A Lomazzo, in provincia di Como, ha sede un polo tecnologico che dal 2010 occupa gli spazi dell’ex Cotonificio Somaini. Si chiama ComoNext – Innovation Hub, è un incubatore di startup certificato Mimit e ad oggi accoglie oltre 140 imprese innovative tra startup, Pmi e grandi aziende. Tra queste anche Directa Plus, con le sue tecnologie per l’utilizzo del grafene. L’attività di ComoNext ruota attorno al supporto alla trasformazione digitale e sostenibile delle imprese, dei processi e dei prodotti, mettendo a sistema competenze, tecnologie e servizi avanzati. L’hub opera anche come punto di riferimento per la formazione, la finanza agevolata e l’accelerazione di progetti imprenditoriali, all’interno di un ecosistema che si definisce multidisciplinare e collaborativo.

È il contesto entro cui ComoNext lancia oggi due iniziative parallele che riguardano lo Startup Hub della struttura: l’avvio della Fase 2 del programma Next Accelerator e l’apertura della Call 4 StartupPlast 2026. Due binari distinti che rispondono a una stessa logica: da un lato accompagnare le startup già presenti nell’ecosistema in percorsi strutturati di crescita, dall’altro attrarre nuove realtà offrendo occasioni di sviluppo e connessione con il mercato e le filiere industriali. Una doppia azione che, nelle intenzioni dell’hub, segna un passaggio nella strategia dello Startup Hub: non più solo incubazione, ma un lavoro articolato su accelerazione, open innovation e accesso diretto ai mercati verticali.

Next Accelerator entra nella fase operativa

Il programma Next Accelerator coinvolge 10 startup in un percorso intensivo di quattro mesi focalizzato su crescita, validazione e sviluppo strategico. L’impianto si regge su mentorship personalizzata e sessioni tematiche dedicate a product, go-to-market, fundraising e organizzazione. L’elemento portante del percorso è un network di mentor con esperienze in ambito startup, corporate e finanza internazionale, che affiancheranno i team in modo operativo. Non si tratta dunque di formazione d’aula, ma di un affiancamento diretto orientato a risolvere problemi concreti di business e a preparare le startup a confrontarsi con investitori e partner industriali. Il programma è sostenuto da Bcc Cantù in qualità di partner co-finanziatore. La banca è tra le istituzioni che hanno sostenuto la nascita dell’hub nel 2010, e la scelta di affiancare il programma di accelerazione esprime una continuità tra innovazione e radicamento territoriale che caratterizza il progetto fin dalle origini. Il percorso si concluderà con un evento finale dedicato a investitori e imprese, orientato alla creazione di opportunità concrete di investimento e collaborazione. Una chiusura che ha lo scopo di tradurre il lavoro dei quattro mesi in contatti e relazioni di mercato effettive.

Elena Zaffaroni
Elena Zaffaroni, responsabile Startup Hub di ComoNext

“Il sold out dell’Investor Day di marzo ci ha confermato che c’è una domanda reale e insoddisfatta di accelerazione qualificata in questo territorio – spiega Elena Zaffaroni, responsabile Startup Hub di ComoNext -. La Fase 2 è pensata “come un percorso operativo, con mentor che hanno dimostrato il proprio valore sul campo, sostenuto da un partner come Bcc Cantù che crede nel ruolo strategico delle startup a supporto dell’innovazione locale”.  E l’Investor Day ha funzionato proprio come banco di prova per l’interesse del territorio verso questo tipo di iniziative. La risposta ha evidentemente confermato la necessità di strutturare un’offerta di accelerazione che vada oltre la fase iniziale di scouting e selezione.

Call 4 Startup, sotto la lente i progetti per la filiera della plastica

Parallelamente, ComoNext apre una call rivolta a startup che sviluppano soluzioni innovative lungo la filiera della plastica. Gli ambiti sono ampi: eco-design, materiali avanzati, riciclo e sostenibilità, digitalizzazione dei processi produttivi, automazione industriale, intelligenza artificiale applicata alla manifattura e alla supply chain per un’economia circolare. Una particolare attenzione è riservata allo sviluppo e all’adozione di soluzioni sostenibili lungo l’intero ciclo di vita dei materiali, dall’utilizzo di materie prime seconde alla progettazione e produzione, fino alle fasi di recupero e riutilizzo. L’obiettivo dichiarato è promuovere tecnologie e approcci in grado di ottimizzare le prestazioni del materiale, migliorandone la sostenibilità e l’efficienza complessiva.

Ivan Parisi
Ivan Parisi, direttore generale di ComoNext – Innovation Hub

Le startup selezionate avranno poi accesso a Plast 2026, la fiera internazionale del settore in programma a Fiera Milano dal 9 al 12 giugno, con la possibilità di presentare le proprie soluzioni, attivare incontri b2b e confrontarsi direttamente con aziende e stakeholder della filiera. Il percorso sarà accompagnato da attività di mentorship e preparazione al pitch, con l’obiettivo di rendere la partecipazione alla fiera un momento di attivazione concreta di collaborazioni industriali e non una semplice vetrina espositiva. “L’eco-design totale è la chiave per costruire nuovi modelli sostenibili: progettare oggi pensando già a riuso, riciclo e responsabilità lungo tutta la filiera”, afferma Ivan Parisi, direttore generale di ComoNext – Innovation Hub; a suo avviso, “le startup sono decisive perché trasformano rapidamente indirizzi normativi e nuove esigenze di mercato in soluzioni concrete e scalabili che l’industria consolidata fa fatica a intraprendere velocemente”. Parisi tocca un punto che va oltre il perimetro della singola call: il ruolo delle startup come traduttori operativi di normative e tendenze di mercato. Secondo una visione precisa del rapporto tra innovazione e industria tradizionale, dove la velocità di esecuzione delle startup compensa la rigidità strutturale delle imprese consolidate.

Una logica di sistema e di territorio

Le iniziative rappresentano il tentativo di operare su più livelli in parallelo: accelerazione interna, open innovation, connessione con il mercato e sviluppo di filiere industriali. Un approccio che supera la logica verticale per costruire un ecosistema in cui startup, imprese e investitori trovano spazi di collaborazione e crescita su fronti diversi. Per ComoNext si tratta di consolidare una strategia che unisce due dimensioni spesso considerate separatamente nel panorama dell’innovazione italiana: il lavoro di accompagnamento delle startup nei percorsi di maturazione interna e la creazione di ponti verso i mercati industriali attraverso eventi fieristici e occasioni di matching. Il settore della plastica, in particolare, attraversa una fase di transizione normativa e tecnologica che rende la ricerca di soluzioni innovative non più un’opzione ma una necessità operativa per le aziende della filiera.

L’elemento territoriale resta un tratto distintivo. ComoNext opera da un polo tecnologico che rappresenta un modello che scommette sulla prossimità e sulla capacità di mettere a sistema risorse locali — competenze, capitali, infrastrutture — per generare valore su scala più ampia. La sfida è dimostrare che un modello di innovazione radicato nel territorio possa generare connessioni e risultati che vanno oltre il perimetro locale, collegandosi a filiere nazionali e internazionali come quella della plastica rappresentata a Plast 2026. In un panorama italiano dell’innovazione che tende a concentrarsi sui grandi poli urbani, esperienze come quella di ComoNext offrono un banco di prova per verificare se l’accelerazione e l’open innovation possano funzionare anche fuori dai circuiti consolidati, a patto di costruire alleanze solide con il territorio e con le filiere industriali che lo attraversano.

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