Agilità, flessibilità e sicurezza sono le principali leve che spingono oggi le aziende alla cloud migration, velocizzando i percorsi di digitalizzazione intrapresi. Una strategia che registra in questa fase di emergenza un’accelerazione dettata dall’esigenza di garantire continuità di business ai clienti grazie all’accesso da remoto alle applicazioni, ma che sembra comunque ormai entrata nelle logiche di impresa abbattendo alcuni limiti anche culturali.

A delineare lo scenario descritto è Vladimir Cavalcanti che, in qualità di country manager Italia e channel manager Emea South di Atlassian, del mercato cloud conosce le dinamiche.

Vladimir Cavalcanti, country manager Italia e channel manager Emea south di Atlassian
Vladimir Cavalcanti, country manager Italia e channel manager Emea south di Atlassian

Atlassian mette al servizio delle imprese soluzioni software-as-a-service che abilitano il passaggio al cloud, come asset per la crescita: “In questo momento di veloce transizione verso il digitale – esordisce Cavalcanti -, i clienti necessitano di applicazioni con un’alta configurabilità, scalabili e produttive, facili da adottare e utilizzare. La nostra offerta va in questa direzione. L’elemento differenziante di Atlassian è infatti l’approccio modulare; il nostro cliente non è obbligato a fare un grande investimento acquistando da subito tutto il pacchetto di offerta disponibile ma può iniziare il proprio processo di trasformazione digitale arrivandoci passo a passo, acquisendo nel tempo i diversi moduli per processi specifici”.

Nata nel 2002 in Australia prevalentemente come azienda produttrice di prodotti per gli sviluppatori di software, che poggia su Amazon Web Services, Atlassian è cresciuta nel tempo diversificando il proprio business, che conta attualmente circa 125mila clienti nel mondo. “Oggi siamo in grado di coprire aziende di tutti i settori, dal mondo enterprise fino alle piccole imprese, con un ampio mercato di gestione dei processi, per arrivare ovunque ci sia necessità di sviluppare il potenziale degli staff attraverso software per il team working, strumenti di collaboration, di sviluppo e di issue tracking”.

Italia, le aziende chiedono flessibilità

Il Gruppo ha la sua sede centrale europea in Olanda, da cui gestisce i partner a livello europeo. In questo contesto, l’Italia rappresenta per Atlassian un mercato strategico. “Secondo i risultati delle più recenti analisi di mercato – dichiara Cavalcanti -, il cloud in Italia è cresciuto del 21% nel 2020 superando un valore di oltre 3 miliardi di euro; ma il dato ancora più importante è l’incremento del 46% che si registra tra le Pmi che, come sappiamo, rappresentano la spina dorsale dell’economia italiana. Una conferma che il mercato cloud è oggi estremamente dinamico nel nostro paese e che le aziende scommettono sempre più nella migrazione sulla nuvola nell’ambito dei loro piani di innovazione tecnologica”.

“La necessità di essere più agili e competitivi vede una crescita della domanda italiana di soluzioni flessibili soprattutto per gestire tematiche stringenti come quelle legate alla sicurezza e alla compliance dei dati – prosegue Cavalcanti –, per le quali il cloud può rappresentare la risposta più efficace: ecco perché anche in questa fase difficile non abbiamo avuto un impatto negativo sul business della nostra azienda, ma al contrario un’accelerazione della domanda e una crescita molto più forte di quella attesa in epoca pre-crisi. E ci aspettiamo che questa tendenza prosegua in futuro, anche grazie al supporto importante dei nostri partner”. Atlassian infatti cresce, con l’Italia che contribuisce al trend: l’azienda registra a livello globale ricavi per 1,6 miliardi di dollari nell’ultimo anno fiscale e nel secondo trimestre del 2021 le vendite sono pari a 500 milioni di dollari, in crescita del 23% anno su anno. 

La rete dei partner gioca come detto un ruolo chiave nella strategia di Atlassian, sottolinea Cavalcanti: “Lavoriamo con un network di solution partner, consulenti ed evangelizzatori che seguono lo stesso approccio aperto e collaborativo proprio della nostra vision. II nostro obiettivo è oggi quello di rafforzarne il ruolo che rende quel passaggio dalla soluzione on premise al cloud molto più agile per i clienti. Il nostro obiettivo è in particolare quello di supportare grazie ai partner un numero crescente di clienti di tutti i settori, non solo quelli di grosse dimensioni; una sfida non solo tecnologica ma anche culturale, come cambiamento di approccio, perché possiamo mettere al servizio del cliente tutti i tool tecnologici possibili ma se la gente non è aperta al  cambiamento i processi non funzionano – sottolinea –. Un nuovo approccio che significa collaborazione tra gli operatori IT e i team localizzati anche in paesi diversi, perché fare innovazione significa anche condividere idee, fasi del progetto, sfide, problemi, per aggiungere agilità all’interno dei processi aziendali”.

Atlassian, obiettivi e progetti

Obiettivo di Atlassian per i prossimi mesi è la ricerca di nuovi partner che possano aggiungere valore alle soluzioni adottate. In questa direzione, oggi il portfolio di Atlassian si arricchisce di una nuova offerta di Cloud Enterprise, suite di software avanzata e piattaforma marketplace, progettata per i clienti business che sempre più scelgono la nuvola come prima opzione e che, secondo alcuni dati resi noti dall’azienda, “rappresentano il 95% dei nuovi clienti dell’azienda australiana” (tra i principali nomi citati General Motors, Walmart Labs, Bank of America Merrill Lynch, Lyft, Verizon, Spotify, Nasa). 

Anche in Italia i clienti coprono tutti i settori e sono distribuiti in particolare sui tre pillar – automobilistico, finanziario e tecnologico. Aziende di grandi dimensioni dove le soluzioni Atlassian accelerano i processi di digital transformation. Un esempio importante citato da Cavalcanti è quello di Cerved Group, la cui espansione dovuta all’acquisizione di numerose aziende ha evidenziato la necessità di strumenti che facilitassero l’organizzazione del lavoro, delle attività e dei progetti in atto, e garantissero una collaborazione più efficace tra i dipendenti di sedi diverse. “L’impatto del cambiamento culturale sui team che deriva dall’adozione di nuove soluzioni da parte di Cerved è evidente”, commenta CavalcantiOggi, nei vari settori e in particolare nell’ IT, grazie agli strumenti Jira e Confluence completamente integrati, i dipendenti delle diverse sedi di Cerved sono riusciti ad abbattere distanza e diversità culturali grazie all’immediatezza di un sistema di knowledge sharing per veicolare le informazioni all’interno dell’azienda standardizzando al contempo tutti i processi. “In questo progetto, determinante è stato il ruolo di Sourcesense, nostro Platinum Solution Partner in Italia, che ha supportato l’azienda in ogni fase del percorso verso una gestione agile dei processi”, conclude Cavalcanti.

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