In un settore, quello delle telecomunicazioni, che fatica a trovare nuovi spunti di crescita, scegliere di far parte di un’alleanza globale che riunisce i dieci maggiori operatori al mondo e tutti i principali hyperscaler significa abbracciare l’idea di non rinunciare a trasformarsi e e cercare di mettere a fuoco – a partire da framework operativi migliori – altre possibilità di business. E’ la scelta di Fastweb+Vodafone con TM Forum. Fondato nel 1988, TM Forum è ente no-profit con sede nel New Jersey oggi punto di riferimento mondiale per la standardizzazione e l’innovazione nel settore telco. Oggi conta oltre 800 aziende membre tra operatori di rete, vendor tecnologici, system integrator e hyperscaler: da AT&T a Deutsche Telekom, da Ericsson a Microsoft, da Huawei a Google Cloud. Una sorta di laboratorio collettivo dove le idee vengono testate, standardizzate e trasformate in strumenti concreti che poi ridisegnano l’industria.
L’obiettivo è ambizioso, riportare a crescere in modo sano un settore che negli ultimi anni ha visto erodere i propri margini, schiacciato da investimenti infrastrutturali enormi e dalla concorrenza agguerrita da parte delle piattaforme digitali. TM Forum ci prova dispiegando il potenziale collettivo dei suoi membri: co-creando standard, framework e strumenti pratici che abilitano un settore della connettività più sostenibile, agile e pronto per l’intelligenza artificiale.
TM Forum, gli impegni
Il cuore operativo di TM Forum si articola oggi attorno a tre grandi aree di lavoro — chiamate non a caso Industry Missions — che tracciano la rotta per modernizzare un’industria che porta ancora sulle spalle decenni di sistemi legacy. Le consideriamo punto a punto.
1. Composable IT ed Ecosistemi. L’idea è semplice nella sua radicalità: smettere di costruire sistemi monolitici e inamovibili, e abbracciare invece un’architettura modulare e componibile. Il mattone di questa trasformazione è l’Open Digital Architecture (Oda), un blueprint sviluppato collettivamente dai membri di TM Forum che definisce componenti software standardizzati, Open Api condivise e un ambiente di esecuzione comune chiamato Oda Canvas. In pratica, Oda vuole fare per il software telco quello che i container hanno fatto per lo shipping: rendere ogni “pacco” interoperabile, sostituibile e scalabile a piacimento, indipendentemente dal fornitore.
2. Reti Autonome. La seconda missione punta a liberare le reti dal controllo umano continuo, abilitando operazioni self-configuring, self-healing e self-optimizing. Non fantascienza: già oggi diversi operatori asiatici — certificati con il programma Anlav di TM Forum — riportano risparmi di migliaia di anni-persona di lavoro annuali, riduzione del 70% nei tempi di attivazione dei servizi e tagli drastici ai minuti di downtime mensili. L’autonomia di rete non è solo efficienza operativa: è la premessa per poter gestire la complessità esponenziale che porterà con sé il 5G avanzato.
3. AI e dati. La terza missione è quella di cui si parla di più fuori dal settore, ma che richiede le basi più solide per essere realizzata: sfruttare l’intelligenza artificiale non come strato superficiale aggiunto ai sistemi esistenti, ma come motore nativo di architetture progettate fin dall’inizio per essere AI-ready. TM Forum lavora affinché i dati generati dalle reti e dalle operazioni diventino un asset condiviso, standardizzato e valorizzabile.
Open Digital Architecture, un linguaggio comune per il comparto
Trai framework che TM Forum ha sviluppato, Open Digital Architecture è probabilmente il più innovativo. Non è un semplice documento di intenti, ma un sistema operativo concettuale per l’intera industria telco. Firmando il manifesto Oda, le aziende si impegnano a rispettare un set di “golden rules” architetturali, ad adottare una tassonomia comune dei componenti software e a costruire o acquistare soluzioni conformi a standard verificabili attraverso Conformance Test Kit (Ctk) disponibili dal gennaio 2025. Il risultato pratico è che un operatore come Fastweb + Vodafone, adottando Oda, può potenzialmente sostituire un componente software di un fornitore con quello di un concorrente senza mesi di integrazione customizzata — esattamente come si cambia un’app su uno smartphone. Nomi come Vodafone (già nell’ecosistema con status Running on Oda), Deutsche Telekom, Orange, Telstra e Telefonica hanno già percorso questa strada e ne certificano i benefici in termini di velocità di go-to-market e riduzione dei costi operativi.

I vantaggi per Fastweb+Vodafone
L’ingresso in TM Forum non è un atto formale. Per Fastweb + Vodafone — l’operatore nato dalla fusione completata nel 2024 tra Fastweb e Vodafone Italia — rappresenta un investimento strategico su tre livelli distinti. Il primo è l’accesso diretto al perimetro dell’innovazione globale. Partecipare ai gruppi di lavoro di TM Forum significa co-creare gli standard di domani, non subirli. Vuol dire sperimentare tecnologie all’avanguardia in un ambiente protetto, condividere conoscenze con i peer globali e influenzare la direzione di un’industria che si muove sempre più velocemente.
Il secondo livello è operativo. L’adozione dei framework TM Forum — dall’eTom per i processi di business all’Oda per i sistemi IT — permette di ottimizzare le operazioni interne con un linguaggio già riconosciuto dall’ecosistema dei fornitori globali. Meno integrazione customizzata, più interoperabilità nativa. Meno complessità, più agilità.
Il terzo livello è quello che tocca direttamente i clienti finali. Architetture più agili e processi standardizzati si traducono in servizi innovativi, attivazioni più rapide e un’esperienza complessiva di maggiore qualità. In un mercato dove la differenziazione si gioca sempre di più sulla qualità del servizio piuttosto che sul prezzo, non è un dettaglio.
Lo scenario
In prospettiva più estesa, la mossa di Fastweb+Vodafone si inserisce in una tendenza globale: gli operatori stanno smettendo di lavorare in silos e scommettono sulla collaborazione strutturata come vantaggio competitivo. TM Forum è il terreno su cui questa scommessa si gioca concretamente. L’intelligenza artificiale, le reti autonome, l’architettura componibile: sono tutte tecnologie che un singolo operatore, da solo, non può sviluppare e standardizzare in tempi utili. Ma ottocento aziende che condividono obiettivi, metodologie e strumenti possono farlo. Ed è esattamente questo il modello TM Forum: non un’associazione di categoria che produce libri bianchi, ma un laboratorio globale che produce standard vivi, certificazioni verificabili e prototipi funzionanti. Per il mercato italiano delle telecomunicazioni — storicamente frammentato e sotto pressione sui margini — avere un operatore di peso nella stanza dove si decidono le regole globali è una buona notizia. Non solo per Fastweb+Vodafone ma per l’intero ecosistema di fornitori, startup e clienti enterprise che gravitano attorno a quel mercato. Il futuro della connettività si sta scrivendo adesso, e ora anche una voce italiana è seduta al tavolo.
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