi per innovare, digitalizzare e mettere in sicurezza la PA (colmando ritardi in competenze, migrazione al cloud, sicurezza) mentre 23,89 miliardi alla digitalizzazione del sistema produttivo per aumentarne la competitività. I restanti 6,68 miliardi per spingere la trasformazione digitale in ambito culturale e turistico.

Pnrr - Componenti e risorse
Pnrr – Missione 1: Digitalizzazione, Innovazione, Competitività e cultura” – Componenti e risorse

Guardiamo in particolare ai quei 23,8 miliardi dedicati al sistema produttivo, perché il tema della Transizione 4.0 riguarda le aziende, anche le Pmi, con meccanismi finanziari, e investimenti in ricerca e sviluppo ad alto contenuto tecnologico. Importante il ritorno delle politiche industriali di filiera e lo sguardo all’internazionalizzazione come leva soprattutto per le Pmi del Made in Italy frenate da un anno difficile. Tra le tecnologie più innovative (che vedranno l’allocazione di 6,71 miliardi) il potenziamento delle infrastrutture di rete, per coprire tutto il territorio con banda ultralarga e 5G, per ridurre un divario digitale evidente tra le varie regioni italiane e spingere lo sviluppo industriale grazie a una connettività più evoluta.

Pnrr - obiettivi generali
Pnrr – Obiettivi generali della digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo
Pnrr - Quadro delle misure e risorse
Pnrr – Quadro delle misure e risorse – Come verranno ripartiti i 23,8 miliardi dedicati alla digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo

Ma chi accederà a questi fondi? Quali aziende saranno pronte? Le grandi imprese stanno già facendo progetti (ne abbiamo parlato con i Cio di Italgas, Bracco, Bolton Group e Marie Tecnimont)  le piccole e medie aziende hanno alzato l’attenzione ma devono trovare interlocutori, system integrator, partner, aziende lato offerta che sappiano interpretare le loro necessità ed aiutarle ad elaborare la domanda per accompagnarle anche nella parte burocratica di accesso ai fondi.

Perché se è vero che “Il Pnrr contribuirà in modo sostanziale a ridurre i divari territoriali, quelli generazionali e di genere” il rischio che ai fondi per la Transizione 4.0 accedano solo le grandi aziende o realtà strutturate c’è e questo segnerebbe una partenza zoppa. Anche per distribuire quei primi 25 miliardi di euro in arrivo entro l’estate.

PS: Torneremo sui progetti che riguardano la digitalizzazione della PA, man mano che si definiranno le linee guida per la migrazione al cloud della PA centrale e altro… Ma riportiamo la sintesi degli obiettivi e della ripartizione dei finanziamenti dedicati, pari a 9,75 miliardi di euro, cosi come il Pnrr li presenta. Se ne parlerà per anni.

Pnrr - Obiettivi generali
Pnrr – Obiettivi generali per la digitalizzazione, innovazione e competitività della Pubblica Amministrazione
Pnrr - Quadro delle misure e risorse
Pnrr – Quadro delle misure e risorse – Come verranno ripartiti i 9,75 miliardi  per la digitalizzazione, innovazione e competitività della Pubblica Amministrazione

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