La creazione di un mercato digitale unico porta alla semplificazione delle norme sugli acquisti online e allo sviluppo sempre più diffuso dei pagamenti digitali. Un accesso innovativo a beni e servizi che richiede non solo modifiche normative ma anche l’acquisizione di nuove competenze. I Governi e le aziende sono oggi chiamati a svolgere un ruolo importante nel miglioramento delle competenze digitali per favorire l’apprendimento e ridurre il gap attraverso l’identificazione dei bisogni di formazione e la pianificazione di interventi formativi mirati ad anticipare il bisogno di profili professionali futuri.

Un impegno che Nexi si assume, protagonista in un mercato in rapida evoluzione e ad alto tasso tecnologico come quello dei pagamenti digitali, con l’obiettivo di “migliorare la squadra per digitalizzare i pagamenti”. Nexi realizza infatti un progetto di digital transformation che coinvolge non solo la tecnologia ma mette al centro il fattore umano come elemento di novità. Ci parla di questo caso di successo la responsabile del progetto insieme ai partner – Forrester Research, Aica e Mip Politecnico di Milano – nel corso di un incontro virtuale che vuole anche essere di stimolo al mercato.

Nexi, 3 modelli di analisi per la mappatura

Nexi è la principale società PayTech italiana, il cui percorso di crescita si costruisce su una lunga partnership con circa 150 banche – l’80% dell’intero settore bancario in Italia in termini di numero di filiali – che porta alla gestione dei pagamenti digitali di circa 900.000 commercianti, di 41 milioni di carte di credito e 13.400 sportelli bancomat. Le acquisizioni compiute negli ultimi anni fanno sì che Nexi oggi operi con un team di 3.000 dipendenti e consulenti, di cui circa 1/3 specialisti Ict.

Una crescita in termini dimensionali e di staff che impone di pianificare l’integrazione e l’evoluzione della struttura IT. Nel 2019 Nexi decide infatti di mappare le competenze IT esistenti e quelle necessarie nel medio periodo. Nasce il progetto Skill-UP come strumento di supporto alla crescita del capitale umano di Nexi, che si basa sulle competenze e i profili dello standard europeo e-CF 4.0.

Maria Grazia Bizzarri, head of People Development, Reward and Transformation di Nexi,
Maria Grazia Bizzarri, head of People Development, Reward and Transformation di Nexi,

E’ Maria Grazia Bizzarri, head of People Development, Reward and Transformation di Nexi, a presentare il progetto sviluppato a livello europeo con il coinvolgimento di tutta l’area IT, un team di circa 330 persone. “Abbiamo messo in campo uno strumento per mappare le competenze IT costruito su un sistema scalabile all’interno dell’azienda, definito insieme ai tre partner dai ruoli dedicati, ovvero prendendo in considerazione i loro rispettivi modelli consolidati di analisi delle competenze: con il supporto del modello standard europeo di Aica le competenze “As is”, quelle che ci servono oggi per vincere le sfide di business; attraverso l’osservatorio Forrester le competenze “To be” per le sfide del futuro studiando come si muoveranno i pagamenti digitali nel tempo; e con il modello esperienziale Mip la “digital readyness” per sostenere la capacità delle persone di imparare a mettersi in gioco”. Un “modello customizzato sulle sfide di Nexi” e sulle sue competenze specifiche nei pagamenti digitali che più riguardano da vicino l’azienda, con il coinvolgimento tutte le aree aziendali e non solo l’IT.

Nexi, competenze in linea al 72%

Il progetto consente oggi di definire operazioni concrete, strategiche sia in ottica di breve sia di medio e lungo termine per vincere le sfide di domani, che si basano su tre tipi di indicazioni, spiega la manager: “primo, le risorse critiche, ovvero quelle da proteggere, che servono a Nexi per il futuro e coinvolgono progetti che perderemmo dall’oggi al domani se non avessimo il capitale umano adeguato; secondo, capire se le competenze al nostro interno sono corrette o dobbiamo cambiare modello operativo e cercarle al di fuori dell’azienda per portarle dentro o viceversa; terzo, indicazioni che ci aiutino ad identificare i piani di training e formazione 2020-2021 (già quest’anno Nexi ha dato il via ad una data academy), per formare persone che facciano da cross fertilizzatori al resto dell’azienda”

“Un percorso che ha avuto un grande riscontro a livello di motivazione e di ingaggio delle persone coinvolte al di là dei risultati concreti – prosegue Bizzarri -. Oggi siamo nelle condizioni di presentare i risultati: il 72% delle competenze che abbiamo hanno una valutazione medio-alta e rispecchiano il modello operativo attuale, ovvero un mix di competenze interne ed esterne, in house e outsource”. Un risultato dalla valenza pragmatica ma anche di validità per gli azionisti, che l’azienda vuole capitalizzare rendendo il progetto scalabile e ottimizzabile in altre direzioni.

Giancarlo Capitani, Presidente di NetConsulting cube
Giancarlo Capitani, presidente di NetConsulting cube

Giancarlo Capitani, presidente di NetConsulting cube, offre una valutazione della portata del progetto, che apprezza per i suoi diversi valori distintivi: “Un progetto concepito e ideato su una visione evolutiva in uno scenario di mercato dentro cui Nexi opera con un approccio singolare, strategico e raro in Italia; una mappatura fatta in ottica non tradizionale, che ragiona su processi integrati tra risorse interne ed esterne, con una visione di filiera delle competenze e non a silos all’interno delle aziende come solitamente accade; l’uso di standard per misurare skill gap, importante soprattutto per la comparabilità rispetto ad altri contesti e competitor e utilizzabile come benchmark; l’integrazione di componente standard e specifica di Nexi che offre una grande capacità di customizzazione; non da ultimo il fatto di avere aggiornato i profili, aggiungendo la componente soft skill, sempre più importante perché legata agli aspetti antropologici e relazionali, delle scienze sociali e cognitive”.

“Quello di Nexi è un progetto che non parla solo di tecnologia ma anche di fattore umano come elemento innovativoconcorda Riccardo Squizzato, responsabile scientifico Aica -; un grande progetto di digital transformation che viene impostato secondo uno standard europeo e aiuta ad ottimizzare situazioni non governabili. Una case study che mostra molte possibilità di applicazione, creata sulla base di un meccanismo totalmente documentato, uno strumento gratuito ancora poco utilizzato in Italia ma in grado di stabilire correlazioni ed elementi di confronto con la realtà”.

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