Il mercato dell’elettronica di consumo e delle tecnologie domestiche vale almeno un punto di Pil, senza contare l’indotto, e si trova oggi al centro di trasformazioni economiche, tecnologiche e geopolitiche che ne stanno ridisegnando gli equilibri.
La corsa globale all’intelligenza artificiale, l’espansione del commercio digitale e la crescente pressione competitiva dei marketplace globali stanno modificando le dinamiche di un comparto che resta strategico per l’economia nazionale, ma sempre più esposto a fenomeni di concorrenza asimmetrica e a nuove forme di rischio che mettono alla prova i consumatori. È lo sfondo che fa da filo rosso a Rapporto Optime 2026, la nota di aggiornamento annuale prodotta dall’Osservatorio Permanente per la Tutela in Italia del Mercato dell’Elettronica. Costituita nel 2017, Optime è una federazione senza scopo di lucro, interamente finanziata con risorse proprie delle associazioni e delle imprese aderenti, che ha come missione la tutela della leale concorrenza nel settore dell’elettronica di consumo e il rispetto delle norme poste a presidio dei consumatori e dell’economia nazionale. Da quasi dieci anni l’osservatorio monitora i fenomeni, già manifestatisi o anche solo potenziali, capaci di minare la solidità e la competitività del comparto, ponendosi come strumento di riferimento per operatori privati, forze dell’ordine e istituzioni, attorno al principio “stesso mercato, stesse regole” sostenuto fin dal primo rapporto del 2018. Entriamo nei dettagli.

Mercato dell’elettronica, i numeri

La fotografia di mercato che apre il documento si fonda sull’analisi di scenario elaborata da Niq (NielsenIQ/GfK), integrata con dati provenienti da fonti istituzionali, ricerche di settore e segnalazioni raccolte nel corso dell’anno. Da qui prende le mosse una rassegna che attraversa la situazione di mercato, lo scenario globale, i diritti dei consumatori, l’ecosostenibilità e l’attività delle autorità. Nel 2025 il mercato italiano della tecnologia di consumo ha generato un fatturato di 19,2 miliardi di euro, in lieve contrazione (-0,9%) rispetto al 2024. Il dato riflette dinamiche eterogenee tra i canali: i technical superstore restano il principale con il 45,2% del fatturato, ma in flessione, mentre i mass merchandiser crescono del 5,2%, confermandosi il canale più dinamico. Le vendite Internet, pari al 26,0% del mercato, salgono del 5,0% a fronte di una contrazione delle vendite tradizionali. Nel confronto europeo l’Italia si colloca al quarto posto per spesa media pro capite, con 326 euro: a guidare la classifica per valore resta la Germania, con 46,8 miliardi, davanti a Regno Unito e Francia, mentre la penetrazione dell’online in Italia (26,0%) resta tra le più contenute dei cinque grandi mercati continentali.
Sul fronte globale, il rapporto segnala come l’instabilità geopolitica e la volatilità dei prezzi energetici continuino a pesare sull’intera filiera elettronica. A questa pressione si somma l’effetto della corsa all’intelligenza artificiale sul mercato delle memorie: secondo le stime di TrendForce citate nel documento, nel primo trimestre 2026 i prezzi contrattuali delle Dram convenzionali sono aumentati del 90-95% rispetto al trimestre precedente, con incrementi a doppia cifra anche per Nand e Ssd enterprise.
I data center assorbono oggi una quota stimata del 70% di tutti i chip di memoria prodotti nel mondo, sottraendo capacità ai segmenti consumer e spingendo al rialzo i prezzi al dettaglio di componenti come Ram e Ssd. Per il consumatore, avverte l’osservatorio, il rischio è duplice: rincari diretti e una possibile riduzione delle configurazioni base dei dispositivi.

Andamento Vendite Technical Consumer Goods
Andamento delle vendite di technical consumer goods (fonte: Rapporto Optime, 2026)

Effetti Ecobonus

Tra le evidenze più positive, il rapporto valorizza l’esperienza dell’Ecobonus Rottamazione Elettrodomestici, introdotto con la Legge 207/2024 e indicato come una delle misure più efficaci degli ultimi anni. L’incentivo, pari al 30% del prezzo d’acquisto fino a un massimo di 100 euro (200 per le famiglie con Isee inferiore a 25.000 euro) e vincolato alla rottamazione di un apparecchio della stessa categoria, ha generato oltre 250mila incentivi utilizzati per un controvalore superiore a 35 milioni di euro, a fronte di 1,1 milioni di richieste complessive. Secondo le elaborazioni contenute nel documento, la misura ha consentito un risparmio energetico stimato in oltre 57 GWh annui e la raccolta di oltre 11.400 tonnellate di Raee, con il 60% dei voucher destinato a nuclei con Isee inferiore a 25mila euro. Sul piano industriale, oltre il 52% dei modelli registrati nel database ufficiale della misura risultava prodotto in Italia e oltre il 50% degli acquisti incentivati ha riguardato apparecchi fabbricati nel nostro Paese. Optime auspica la conferma e il rafforzamento della misura.

Concorrenza asimmetrica tra rivenditori e piattaforme

Centrale resta il tema della concorrenza asimmetrica tra rivenditori e piattaforme di intermediazione. Sul punto il rapporto richiama sia il dibattito sulla responsabilità estesa del produttore e sulla figura del Rappresentante Autorizzato per gli operatori extra-UE, sia la riforma doganale sui piccoli pacchi: nel 2024 sono entrati nell’Unione circa 4,6 miliardi di pacchi sotto la soglia dei 150 euro, in quasi tutti i casi di origine cinese. Con il Regolamento (UE) n. 382 dell’11 febbraio 2026, dal primo luglio 2026 viene abolita la franchigia doganale per le spedizioni di valore inferiore a 150 euro, con un dazio forfettario transitorio di 3 euro per articolo. Una misura che, secondo l’osservatorio, può ridurre alcune asimmetrie competitive, ma la cui efficacia dipenderà dalla reale capacità di controllo uniforme tra gli Stati membri.

Ampio spazio è dedicato ai nuovi rischi legati alla diffusione dell’AI e delle tecnologie digitali. Il rapporto analizza i deepfake pubblicitari che utilizzano senza autorizzazione l’immagine di personaggi noti per simulare endorsement inesistenti: a livello globale gli incidenti legati ai deepfake sono cresciuti del 257% nel 2024 e le relative frodi avrebbero sottratto circa 930 milioni di euro nel 2025, mentre in Italia le truffe finanziarie online hanno superato i 110 milioni di euro. A questi si aggiungono il telemarketing generato con voci sintetiche, sempre più difficile da distinguere da un operatore umano, e lo smishing legato alle false comunicazioni di consegna.

Davide Rossi, presidente di Optime
Davide Rossi, presidente di Optime

Sul piano della sicurezza, l’osservatorio segnala il rischio di dispositivi a basso costo “hackerabili” già a livello firmware, come nel caso della botnet Badbox 2.0 che ha compromesso oltre 10 milioni di dispositivi, e il recente intervento della Commissione Europea su Temu per la presenza di prodotti non sicuri nel mercato unico.
“L’intelligenza artificiale rappresenta una straordinaria opportunità di crescita e innovazione, ma richiede attenzione, responsabilità e regole chiare – sottolinea il presidente di Optime Davide Rossi, ribadendo l’obiettivo di “favorire uno sviluppo dell’innovazione che sia compatibile con il rispetto delle regole, della concorrenza leale, dell’ambiente e dei diritti dei consumatori”.

Tutele e sostenibilità

Sul piano della tutela, il documento si sofferma poi anche sull’avvio della nuova etichettatura europea sulla garanzia, con il marchio Garan previsto dal Regolamento di esecuzione (UE) 2025/1960 e destinato a essere utilizzato in tutti gli Stati membri a partire dal 27 settembre 2026, pensato per rendere più trasparente la distinzione tra garanzia legale e garanzie commerciali di durabilità.

Infine per l’ecosostenibilità, il rapporto registra la crescita della raccolta dei Raee domestici, che nel 2025 ha raggiunto quota 366.891 tonnellate (+2,4% sul 2024), pari a 6,22 kg per abitante, pur restando lontana dagli obiettivi europei. Il documento dà inoltre conto del recepimento italiano della direttiva contro il greenwashing (D.Lgs. n. 30/2026), che limita l’uso di affermazioni ambientali generiche o non verificabili, e delle persistenti ambiguità nel mercato dei dispositivi ricondizionati e rigenerati, ancora privo di standard tecnici realmente condivisi.

Sotto la lente del report anche il tema della trasparenza pubblicitaria degli influencer attraverso l’analisi di alcuni interventi citati, nell’ambito del nuovo quadro Agcom con la categoria degli “influencer rilevanti” individuata oltre la soglia dei 500.000 follower, e il filtro anti-spoofing che, esteso alle numerazioni mobili, ha bloccato circa 49,3 milioni di chiamate illecite in meno di due settimane. Sul fronte Agcm, il rapporto richiama i procedimenti su piattaforme di recensioni, green claim e teleselling nel settore energetico, accomunati dal tema dell’asimmetria informativa a danno del consumatore. Per Optime la trasparenza non è un elemento accessorio, ma uno dei fondamenti della fiducia e della credibilità del mercato. Tra gli impegni per l’anno in corso, l’osservatorio annuncia un progetto pilota per l’utilizzo dell’AI nel contrasto alle pratiche commerciali illecite online, accordi di collaborazione con le piattaforme social per la rimozione dei contenuti abusivi e il sostegno a una task force pubblico-privata dedicata alla gestione dei Raee e al contrasto dell’evasione degli eco-contributi.

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