La forte pressione sul mercato degli attacchi cyber richiede una risposta industriale che nei prossimi due anni vedrà crescere gli investimenti AI in cybersicurezza dai 25 miliardi di dollari attuali a 94 miliardi.
E’ Denis Cassinerio, senior director e general manager South Europe – Cee di Acronis a fotografare un mercato globale che in termini di evoluzione delle minacce – ma anche di difese dalle stesse – sta vivendo un momento “unico” di trasformazione. Dove la cyber protection cambia i propri connotati.
“Gli investimenti in cybersecurity cresceranno del 24% nei prossimi due anni – precisa – perché il ciclo dello sviluppo software è drasticamente diminuito con l’AI e se le minacce crescono più velocemente, di pari passo deve crescere anche la nostra strategia AI di protezione. Integreremo agenti AI e il nostro copilot nella piattaforma di casa per automatizzare le risposte allle minacce, confermando come l’AI rimanga il filo conduttore dei nostri sviluppi futuri”.

Un anno particolare sarà il 2026, dove la spinta impressa dall’entrata in vigore della normativa Nis2 sarà particolarmente sentita dalle aziende italiane, timorose anche dei controlli di Acn, portando la loro attenzione non solo sull’obbligo della gestione del rischio lungo l’intera filiera ma anche sulla necessità di recovery dei dati. “L’attenzione alla Nis2 ci sta sollevando delle opportunità interessanti a livello locale, che combinano la capacità di protezione, rilevamento minacce e recovery dei dati insite nella nostra piattaforma. Il business in Italia è cresciuto del 46% anno su anno, contro una media europea del 32%, confermando anche la crescita numerica dei clienti (+26% rispetto al +23% in Europa) e dei workload protetti (+39%)” dettaglia Cassinerio.
Cambio di passo per il canale
L’attività di Acronis continuerà ad essere focalizzata sulla relazione con i partner e i Managed Service Provider (Msp) con i quali l’azienda sta lavorando anche in ottica di gestione operativa, perché in prospettiva si prevede che molte delle operation più ripetitive saranno gestite da sistemi autonomi, con supervisione umana solo nei casi più critici.
“La nostra strategia è lavorare sulla iper automazione dei processi per venire in aiuto a chi eroga servizi – continua Cassinerio -. Stiamo per questo attuando una politica di reskilling dei partner in maniera critica rispetto al processo che devono gestire. In questo modo concediamo loro il lusso di pensare, perché la piattaforma è iper automatizzata”.

“Crediamo che la capacità di anticipare gli attacchi, reagire in tempi rapidi e assicurare continuità operativa diventi un fattore competitivo per aziende e Msp – aggiunge Irina Artioli, security solutions consultant di Acronis – perché gli attacchi nord coreali, i deepfake, gli agenti AI che ampiano la superficie di attacco ci porteranno nel 2026 a lavorare su nuove competenze necessarie per affrontare le sfide legate all’evoluzione delle minacce, sempre più sofisticate e scalabili, grazie all’uso dell’AI”.
A questo punto la domanda è lecita. Qual è il ruolo dei partner nella catena del servizio?
“Se il leitmotiv nel 2026 sarà l’AI per automatizzare ogni singolo servizio di security, questo presuppone la trasformazione commerciale di chi eroga servizi. Di conseguenza gli Msp saranno misurati anche sul rischio ridotto che contribuisce al business complessivo del cliente. Per noi si inaugura un nuovo ciclo che amplia l’adozione della nostra piattaforma ma che prevede anche i reskilling dei partner” precisa Cassinerio. “La tecnologia non basta più per questo è necessario investire sulla formazione. Per i partner si apre uno spazio di business, che va dalla consulenza alla messa in produzione fino al monitoraggio continuo”, puntualizza Artioli.

Non è cosa da poco. “Aumentano le responsabilità per i team IT e Msp – incalza Umberto Zanatta, Cism, Cissp e Sr. Solutions Engineer Acronis – perché si amplia il perimentro del rischio e i modelli di AI richiedono protezione dei dati, governance degli accessi e continuità di servizio. L’adozione si sposta quindi da un approccio sperimentale a uno strutturato, che prevede policy, responsabilità e metriche di qualità”.
In Italia un migliaio di partner compone la rete di Acronis (sono circa 21mila a livello mondiale) con un processo di avvicinamento alla Nis2 da parte di molte realtà. Strategico sarà approcciare con partner mirati anche ad alcuni mercati oggi non presidiati, tra cui la pubblica amministrazione, per entrare nella piattaforma Consip.
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