L’intelligenza artificiale è ormai entrata stabilmente nell’agenda strategica delle organizzazioni pubbliche e private italiane. Tuttavia, come emerge dalla monografia contenuta nel rapporto Il Digitale in Italia 2026, realizzata da Anitec-Assinform e NetConsulting cube attraverso un programma di confronto con i Cio dei principali settori della domanda, il passaggio dalla progettazione all’effettiva creazione di valore resta una delle principali sfide per i responsabili dell’innovazione.

L’iniziativa, denominata Tech Leaders Connect, nasce con l’obiettivo di approfondire priorità strategiche, criticità operative e modelli di collaborazione tra organizzazioni utenti e fornitori tecnologici. La prima parte del programma ha riguardato la pubblica amministrazione, sulla quale è stata svolta una serie di interviste qualitative svolte con Cio e responsabili per la transizione digitale appartenenti a diverse amministrazioni pubbliche sia centrali che locali.

Valorizzare i dati

Dalle interviste emerge con chiarezza che il digitale non è più percepito come una componente accessoria, ma come un fattore abilitante delle politiche di sviluppo e modernizzazione. In particolare, la valorizzazione dei dati rappresenta la priorità strategica più frequentemente indicata dai responsabili Ict. L’obiettivo è duplice: da un lato migliorare la capacità di pianificazione e governo dei territori, dall’altro offrire servizi più semplici ed efficaci a cittadini e imprese attraverso il principio del “once only”, che punta a evitare la richiesta ripetuta delle stesse informazioni agli utenti. La mappa dei progetti rilevati dalla survey condotta da NetConsulting cube è una testimonianza della molteplicità di questi obiettivi.

I progetti digitali nella PA italiana 2026-2028 (fonte: NetConsulting cube-Anitec Assinform- Il Digitale in Italia, 2026)
I progetti digitali nella PA italiana 2026-2028 (fonte: NetConsulting cube-Anitec Assinform- Il Digitale in Italia, 2026)

Revisione dei processi

Accanto ai dati emerge la questione correlata della revisione dei processi organizzativi. Molti Cio sottolineano infatti che la semplice digitalizzazione delle procedure esistenti non è sufficiente. È necessario ridisegnare i processi per ottenere incrementi reali di efficienza ed efficacia. Allo stesso tempo cresce l’attenzione verso il miglioramento dell’esperienza utente e verso l’ampliamento dei servizi digitali destinati a cittadini e imprese. L’analisi evidenzia inoltre una diffusa convinzione circa il contributo strategico delle tecnologie digitali al raggiungimento di obiettivi di riduzione dei costi, di semplificazione amministrativa e di valorizzazione del patrimonio idi dati e informazioni.

Quando si passa però dall’analisi delle priorità a quella dei progetti concretamente avviati, emergono alcune discontinuità. Le strutture Ict della pubblica amministrazione sono chiamate a gestire contemporaneamente processi di innovazione, obblighi normativi e attività operative, con il rischio di disperdere risorse e capacità di execution.

Cybersecurity e dati, priorità

In cima all’agenda dei prossimi anni si colloca la cybersecurity. Quasi tutti gli enti coinvolti nell’indagine indicano il rafforzamento della sicurezza informatica tra le iniziative prioritarie, anche in risposta agli adempimenti previsti dalla direttiva Nis2 e alla crescente esposizione della pubblica amministrazione alle minacce cyber. Il rapporto evidenzia però come molti interventi siano ancora guidati prevalentemente dalla necessità di conformità normativa piuttosto che da una revisione strutturale delle architetture e dei modelli di sicurezza. In numerosi casi sono stati definiti piani di cyber resilience e rafforzati i meccanismi di governance, ma il percorso verso una piena capacità di prevenzione, analisi predittiva e continuità operativa risulta ancora in evoluzione.

Una situazione analoga riguarda la gestione dei dati. Nonostante la centralità attribuita alla data governance, molte amministrazioni risultano ancora impegnate nella costruzione delle basi informative e nell’implementazione di data lake e piattaforme di analisi. La vera sfida consiste nel trasformare queste infrastrutture in strumenti utilizzati sistematicamente per orientare decisioni e politiche pubbliche. Il dato, in altre parole, viene sempre più raccolto e organizzato, ma non sempre pienamente sfruttato nei processi decisionali.

I progetti con l’AI

È proprio in questo contesto che si inserisce l’intelligenza artificiale. Oltre 4/5 dei Cio coinvolti nell’indagine la considerano una priorità progettuale. Tuttavia, anche in questo caso emerge un forte divario tra amministrazioni centrali e locali. Le prime appaiono più mature, avendo già definito strategie, modelli di governance e casi d’uso orientati soprattutto all’efficienza. Regioni e Comuni si trovano invece spesso in una fase sperimentale, frenata dalla scarsità di competenze specialistiche e dalla limitata disponibilità di risorse dedicate.

Un elemento particolarmente interessante è che l’AI non viene interpretata come un progetto isolato, ma come una tecnologia destinata a integrarsi progressivamente nelle iniziative già esistenti: analisi dei dati, automazione dei processi, supporto alle decisioni e ottimizzazione delle attività operative. Un’adozione graduale e “embedded” che, secondo le evidenze raccolte, potrebbe favorire una crescita più sostenibile e coerente con i bisogni reali delle amministrazioni.
Il quadro delineato dalla ricerca mostra quindi una pubblica amministrazione sempre più consapevole del valore strategico del digitale, ma ancora impegnata nel difficile passaggio dalle infrastrutture alle competenze, dai progetti ai risultati, dalla compliance all’innovazione. Ed è proprio in questa capacità di trasformare tecnologie, dati e intelligenza artificiale in benefici concreti per cittadini e imprese che si giocherà la partita dell’innovazione nei prossimi anni.

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