E’ una giovane startp israeliana Loom Systems, operativa dal 2014, e ha saputo raccogliere fondi per 16 milioni di dollari da Jerusalem Venture Partners (Jvp) convincendo anche gli investitori di Flint Capital, Global Brain e Meron Capital con le sue tecnologie di analisi delle operation IT basate sull’AI. Ora, proprio per questo, è entrata anche nel mirino di ServiceNow.

L’acquisizione aiuterà ServiceNow ad offrire ai clienti strumenti migliori di analisi per la prevenzione e la risoluzione dei problemi IT, con soluzioni che si affiancheranno alla proposta di IT service management e IT operations management già nel portafoglio dell’azienda. ServiceNow in questo modo innesta  ulteriore AI e la capacità di analisi dei dati di log e delle metriche di Loom Systems sulle proprie AIOps per consentire di automatizzare le attività di riparazione, riducendo il numero di incident IT di primo livello.

In particolare, Loom Systems è piaciuta per la capacità di analizzare i dati di registro  dalle applicazioni in cloud come da quelle on-premise. Le informazioni possono essere utilizzate non solo per evidenziare le anomalie ma anche per suggerire correzioni fornendo consigli semplici di immediata applicazione, e poi per generare report automatici sugli incident. Questo perché il software della startup sfrutta bene gli algoritmi di machine learning per il rilevamento delle anomalie. 

Gabby Menachem, Ceo di Loom Systems
Gabby Menachem, Ceo di Loom Systems

Il Ceo di Loom Systems, Gabby Menachem, e i membri del team entreranno a far parte dello staff di ServiceNow, ma non sono stati resi noti i termini finanziari dell’accordo che prevede la conclusione delle operazioni entro la fine del primo trimestre di quest’anno.

Lo stesso Menachem così commenta l’operazione: “Unendo le forze, abbiamo l’opportunità unica di mettere a fattor comune il nostro patrimonio in ambito AI e le funzionalità AIOps di ServiceNow e insieme di fare meglio per indirizzare le esigenze”.

La digitalizzazione dei processi è oggi ritenuta dalle aziende una via obbligata e tuttavia impatta prima di tutto sulla figura dei Cio chiamati a trovare il modo per accelerare le attività e offrire soluzioni funzionali nei diversi reparti delle aziende clienti, mantenendo bassi i costi operativi. L’azienda di software cloud enterprise, fornito in modalità SaaS, è oggi tra le realtà in più rapida crescita, e vanta un incremento del numero dei clienti con percentuali del 30% anno su anno.

Allo stesso tempo quella attuale è solo l’ultima di una serie di acquisizioni che hanno caratterizzato la strategia ServiceNow sul mercato dalla quotazione in borsa (giugno 2012), tra le più recenti possiamo citare a novembre quella di Fairchild Resiliency Systems, specializzata in disaster recovery e sempre lo scorso anno quella di un’altra startup di analisi, Appsee, per consentire agli sviluppatori l’analisi su come gli utenti utilizzano le proprie app. Mosse che hanno confermato le prospettive di crescita dettate dall’idea di ampliare sempre di più il portafoglio dell’offerta, con al centro Now Platform.              

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