Quando il prodotto da gestire è la frutta fresca, il tempo non è una variabile negoziabile. Un’interruzione dei sistemi IT nel momento sbagliato può significare la perdita di dati critici sulla catena del freddo, nella tracciabilità dei lotti o per la conformità fitosanitaria, con conseguenze dirette sulla vendibilità del prodotto e, in ultima analisi, sul lavoro di mesi nei campi. È con questa consapevolezza che Unifrutti Group, tra i player globali nella produzione e distribuzione di frutta fresca di alta qualità, decide di aggiornare e migliorare la propria strategia di data resilience.

Il contesto e il bisogno

La storia di Unifrutti inizia nel 1948 ed è una storia italiana anche se inizia ad Asmara, in Eritrea, dove l’imprenditore veneto Guido De Nadai fonda una piccola società di import/export di frutta e verdura. Da quella intuizione nasce un gruppo che oggi opera su quattro continenti, con oltre 14mila ettari di coltivazioni tra Cile, Filippine, Sudafrica, Argentina, Ecuador, Turchia e Italia, e impiega circa 11mila persone. Dal 2022, Unifrutti entra a far parte di Adq, società di investimento e holding con sede ad Abu Dhabi, e distribuisce circa 500mila tonnellate di frutta fresca l’anno a oltre 500 clienti in più di 50 Paesi, con un fatturato che supera i 700 milioni di dollari. In Italia, il gruppo ha rafforzato nel tempo la propria presenza con le farm di Valdaso nelle Marche e Acquaviva in Puglia, e con l’acquisizione di Oranfrizer in Sicilia, specializzata in arance rosse e agrumi d’eccellenza. Facile intuire come un’organizzazione così estesa e geograficamente distribuita genera volumi di dati imponenti lungo ogni fase della filiera: dalla coltivazione alla raccolta, dal confezionamento alla logistica internazionale. Nel settore ortofrutticolo, i dati quindi non sono un sottoprodotto dell’attività agricola: sono parte integrante del valore. “Raccogliamo e registriamo dati in ogni fase della raccolta, del confezionamento e della spedizione, con l’obiettivo di massimizzare qualità e freschezza – spiega Dewet Blaauw, Group Network and Security manager di Unifrutti -. Utilizziamo questi dati per assicurare che il prodotto arrivi al cliente finale con la qualità attesa: mantenere registrazioni complete è essenziale per la nostra redditività e per l’ottimizzazione continua delle colture”.

La perdita anche parziale di questi dati può compromettere la tracciabilità di un intero lotto, con ricadute sulla conformità normativa e sulla possibilità stessa di commercializzare il prodotto. A complicare il quadro, la natura stessa delle operazioni di Unifrutti: le farm sono collocate dove le condizioni climatiche e ambientali sono ottimali per la coltivazione, il che spesso significa località remote, con infrastrutture di rete limitate ed esposte a interruzioni di corrente, guasti hardware, problemi di connettività e, sempre più, attacchi informatici. “Una farm si trova là dove l’ambiente e la natura consentono di operare nel modo migliore – aggiunge poi Blaauw -. L’alta disponibilità dei sistemi e dei dati è quindi fondamentale sia nelle farm sia nelle sedi centrali. Abbiamo una tolleranza molto bassa per i tempi di fermo: tutti i nostri dati devono essere protetti e i sistemi devono essere disponibili h24, 7 giorni su 7″.

La soluzione

Per indirizzare queste esigenze Unifrutti si affida alla Veeam Data Platform per proteggere il suo patrimonio di dati eterogeneo e, si è visto, geograficamente disperso. La soluzione viene sottoposta a revisione periodica insieme alle altre tecnologie adottate dal gruppo, e ogni volta si conferma come la scelta più adeguata.

Dewet Blaauw
Dewet Blaauw, Group Network and Security manager di Unifrutti

“Rivediamo le nostre scelte tecnologiche su base semestrale ]…[ – riprende Blaauw -. E l’usabilità di Veeam resta superiore rispetto ai prodotti concorrenti. Si possono fare cose sofisticate con la resilienza dei dati — come implementare backup immutabili, ripristinare macchine virtuali istantaneamente, restaurare database in ambienti di produzione — il tutto attraverso controlli molto semplici. Inoltre, stimiamo che Veeam offra costi operativi inferiori del 20% rispetto alle soluzioni concorrenti”.

L’architettura di backup adottata da Unifrutti è ibrida per necessità: le sedi aziendali e gli uffici si appoggiano a backup in cloud, mentre le farm rurali, spesso situate in aree con connettività limitata, utilizzano backup on-premise gestiti attraverso Veeam Remote Proxy Server.

Il team IT centrale può monitorare e gestire l’intero deployment globale da un’unica console, ottenendo visibilità e controllo end-to-end sulla protezione dei dati. “Il backup in cloud ha senso per la maggior parte dei nostri uffici, mentre le farm rurali si prestano meglio al backup on-premise – precisa ancora Blaauw -. Il bello di Veeam è che possiamo monitorare e gestire tutto da un’unica interfaccia intuitiva”. Il modello di licensing basato su macchine virtuali consente a Unifrutti di distribuire istanze in modo flessibile anche nelle località più remote, mentre la possibilità di ospitare i server Veeam su Linux elimina i costi di licenza del sistema operativo, un vantaggio non trascurabile in un settore attento ai margini.

I vantaggi

I benefici concreti dell’adozione di Veeam si misurano su tre dimensioni fondamentali. Sul fronte della continuità operativa, la piattaforma consente il ripristino di grandi volumi di dati in pochi minuti, contribuendo a un livello di disponibilità del 99,995%. Nelle farm, il remote proxy server abilita il recovery automatizzato e senza intervento manuale: una capacità che si è rivelata decisiva in più di un’occasione in caso di guasto hardware.

I pilastri della Veeam Data Platform
I pilastri della Veeam Data Platform

“Con Veeam, il team può ripristinare l’ambiente operativo consentendo alle operazioni di proseguire mentre si organizza la riparazione hardware – dettaglia Blaauw -. “Ad esempio, se un aggiornamento del nostro sistema Erp critico fallisce in una delle sedi principali, possiamo ripristinare l’istanza in 8 minuti — spesso prima ancora che gli utenti si accorgano del problema. Questo rende la perdita di dati meno probabile che mai, aiutandoci a garantire che i nostri log siano completi al 100%”. Sul piano della compliance, la conservazione integrale dei log di tracciabilità — dalla temperatura di trasporto ai controlli fitosanitari — azzera di fatto il rischio di perdere dati essenziali per la certificazione della frutta fresca destinata alla vendita. Un aspetto cruciale per un’azienda che gestisce prodotti deperibili soggetti a normative stringenti in oltre 50 mercati internazionali. Infine, la funzionalità integrata di scansione malware rafforza la postura di cyber-resilienza del gruppo, un tema particolarmente rilevante per le località agricole remote dove le difese perimetrali tradizionali possono essere meno robuste.

Il caso Unifrutti dimostra come la data resilience non sia un tema esclusivo del mondo finanziario o manifatturiero, ma una necessità strategica anche per filiere che, per tradizione, si percepiscono come distanti dal digitale. “Per certi versi siamo in un business molto antico: la consegna della frutta. La differenza è che oggi i nostri clienti sono in tutto il mondo e coordiniamo supply chain globali, conclude Blaauw. La scelta di Veeam Data Platform offre spunti concreti in particolare proprio a chi opera in modalità distribuita su scala globale, dove la continuità dei sistemi e l’integrità delle informazioni non sono optional, ma prerequisiti di business

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