Nel panorama della proposta tech per fashion e lusso, poche realtà vantano in Europa una traiettoria strategica come quella di Deda Stealth. Nata come fornitore di soluzioni Erp verticali per il settore moda, l’azienda ha progressivamente ridefinito il proprio perimetro di offerta fino a posizionarsi come partner tecnologico strategico per la gestione end-to-end della filiera — dalla progettazione delle collezioni alla produzione, dalla supply chain alla distribuzione globale, fino al retail e all’approccio omnichannel. Un percorso che non si è sviluppato per inerzia, ma attraverso scelte deliberate di approfondimento settoriale e ampliamento selettivo delle competenze. Entriamo nei dettagli.

L’evoluzione di Deda Stealth nel fashion tech

Il punto di partenza, come sottolinea nel nostro confronto Luca Tonello, amministratore delegato di Deda Stealth, è la consapevolezza della singolarità strutturale del settore: “Il fashion rimane un verticale con diverse specificità; perché ha il suo modo di gestire processi molto frammentati anche nella componente di supply chain, ma è sempre stato un business globale sia nella produzione che nella distribuzione con tante problematiche”. Una complessità che ha radici anche culturali e organizzative: le aziende del settore non sono tradizionalmente tech driven e la priorità “storica” è stata piuttosto la creatività e il prodotto, non l’ottimizzazione dei processi. Questo ha significato, per i fornitori tecnologici, operare in un contesto dove la domanda di “struttura digitale” è stata spesso reattiva più che proattiva. In questo quadro, Deda Stealth ha costruito nel tempo una posizione di rilevanza lavorando sulla comprensione profonda dei processi di settore: “Nei nostri oltre 30 anni di storia abbiamo puntato sulla comprensione di questi processi, e li abbiamo seguiti, a valle abbiamo quindi cercato di implementarli come moduli nei software che sviluppiamo”. La verticalizzazione dell’Erp si è rivelata tuttavia non sufficiente, da sola, per rispondere alla crescente complessità dei brand. La traiettoria ha quindi visto l’azienda arricchire l’offerta con moduli verticali aggiuntivi, estendere la copertura funzionale verso la supply chain e, più recentemente, integrare un layer di data management e analytics che rappresenta oggi il nucleo della nuova proposta di valore.

Anche il modello organizzativo ha seguito questa evoluzione: Deda Stealth si è strutturata attorno a una distinzione netta tra prodotti e servizi, con l’obiettivo di garantire a entrambe le dimensioni il presidio adeguato. “I prodotti devono seguire la loro roadmap, mentre i servizi devono continuare a rappresentare una nicchia di competenze e di conoscenze importanti per il mondo del fashion e riconosciute”, spiega Tonello. Questa doppia identità, — fornitore di piattaforme scalabili e centro di competenza sul settore, ma all’interno di un’unità di intenti — è considerata da Tonello un asset differenziante non negoziabile, soprattutto nel momento in cui il mercato chiede ecosistemi aperti e architetture componibili piuttosto che soluzioni monolitiche.

Un ecosistema che cresce, anche con le acquisizioni

La crescita di Deda Stealth non si è limitata all’espansione organica dell’offerta, ma si è articolata attraverso una strategia mirata di acquisizioni e partecipazioni industriali, ciascuna orientata a coprire aree operative specifiche della filiera fashion senza generare sovrapposizioni interne. Tonello“Il principio guida è sempre quello della complementarità: ogni asset aggiunto amplia il perimetro dell’ecosistema senza entrare in competizione con le soluzioni esistenti, costruendo invece connessioni funzionali che incrementano il valore complessivo per il cliente”.

Luca Tonello, Ceo di Deda Stealth
Luca Tonello, amministratore delegato di Deda Stealth

L’integrazione di Bsamply — originariamente una startup specializzata nel procurement collaborativo e nella gestione dei fornitori — è paradigmatica di questa logica: “All’inizio era una società che faceva un tool specifico per la supply chain, adesso è diventato un prodotto della suite Stealth che si occupa delle tematiche di supply chain e quindi ripercorre la catena di fornitura generando un valore importante di connessione con il brand”.

Sul versante opposto dello spettro dimensionale si posiziona Zedonk, piattaforma dedicata alla gestione operativa dei brand emergenti e delle realtà entry level del fashion: un segmento strutturalmente diverso rispetto ai clienti core di Stealth, che viene presidiato senza cannibalizzare la fascia medio-alta. Come chiarisce Tonello, “Stealth si indirizza su una fascia medio alta di clienti e Zedonk copre invece la fascia dell’entry level: quindi senza sovrapposizione, piuttosto a completamento dell’uno o dell’altro nel mercato”.

Nel 2025 si è aggiunta Competitoor, piattaforma di price e market intelligence basata su intelligenza artificiale, che consente ai brand di monitorare le dinamiche di pricing e il posizionamento competitivo nei canali digitali. Qui la logica è diversa: gli interlocutori aziendali sono differenti — il merchandising piuttosto che i Cio — ma la convergenza funzionale con il mondo dei dati e della pianificazione è sempre più stringente. Prosegue quindi Tonello: “Il mondo dei prezzi sempre di più si sta integrando al mondo dati, al mondo AI, quindi a un concetto di pianificazione e a un concetto di portare questi prezzi a chi dopo deve decidere i listini con cui vendere” e l’integrazione tra le piattaforme è quindi una traiettoria attesa, non una forzatura.

Un caso a sé è quello di Management Consultance Group (MCG), società specializzata in sistemi informativi per amministrazione, finanza e controllo di gestione, in cui Deda Stealth ha assunto una partecipazione di minoranza. La scelta della partecipazione — anziché dell’acquisizione di controllo — riflette una logica di presidio selettivo: “Permette di uscire sul mercato con il brand Stealth Finance, creare il collegamento della componente contabile con la parte gestionale che è fondamentale per le medie aziende, che in più guadagnano anche tutta una parte di controllo di gestione, bilancio di sostenibilità realizzato con dei tool particolari di business intelligence”. Per le aziende di fascia media, che non dispongono internamente delle risorse per gestire sistemi eterogenei, questa integrazione verticale tra processi operativi e dimensione finanziaria rappresenta un elemento di semplificazione significativo.

Stealth Cosmica, governare la complessità con i dati e l’AI

Su queste basi strategiche si innesta naturalmente lo sviluppo di Stealth Cosmica, la nuova piattaforma cloud-native e composable progettata per rispondere alla crescente complessità operativa e decisionale del settore (ne parliamo anche in un contributo dedicato). Il progetto nasce da una consapevolezza esplicita: le architetture tecnologiche evolvono rapidamente e restare competitivi richiede un aggiornamento profondo, rapido, non solo incrementale. “Come altri fornitori di tecnologia abbiamo visto che le tecnologie corrono, cambiano le architetture, cambia anche il modo di vedere le cose”, chiosa Tonello. L’avvio del progetto — circa due anni fa — ha consentito di costruire Stealth Cosmica portandovi le esperienze maturate sulla piattaforma Stealth esistente, garantendo al contempo continuità e compatibilità per i clienti già in produzione.

L’elemento architetturale distintivo è la centralità del dato come collante tra processi, funzioni e decisioni. Stealth Cosmica non si configura come un Erp tradizionale guidato esclusivamente dal processo, ma come un sistema in cui il processo operativo viene costantemente alimentato e orientato da un layer di dati e da applicazioni di intelligenza artificiale che elaborano informazioni in modo continuativo. Spiega Tonello: “Il collante di tutto saranno queste applicazioni di AI che lavorano sui dati e che a valle spingono il sistema gestionale a prendere delle decisioni più o meno in autonomia, a seconda della maturità con cui il cliente decide di affidarsi ai prompt AI oppure delle indicazioni che vengono date a livello di dati sul mondo della pianificazione della domanda”.

Sul piano applicativo, le aree in cui questa integrazione produce il maggiore impatto sono la pianificazione della domanda, la gestione dello stock e il supply chain planning. In un settore dove l’invenduto rappresenta una delle principali fonti di inefficienza strutturale — con ricadute finanziarie, operative e di sostenibilità — la capacità di generare previsioni accurate e di adattare dinamicamente i piani di acquisto è un fattore critico. Anche perché la complessità si accentua quando si considera la natura del prodotto fashion: “Se si crea una collezione con prodotti particolari, quando si industrializza è necessario poter scalare, ed acquisire velocità nel trovare la catena di fornitura… E non è così facile. L’inserimento dei vincoli e dei fornitori possibili diventa fondamentale”.

La strategia di go-to-market per Stealth Cosmica privilegia sempre l’integrazione modulare rispetto alla migrazione forzata: i clienti esistenti vengono accompagnati nell’adozione attraverso l’aggiunta progressiva di moduli, con le migrazioni complete come evoluzione naturale e non come prerequisito. Un approccio che riflette anche la necessità di un’educazione del mercato: “Non tutti i clienti sono abituati a lavorare partendo dal concetto del dato e della previsione, che sarà uno dei pilastri fondamentali della proposta”. E la maturità con cui le organizzazioni fashion approcceranno questa transizione verso modelli data-driven sarà determinante nel definire i tempi e le modalità di adozione su larga scala.

La strategia di crescita internazionale

A fronte di un offering articolato, che incontra le esigenze del mercato, naturale risulta anche la strategia di espansione internazionale di Deda Stealth che si muove su direttrici precise, con gli Stati Uniti come mercato prioritario al di fuori dell’Europa. La scelta non è casuale: il mercato fashion americano conta oltre 4mila brand tra grandi e piccoli, distribuiti principalmente tra Los Angeles — polo delle realtà emergenti — e New York per i brand strutturati. A differenza del mercato europeo, dove il ciclo di vendita è spesso articolato su progetti complessi e lunghi, il mercato americano esprime una domanda più orientata alla soluzione immediata, lo dettaglia così Tonello: “È un mercato molto più abituato a comprare tool che risolvono problemi specifici, piuttosto che orientato a una visione sul lungo periodo, e cerca subito di mettere a valore la spesa per strumenti risolutivi dei task”Un profilo che si allinea bene con la proposta modulare di Stealth Cosmica.

L’ingresso sul mercato americano ha beneficiato della presenza preesistente di Deda in altri settori — in particolare nel finance — che ha fornito una base operativa e relazionale su cui costruire la presenza fashion. La struttura attuale prevede un presidio diretto, con un team tecnico-commerciale in fase di potenziamento. E il posizionamento fa leva su un asset specifico, per questo vertical: il portafoglio clienti italiano, percepito dal mercato americano come una referenza di elevato valore. “Quando ci presentiamo con la picture dei nostri clienti l’attenzione è sempre subito molto alta”, nota Tonello, sottolineando come la reputazione del fashion italiano costituisca “un vantaggio competitivo reale in un contesto in cui la credenziale settoriale pesa quanto quella tecnologica”.

Il segmento target negli Stati Uniti è quello che Tonello definisce il “tier 2” — aziende con fatturati tra i 100 milioni e il miliardo di dollari — un segmento storicamente sottopresidiato dai grandi system integrator e dalle società di consulenza internazionale, che concentrano le proprie risorse sui clienti enterprise di primo livello e quindi appartenenti ad altri vertical negli Usa. Specifica Tonello: “I clienti di questa fascia (tier 2) sono un po’ abbandonati a loro stessi, perché le aziende Usa di altri comparti sono invece davvero “enterprise” e quindi i big della consulenza le preferiscono come target rispetto a quelle del fashion». In questo spazio, Deda Stealth punta ad acquisire una posizione di riferimento, con l’obiettivo di replicare il modello in altri mercati prioritari (come la Francia), dove il fashion ha una presenza rilevante e dove il rapporto bilaterale con l’Italia se da una parte porta in dote alcune frizioni “storiche”, dall’altro vede anche la proposta Deda Stealth riconosciuta, proprio in relazione alle competenze maturate nel settore specifico.

La visione di medio periodo è quella di un modello di espansione progressivo e replicabile, coerente con una cultura di investimento oculata che distingue l’approccio italiano da quello americano orientato alla scalabilità immediata: “Ci muoviamo con operazioni che hanno una strategia di medio periodo, e con capacità di investimento oculata”. L’architettura dell’offerta — verticale sul fashion, modulare nella composizione, data-driven nella proposta di valore con Stealth Cosmica — è progettata quindi per sostenere questa traiettoria. Conclude Tonello: “Parliamo per questo, a ragione, di un ecosistema tecnologico specializzato che ambisce a diventare l’infrastruttura abilitante per le aziende del settore moda impegnate nella transizione verso modelli operativi più intelligenti, resilienti e competitivi”.

Per saperne di più scarica il whitepaper: Fashion Survey 2025

Leggi tutti gli approfondimenti della Room Fashion, soluzioni AI e data-driven by Deda Stealth

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