Crescita e profittabilità sono i due trend che in questi anni (dalla separation con HPE nel 2015) hanno segnato la storia di HP Inc, anche nel mercato italiano. E’ Tino Canegrati, vice president e amministratore delegato di HP Italia, che conferma la crescita a 2 digit anche nel nostro paese “in linea con America, Europa e Medio Oriente” grazie alla valorizzazione degli asset che la nuova HP si è portata appresso negli anni: PC e stampanti.

“Due sono le parole che sintetizzano la strategia in entrambi i settori in questi anni – esordice -: personalizzazione e specializzazione“.  Sì, perché non sono più i tempi in cui i personal computer si vendevano ad occhi chiusi e il prezzo faceva la differenza, ma anni in cui i clienti hanno alzato l’attenzione su nuove componenti dell’offerta, prediligendo design, esigenze di business, offerte ritagliate. La trasformazione riguarda non solo l’uso della tecnologa in ufficio, ma anche nelle aziende produttive che stanno implementando processi di trasformazione digitale, negozi, reparting marketing, centri di stampa, “settori meno maturi di quelli tradizionali”. Già vissuto il passaggio da analogico a digitale, ora sti sta vivendo nell’ambito della tecnologia la fase da prodotto generalista a prodotto personalizzato.

HP Innovation Center Italy
HP Innovation Center Italy

Guardando ai pc, Canegrati conferma che “nonostante la forte decrescita del mercato attorno all’8% (Idc), il market share di HP è decresciuto in modo più lieve (-4%) e questo dato è stato accompagnato da una crescita del fatturato”. Sono cambiati di fatto le tipologie di prodotti richiesti dagli utenti, che al di là del formato valutano livello di sicurezza dei dispositivi, design e progettazione per utilizzo da mobile. “I clienti investono di più su prodotti a valore e innalzano in questo modo le unità vendute nel segmento di fascia alta, che cresce a due digit. E’ proprio la parte premium della nostra offerta che ha avuto una accelerazione, così come il gaming e le workstation, proprio perché rispondono a esigente di alta prestazioni personalizzate”.

Lato stampanti, la logica del valore rimane invariata, con tecnologie proprietarie di HP  che si affiancano a quelle portate in dote dall’acquisizione della divisione printing di Samsung, un contribuito significativo per allargare l’offerta di stampanti ai formati A3 dai tradizionali A4. “Siamo gli unici vendor di printing che vengono dal mondo IT e credo che questo sia una valore – continua Canegrati – perché le tematiche sono simili, come sicurezza dei dispositivi, esigenze aziendali, problematiche del settore Smb. Facciamo leva sull’esperienza maturata nel comparto pc per creare nuove opportunità anche nel mondo della stampa”.

Le dinamiche nuove – si stampa di meno, si ottimizzano i costi, si considera la stampa un servizio, si cercano nuove occasioni di utilizzo su materiali o stoffe – sono trasversali al mercato. “Per questa ragione non abbiamo un target di industry a cui ci riferiamo – precisa – ma promuoviamo le stesse tecnologie a basso impatto ambientale a tutti i vertical. Ma l’attenzione alle nuove tematiche è però tipica solo delle aziende che vogliono abbracciare il cambiamento, affrontando nuovi mercati, non è molto alta nelle aziende tradizionali. Cerchiamo di rispondere a richieste diverse, dal tessile alla casa, dal marketing, ad aziende di grafica e agenzie che ricercano nuovi strumenti di visibilità”.

Stampa 3D, un altro filone

Entra qui in gioco anche la terza faccia di HP quella legata alla stampa 3D che più delle altre due anime punta su nuove specializzazioni, formazione e cultura. “La  stampa 3D abbraccia dalla plastica ai metalli e mira ad interessare settori nuovi dove servono competenze adeguate, ma dove è richiesto soprattutto un cambio di mentalità”.
Si introducono nuovi concetti, anche quello di una “diversa prossimità”, perché gli stampi 3D possono essere fatti non necessariamente dove si produce. “Si fa fatica a fare accordi con le aziende, a fare capire il nuovo trend, e c’è molto lavoro a monte che prevede accordi anche con i produttori di software industriali di progettazione o produttori industriali di materiali, alla ricerca di plastiche non ignifughe, metalli, materiali nuovi da certificare”.

E’ di giugno l’accordo, siglato nel corso della Siemens PLM Connection Americas 2018, per ampliare  la collaborazione tra HP e Siemens allo scopo di fornire funzionalità ancora più avanzate nel set di software Siemens PLM e nuove modalità di progettazione e produzione grazie alla tecnologia di stampa 3D Multi Jet Fusion di HP. “Il software di progettazione e Additive Manufacturing di Siemens è stato esteso in modo da supportare le nuove stampanti 3D a colori di HP” precisa Canegrati.

Tino Canegrati, Ceo HP Italy
Tino Canegrati, Ceo HP Italy

“Ad oggi abbiamo solo due plastiche certificate che non subiscono nessun tipo di erosione nel procedimento ma abbiamo collaborazioni aperte con diverse aziende, tra le quali Nike, per lo studio di materiali per nuovi progetti – incalza Canegrati -. Ormai si innescano dei processi integrati tra progetti in ambito 4.0 e stampa 3D, che ci portano a collaborare da una parte con chi studia i materiali, dall’altra con chi conosce i clienti, come Deloitte”.  La stampa 3D affascina anche le medie aziende che in questo modo eludono tappi di bottiglia di fornitori di componentistica, accorciando i tempi di produzione oltre ad essere interessante anche per i centri di servizi.

E’ di settembre invece il lancio, nel corso dell’IMTS (International Manufacturing Technology Show), di HP Metal Jet, la nuova tecnologia di stampa 3D per la produzione di volumi elevati di componenti metallici di alta qualità e di Metal Jet Production Service, che consentirà ai clienti integrare HP Metal Jet nelle proprie roadmap di produzione a lungo termine. “La tecnologia consente di ridefinire la produzione per il settore automobilistico, industriale e medicale. Sono state stabilite nuove partnership con GKN Powder Metallurgy e Parmatech per produrre parti Metal Jet per Volkswagen, Wilo e altre aziende” precisa Canegrati, ribadendo come l’industria automobilistica stessa stia vivendo una rivoluzione, non solo perché i clienti ora si aspettano la personalizzazione, ma anche perché entro il 2025 i marchi del gruppo Volkswagen prevederanno di introdurre 80 nuovi modelli elettrici. “Una singola automobile comprende da 6.000 a 8.000 parti differenti – aveva ribadito Martin Goede, responsabile della progettazione e dello sviluppo tecnologico di Volkswagen all’accordo -. Uno dei grandi vantaggi di una tecnologia additiva come HP Metal Jet è che ci permette di produrre molte di queste parti senza dover prima costruire attrezzature per la lavorazione. Riducendo il tempo dei cicli per la produzione dei componenti, possiamo realizzare molto rapidamente una produzione di massa con volumi elevati”.

Formazione a partire dalla scuola

Nel 2019 la strategia seguirà le rotte tratteggiare: pc sempre più premium personalizzati e ritagliati sulle esigenze, stampanti A4 e A3 con servizi di stampa gestiti, estensione della grafica verso nuovi packaging, spinta sul nuovo mondo 3D. “Perché la stampa inkjet nel mondo della grafica, il pc per lo smart working oppure la stampa 3D sui metalli sono opportunità da indirizzare, prima ancora che da cogliere” conclude Canegrati che porta avanti parallelamente progetti per accescere le competenze presso le scuole: a Roma con il Centro di Formazione Professionale PIO XI, a Bologna con la Fondazione Golinelli dove è installata un nuovo Learning Studio, per l’insegnamento della grafica e delle sue potenzialità. “Sul 3D non stiamo ancora facendo progetti dedicati in ambito scolastico ma ci arriveremo – precisa -. Il prossimo passo sarà  trovare nuovi materiali, migliorarne le caratteristiche, indirizzarne l’uso”.

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