Le proposte di revisione del Pnrr messe in campo dal governo in questi giorni di fine luglio mettono sul piatto della bilancia nuove risorse del Pnrr e l’integrazione con i fondi assegnati all’Italia dal piano RePowerEu.

Complessivamente si parla di 19,2 miliardi di euro che vengono destinati alla transizione energetica suddivisi in tre capitoli tematici o “investimenti”: le reti (2,3 miliardi), la transizione verde e l’efficientamento energetico privato e pubblico (14,8 miliardi), le filiere (2 miliardi).  

Ma concentriamoci sulla transizione del sistema produttivo a cui spetteranno 6,26 miliardi dal nuovo piano, che dettaglia quattro misure tra cui il piano Transizione 5.0, di importanza strategia.

Transizione 5.0

Prima misura – Il Piano Transizione 5.0 (4,04 miliardi) ha l’intento di sostenere le imprese con investimenti atti a realizzare progetti per raggiungere gli obiettivi di transizione ecologica e digitale. E’ “un set di misure destinato a tutte le imprese, anche alle piccole e medie, che costituiscono l’ossatura centrale dell’economia italiana (non solo alle imprese manifatturiere, Ndr.) e sfrutterà il sistema collaudato del credito di imposta in modo da permettere ad un ampio numero di imprese di partecipare all’investimento per accelerare la riconversione sia della dotazione di beni strumentali, sia dei processi produttivi delle imprese, attraverso un sostegno automatico e non selettivo”.

Secondo l’Unione Europea, il modello di Industria 5.0 che deriva da questa transizione è un passo avanti rispetto al precedente modello Industria 4.0 perché in grado di apportare benefici all’industria, ai lavoratori e alla società, “verso un’industria europea sostenibile, human centric e resiliente”. Sostenibile, perché sposa modelli di economia circolare e di efficienza energetica. Human centric, perché dovrà essere rispettosa delle esigenze del lavoratore senza interferire con i diritti fondamentali e la dignità umana. Resiliente, perché dovrà sviluppare la robustezza della produzione industriale e delle infrastrutture critiche. Si tratta di un modello che impiega tecnologie più potenti, caratterizzato dalla cooperazione uomo-macchina, dove la robotica avrà un ruolo di rilevanza.
Il piano Transizione 5.0 partirà nel 2024 e si dovrà concludere (almeno per questa linea di finanziamento) entro il 2025. Saranno incentivate le imprese che intendono “realizzare progetti volti alla transizione ecologica”, in particolare indirizzati alle seguenti azioni, dettaglia il Piano: riduzione del consumo dell’energia nei processi produttivi, sostituzione dei combustibili fossili, riduzione delle emissioni in atmosfera, recupero di materie prime critiche, circolarità dei processi produttivi attraverso un uso più efficiente delle risorse.

Sabatini Green, rinnovabili, sostenibilità

Seconda misura – Sostegno per gli investimenti green e l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili nelle Pmi o Sabatini Green (320 milioni). Una Sabatini “verde” che spinge le imprese a migliorare la sostenibilità ecologia dei prodotti e dei propri servizi. La nuova misura adotta lo stesso meccanismo collaudato della Nuova Sabatini: a fronte della concessione di un finanziamento bancario, all’impresa beneficiaria è riconosciuto un contributo a fondo perduto, parametrato a un tasso di interesse convenzionalmente assunto.
La Sabatini Green intende “favorire la transizione energetica del sistema delle Pmi italiane nei processi di attivazione, consolidamento e modernizzazione di modelli produttivi basati su un utilizzo più razionale, efficace e sostenibile delle risorse, con particolare attenzione all’adozione di soluzioni innovative sul piano tecnologico e digitale, che consentano la realizzazione di programmi di investimento diretti alla autoproduzione di energia da fonti rinnovabili e all’ottimizzazione dei consumi energetici, funzionali ad una riduzione significativa dei costi energetici di produzione, nonché a garantire la sostenibilità ambientale del ciclo produttivo”.

Terza misura – Credito di imposta per l’autoconsumo di energia da fonti rinnovabili (1,5 miliardi). Questa misura sostiene le imprese che investono in impianti e in tecnologie digitali atte alla produzione diretta di energia da fonti rinnovabili, da utilizzare nel proprio porcesso produttivo. “Questo incentivo ha l’obiettivo di favorire investimenti in impianti di autoproduzione di energia da fonti rinnovabili nelle imprese, per consentire loro una riduzione significativa dei costi energetici connessi alla propria attività”.

Quarta misura – Miglioramento delle prestazioni e della sostenibilità nei settori agroalimentare, zootecnico, pesca e acquacoltura, silvicoltura, floricoltura e vivaismo (400 milioni). La quarta misura mira a migliorare le performance e la sostenibilità in vari settori, con l’obiettivo di supportare investimenti innovativi per il risparmio energetico e idrico, sia del sistema produttivo sia delle filiere strategiche.
Gli interventi che rientrano negli obiettivi di risparmio energetico, di incremento del ricorso alle energie rinnovabili, del miglioramento del rapporto acqua/energia, di accrescimento delle competenze green, potranno essere orientati alla realizzazione e utilizzo di impianti fotovoltaici e impianti solari per l’energia termica destinati all’autoconsumo; all’acquisto di mezzi, macchine ed attrezzature a zero emissioni, sia elettriche che a biometano; ad  interventi per la riduzione dei volumi d’acqua utilizzati e delle perdite idriche; a soluzioni di economia circolare, basate su soft engineering e nature-based per ridurre l’utilizzo dell’energia e della risorsa idrica; fino a soluzioni innovative basate sulle tecnologie digitali come IoT, AI, per Agricoltura 4.0.

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