Cambia la composizione degli investitori in WeAreProject, tra i poli tecnologici italiani di riferimento nel mercato dell’infrastruttura IT, con oltre 700 dipendenti e un fatturato che supera i 500 milioni di euro. L’accordo perfezionato in data 11 marzo 2026 determina l’ingresso di Emk Capital con una partecipazione di controllo del gruppo che ha sede a Stezzano, in provincia di Bergamo, e apre un nuovo capitolo nella storia di una realtà che negli ultimi anni ha costruito un ecosistema di competenze articolato nello scenario Ict nazionale.
Emk Capital, fondo di private equity, opera da sedici sedi tra Amsterdam, Londra, Milano, New York e Singapore – rileva la quota di maggioranza da Hig Capital, il precedente investitore di riferimento. Una successione che non si configura come una rottura, ma piuttosto come un’evoluzione. Hig ha infatti scelto di reinvestire nel gruppo mantenendo una partecipazione di minoranza, segnale che il percorso di crescita intrapreso negli ultimi anni viene riconosciuto e ritenuto meritevole di ulteriore sostegno anche dal socio uscente. L’operazione non si limita a un semplice passaggio tra fondi. Contestualmente alla transazione, infatti, la totalità del capitale di tutte le società del gruppo è riportata direttamente sotto il controllo della capogruppo, completando un processo di piena integrazione della piattaforma industriale. Si tratta di un passaggio strategico importante: la nuova struttura consente una governance snella e centralizzata, favorisce la rapidità decisionale e posiziona il gruppo per cogliere con le opportunità di un mercato IT italiano in piena trasformazione.
Il modello WeAreProject si è sviluppato negli anni attraverso un percorso di acquisizioni successive che ha portato sotto un unico ombrello realtà specializzate in cybersecurity, managed services (inclusi Soc e Noc), cloud ibrido, networking e, più di recente, intelligenza artificiale. L’integrazione societaria completa rappresenta per questo il passaggio naturale per trasformare un bouquet di aziende in un organismo realmente unitario, capace di operare come partner tecnologico unico per le PMI e la pubblica amministrazione italiana.
Il ruolo di Emk e la visione di lungo periodo
L’investimento di Emk Capital riflette poi una convinzione precisa: il mercato IT italiano, in particolare nel segmento delle infrastrutture e dei servizi gestiti, presenta ancora ampi margini di consolidamento e crescita. Il track record del fondo parla chiaro: negli ultimi vent’anni, attraverso 25 exit, il team di Emk ha mediamente quintuplicato l’Ebitda delle società in portafoglio durante il periodo di proprietà. Un dato che lascia intuire l’ambizione del piano industriale che verrà declinato per WeAreProject nei prossimi anni.

La strategia dovrebbe articolarsi lungo direttrici già tracciate: rafforzamento e scalabilità della piattaforma industriale, consolidamento delle competenze distintive ed espansione delle aree di specializzazione. In un contesto in cui la domanda di digitalizzazione delle imprese italiane resta sostenuta – trainata da cloud, cybersecurity e AI – WeAreProject è in grado di intercettare questa dinamica, potendo contare su una copertura nazionale e su un portafoglio di certificazioni multi-vendor che i concorrenti locali faticano a eguagliare. Alberto Ghisleni, fondatore di Project Informatica e Ceo di WeAreProject, sottolinea come il piano di crescita degli ultimi anni – fondato su acquisizioni strategiche e rafforzamento delle competenze – “abbia permesso di costruire un ecosistema industriale unico nel suo genere”. Guardando avanti, Ghisleni definisce poi la partnership con Emk come l’inizio di “una nuova fase di accelerazione, capace di sostenere ulteriori investimenti in innovazione, qualità ed eccellenza operativa”. La decisione di Hig di restare come azionista di minoranza viene confermata dal Ceo come una “testimonianza di fiducia nella solidità della piattaforma costruita e nella visione strategica del gruppo”. Il nuovo assetto societario, con una governance pienamente integrata, dovrebbe rafforzare la capacità di esecuzione e la coesione necessaria per portare avanti il piano di espansione.
Il contesto di mercato
L’operazione si inserisce in una dinamica più ampia che vede il private equity internazionale guardare con crescente interesse al mercato IT italiano. Le ragioni sono strutturali: un tessuto imprenditoriale ancora frammentato, che offre opportunità di aggregazione significative, e una domanda di trasformazione digitale che non accenna a rallentare. I system integrator italiani, in particolare quelli con competenze verticali su cybersecurity, cloud e AI, rappresentano target naturali per fondi orientati alla crescita, che possono portare capitali, competenze manageriali e capacità di esecuzione su scala europea. WeAreProject, con i suoi oltre 36 anni di storia nel settore Ict, il fatturato di 500 milioni di euro e un perimetro che copre l’intera filiera dell’infrastruttura IT – dalla rivendita a valore aggiunto ai servizi gestiti – incarna bene questo profilo. L’arrivo di Emk Capital, con la sua esperienza nelle trasformazioni industriali del mid-market europeo, potrebbe imprimere un’ulteriore accelerazione a un percorso di crescita già di per sé rilevante. Resta da vedere come si concretizzeranno le prossime mosse – se attraverso nuove acquisizioni, l’espansione geografica o lo sviluppo di nuove linee di servizio – ma la direzione appare tracciata: fare di WeAreProject una piattaforma di riferimento nel panorama IT italiano, capace di competere su scala estesa con un modello integrato di competenze, innovazione e prossimità al cliente.
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