La sanità italiana è pronta a correre. Con la 9ª edizione della Digital Health Conference, organizzata da NetConsulting cube e GGallery (a Milano, il 5-6 novembre 2025 presso l’Hilton Hotel) , si apre una nuova fase della trasformazione digitale del sistema salute. L’appuntamento si propone come strumento operativo per costruire un Servizio Sanitario Nazionale più equo, digitale e vicino alle persone, in grado di rispondere alle esigenze di una popolazione sempre più longeva.
Il format 2025 prevede due sessioni plenarie, sette tavoli di lavoro tematici e due workshop pomeridiani su invito. L’obiettivo è quello di generare proposte concrete per la sostenibilità del sistema salute post Pnrr, attraverso il confronto tra attori istituzionali, professionisti, industria e cittadini. Le sessioni del mattino saranno dedicate a due grandi filoni tematici: l’integrazione di competenze e processi e l’integrazione tecnologica tra interoperabilità, intelligenza artificiale, cloud e cybersecurity, con contributi strategici da parte dei principali player del settore. A supportare l’evento, un advisory board composto dai principali attori dell’ecosistema salute: Fiaso, Fism, Himss, Aiic, Aiop, Assobiotec, Anitec-Assinform, Confindustria Dispositivi Medici, Egualia, Farmindustria, Federfarma Lombardia, IIT. Il comitato scientifico guiderà i lavori e coordinerà i tavoli tematici.
I temi al centro del dibattito
Durante le mattinate del 5 e 6 novembre, Digital Health Conference 2025 propone due sessioni frontali di approfondimento, pensate per offrire una visione strategica e operativa sull’evoluzione del sistema salute.
Sessione 1 – L’integrazione di competenze e processi
Questa sessione, in programma mercoledì 5 novembre, è dedicata all’analisi dei modelli organizzativi e gestionali che favoriscono l’integrazione tra i diversi livelli del sistema sanitario. I contenuti spaziano dal benchmarking internazionale con case study europei e statunitensi, all’innovazione nei modelli di governance e finanziamento.
Si discuterà di:
- Organizzazione e programmazione sanitaria a livello nazionale e regionale, con focus su esperienze regionali, strumenti di governance e modelli di sostenibilità.
- Interoperabilità dei sistemi e governance dei dati sanitari, con riferimento all’European Data Space e all’uso dei dati per ricerca e operatività clinica.
- Gestione integrata del paziente e personalizzazione delle cure, attraverso l’integrazione dei dati tra medici di base, specialisti, Rsa e ospedali.
- Modelli di collaborazione tra pubblico e privato, inclusi partenariati e sinergie tra strutture sanitarie.
Sessione 2 – L’integrazione tecnologica tra interoperabilità, AI, cloud e cybersecurity
Giovedì 6 novembre sarà invece dedicato all’approfondimento delle tecnologie abilitanti per la sanità digitale. La sessione esplorerà:
- Modelli di interoperabilità tra software, piattaforme e dispositivi sanitari, con riferimento agli standard Fhir, HL7 e Dicom.
- Cloud e infrastrutture IT, con focus su sicurezza, compliance e sostenibilità economica.
- Cybersecurity, con strategie di difesa, gestione delle identità digitali e normative europee e italiane (Gdpr, Nis2).
- Intelligenza artificiale e data analytics, per l’ottimizzazione dei processi clinici e gestionali.
- Telemedicina, IoT e connettività, per garantire continuità assistenziale tra ospedale e territorio.
- Governance dei dati sanitari, con modelli di gestione centralizzata, data lake, data warehouse e strumenti per la trasparenza e l’etica del dato.
La sanità italiana è passata dalla fase di sperimentazione a quella di responsabilità collettiva. È il momento di “correre veloci” ma con visione e consapevolezza. La trasformazione digitale deve diventare un processo sistemico, inclusivo e orientato al valore, basato su una governance integrata, una cultura della misurazione e una programmazione fondata sulla domanda reale di salute.
Tecnologia e processi, filiera da ripensare
Le leve digitali – intelligenza artificiale, telemedicina, cloud, cybersecurity, medicina di precisione e genomica – sono potenti, ma la tecnologia da sola non basta. Serve ripensare i modelli operativi e di cura, i processi decisionali e le modalità di interazione tra professionisti e cittadini. La vera sfida è far funzionare le tecnologie all’interno di modelli organizzativi rinnovati, capaci di connettere ospedale e territorio, sanitario e sociale, pubblico e privato, clinico e digitale.
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