Bari punta a consolidare il proprio ruolo di hub tecnologico del Mezzogiorno, e lo fa con un’iniziativa che intreccia ricerca, impresa e istituzioni. Ntt Data ha infatti presentato in città i Living Labs, cinque spazi di co-innovazione dedicati a digital twin, 5G ed edge cloud, intelligenza artificiale, quantum computing ma anche all’etica ed all’inclusione. Si tratta di un primo risultato concreto nell’ambito dell’iniziativa Nxt Digital Platform, il progetto tecnologico nato dal Contratto di Programma sottoscritto con Regione Puglia e sviluppato in collaborazione con il Politecnico di Bari. Non quindi un’iniziativa spot, quanto piuttosto una prima tappa visibile di un percorso che punta a fare della Puglia uno dei principali hub di innovazione digitale del Paese, mettendo in connessione ricerca accademica, competenze industriali e fabbisogni reali del territorio.

Spazi di sperimentazione

Più che infrastrutture di ricerca in senso stretto, i Living Labs sono pensati come ambienti aperti alla contaminazione tra soggetti diversi: imprese, pubbliche amministrazioni, università, startup e partner possono entrare in contatto diretto con le tecnologie emergenti, sperimentarle su scenari reali e lavorare fianco a fianco con gli esperti di Ntt Data per trasformare la ricerca in soluzioni applicabili. È un modello di innovazione aperta che punta a ridurre la distanza, spesso ampia, tra sperimentazione accademica e adozione industriale. Nell’impostazione Nxt Digital Platform, l’ambizione dichiarata va oltre il singolo laboratorio: si tratta piuttosto di creare un ecosistema capace di osservare e interpretare l’evoluzione di società, economia e ambiente, mettendo in connessione ricerca, competenze e tecnologie per accompagnare la trasformazione digitale del territorio in modo strutturato, responsabile e sostenibile.

I cinque ambienti in cui si articola l’iniziativa – Territory Digital Twin, 5G & Edge Cloud Orchestration, Artificial Intelligence, Quantum Computing e Inclusion & Ethics – sono già attivi su prototipi concreti: pianificazione urbana e mobilità sostenibile attraverso il digital twin del territorio, servizi a bassa latenza abilitati da 5G ed edge computing, applicazioni di AI per il monitoraggio ambientale e la manutenzione predittiva, casi d’uso di quantum computing su problemi complessi di ottimizzazione. E l’elenco dei domini applicativi (dalla gestione delle risorse naturali alla sicurezza sul lavoro, dal monitoraggio del territorio all’ottimizzazione di infrastrutture e servizi) restituisce l’ambizione di un progetto che non si limita alla dimostrazione tecnologica, ma prova a incidere su problemi concreti di governo del territorio. È un approccio che rovescia la sequenza più tradizionale della ricerca applicata: invece di sviluppare una tecnologia e poi cercarle un mercato, i Living Labs partono dai problemi del territorio – la mobilità, la manutenzione delle infrastrutture, la sicurezza – e vi applicano gli strumenti più adatti, dal digital twin al quantum computing.

Accanto alle quattro aree più marcatamente tecnologiche, il quinto laboratori, Inclusion & Ethics, sviluppato con il Dipartimento di Design del Politecnico di Bari, assume un ruolo che il progetto colloca non a margine, ma al centro. L’obiettivo è integrare fin dalle prime fasi di progettazione i principi di inclusione, sostenibilità e responsabilità nell’adozione delle tecnologie emergenti, invece di trattarli come una verifica da svolgere a valle. È una scelta che segnala un’attenzione crescente, nell’industria tecnologica, al tema della progettazione responsabile: collocare l’etica accanto al digital twin e al quantum computing, e non dopo, cambia il modo in cui questi strumenti vengono pensati fin dall’inizio.

I frutti di un ecosistema pubblico-privato

Il rettore del Politecnico di Bari, Umberto Fratino, inquadra l’iniziativa come un tassello di un disegno più ampio: Nxt Digital Platform è un’iniziativa strategica per la costruzione di un ecosistema dell’innovazione in Puglia”, spiega, sottolineando come questa sinergia permetta a pubblico e privato di “integrare tecnologie emergenti con solide competenze multidisciplinari, per affrontare insieme le sfide della trasformazione digitale e, più in generale, dello sviluppo sostenibile”. Sotto l’osservazione dell’ateneo, aggiunge, è soprattutto il metodo di lavoro adottato: “L’approccio aperto, sostenibile e orientato all’innovazione”, che definisce “un valore aggiunto per imprese, pubbliche amministrazioni e cittadini e una premessa fondamentale per lo sviluppo di nuovi servizi digitali”.

Per Ntt Data, l’iniziativa non nasce come esercizio isolato, ma come tappa di un percorso di investimento già avviato nel territorio. “Crediamo profondamente nel potenziale della Puglia e del Mezzogiorno come motori di innovazione e sviluppo per il Paese – chiosa Ludovico Diaz, Ceo di Ntt Data Italia – per il quale l’innovazione “genera valore quando mette in connessione competenze, persone e tecnologie, creando occasioni di confronto e collaborazione con un impatto concreto sul territorio e sul sistema Paese”. I Living Labs, sottolinea, ne sono un esempio tangibile, “frutto della collaborazione tra settore pubblico e privato”, pensati per favorire la contaminazione tra mondo della ricerca, imprese, istituzioni e startup e accelerare il passaggio da idee e sperimentazioni a soluzioni concrete per il territorio.

I vantaggi, oltre le tecnologie

L’iniziativa consolida inoltre il ruolo di Bari all’interno del network internazionale di Ntt Data e conferma l’impegno dell’azienda su investimenti, competenze e innovazione nel Mezzogiorno, in una città che negli ultimi anni si è progressivamente affermata come polo dell’information technology, con un volume che nella sola area metropolitana barese si avvicina agli 8mila addetti. È un dato che colloca il capoluogo pugliese tra le prime realtà italiane per concentrazione di occupazione It, un risultato che, secondo le istituzioni locali, non sarebbe stato possibile senza l’arrivo di investitori di scala internazionale capaci di attivare, a catena, l’insediamento di altre imprese del settore.

Pierfrancesco Fusaro_Antonio De Vito_Ludovico Diaz_Umberto Fratino_Management
Da sinistra Pierfrancesco Fusaro, managing director, head of Insurance Sector in Ntt Data Italia & Ntt Data Bari Business Development; Antonio De Vito, direttore generale di Puglia Sviluppo; Ludovico Diaz, Ceo di Ntt Data Italia; Umberto Fratino, rettore del Politecnico di Bari

A misurare l’impatto della presenza di Ntt Data sul territorio è lo stesso presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, secondo cui la scelta di una multinazionale di investire in Puglia “ha permesso alla Regione di acquisire valore dal punto di vista economico, sociale ma anche attrattivo”, favorendo l’arrivo di altre imprese e la nascita di un vero e proprio ecosistema tecnologico locale. Il presidente lega l’investimento a un fenomeno che considera particolarmente significativo: “per la prima volta abbiamo assistito, soprattutto al Sud, a un ritorno dei cervelli”, persone che grazie a investimenti come quello di NTT DATA “sono tornate a vivere qui nella loro terra senza dover rinunciare alla loro professionalità e alla loro passione”. Un fenomeno, conclude, da sostenere e allargare ad altri settori, perché i giovani tornano — e restano — solo dove trovano reali possibilità di lavoro e di crescita.

Letti insieme, i tre interventi restituiscono la logica dell’operazione: un investimento tecnologico che azienda, ateneo e istituzioni regionali raccontano non come iniziativa a sé, ma come infrastruttura per trattenere competenze e attrarne di nuove, in un’area del Paese storicamente segnata dalla fuga di talenti verso il Nord e verso l’estero. I Living Labs diventano così il primo banco di prova di Nxt Digital Platform: la loro capacità di trasformare la sperimentazione in servizi effettivamente utilizzati da imprese e pubblica amministrazione dirà, nei prossimi mesi, se il modello di co-innovazione avviato a Bari può diventare un riferimento replicabile per altri territori del Mezzogiorno.

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