Il Dossier di Sostenibilità 2025 di Surgital rappresenta un passaggio di evoluzione nel percorso di rendicontazione Esg dell’azienda romagnola, attiva da oltre quarant’anni nella produzione di pasta fresca surgelata e soluzioni per la ristorazione professionale. Il documento si inserisce in un contesto di progressiva strutturazione dei sistemi di reporting e si propone come uno strumento di lettura integrata delle attività aziendali, dei processi e delle direttrici di sviluppo future.
La struttura del dossier riflette questa impostazione: non si limita a raccogliere dati, ma organizza le informazioni lungo un percorso che collega strategia, operatività e impatti. Alla base vi è un lavoro trasversale tra le diverse funzioni aziendali, volto a sistematizzare iniziative già presenti e a inserirle in un quadro coerente di rendicontazione. Il riferimento alla doppia materialità indica la volontà di leggere la sostenibilità sia in termini di impatto dell’azienda sull’ambiente e sulla società, sia rispetto ai rischi e alle opportunità che questi fattori generano per il business.

In questo senso, il dossier si configura come una formalizzazione di un approccio che punta a integrare la sostenibilità nei processi decisionali. La trasparenza e la misurabilità vengono presentate come elementi fondanti del percorso, non solo per rispondere a obblighi normativi emergenti, ma anche per costruire un sistema di monitoraggio interno capace di orientare le scelte future. Il documento esplicita infatti l’obiettivo di consolidare nel tempo i sistemi di raccolta dati e di integrare progressivamente le logiche Esg nella governance aziendale.
È in questo contesto che si inserisce la riflessione del management. Come sottolinea Massimiliano Bacchini, direttore commerciale e membro del Cda di Surgital, “questo dossier rappresenta un ulteriore passo nel nostro percorso di crescita ed evoluzione, fondato su valori come etica, responsabilità e trasparenza ]…[”. La dichiarazione chiarisce la natura del documento: non un punto di arrivo, ma una tappa intermedia di un percorso più ampio.
Un primo ambito di analisi riguarda l’efficientamento industriale, che nel dossier assume una valenza strategica. L’azienda ha avviato un piano di investimenti triennale da 20 milioni di euro in automazione e innovazione tecnologica, con l’obiettivo di aumentare la capacità produttiva e migliorare la qualità dei processi. Questo intervento si colloca all’interno di una logica che combina produttività e sostenibilità, sfruttando le opportunità offerte dai programmi Industria 4.0 e 5.0, orientati rispettivamente alla digitalizzazione e all’efficienza energetica.

I risultati operativi vengono letti nel dossier come conseguenza di un processo di standardizzazione e riduzione degli errori, ma anche come indicatori della capacità dell’azienda di sostenere una crescita industriale mantenendo sotto controllo i consumi e gli sprechi. L’integrazione di tecnologie digitali e sistemi di monitoraggio consente infatti di intervenire in modo puntuale sui processi produttivi, migliorando l’efficienza complessiva e riducendo le variabilità.
Il tema energetico rappresenta un secondo asse centrale. Il dossier evidenzia come l’autoproduzione elettrica copra oltre il 90% del fabbisogno aziendale, grazie a un impianto fotovoltaico di grandi dimensioni. A questo si affianca l’utilizzo di sistemi avanzati per l’ottimizzazione dei consumi energetici e termici, con l’obiettivo di ridurre gli sprechi e garantire maggiore stabilità operativa. L’energia viene quindi trattata non solo come costo da contenere, ma come variabile strategica da gestire in modo integrato.
L’approccio adottato si estende alla gestione complessiva delle risorse lungo la catena produttiva. In questo senso, il dossier introduce una visione integrata dell’efficienza, in cui energia, materie prime e processi vengono considerati elementi interdipendenti. La sostenibilità emerge come risultato di una serie di scelte operative che coinvolgono l’intero ciclo produttivo. Un ulteriore ambito riguarda la gestione della filiera, trattata come elemento strutturale del modello di sostenibilità. Il documento sottolinea la centralità della selezione dei fornitori e del controllo qualitativo, attraverso verifiche puntuali e un presidio costante dei processi.
La filiera viene quindi interpretata non solo come catena di approvvigionamento, ma come sistema di relazioni che contribuisce alla qualità del prodotto e alla riduzione dei rischi operativi. In parallelo, il dossier dedica spazio alla dimensione sociale, con particolare attenzione alle persone. L’azienda ha investito in programmi di formazione tecnica legati all’introduzione di nuovi impianti e in percorsi di sviluppo interno, con l’obiettivo di valorizzare le competenze e accompagnare l’evoluzione tecnologica. Il welfare aziendale emerge come uno degli strumenti utilizzati per sostenere il benessere dei dipendenti e rafforzare il senso di appartenenza.
Il rapporto con il territorio rappresenta un ulteriore elemento della struttura del dossier. L’azienda ha attivato progetti in collaborazione con enti locali e realtà associative, affiancando iniziative educative e attività di sostegno sociale. Tra queste, viene evidenziata la collaborazione con il Banco Alimentare, che si traduce nella donazione di prodotti e nella partecipazione a iniziative di solidarietà. Questa dimensione territoriale viene interpretata come parte integrante del modello di sostenibilità, in cui l’impresa non è solo produttore ma attore sociale inserito in un ecosistema più ampio. Il dossier evidenzia come la relazione con il territorio contribuisca a rafforzare la legittimità dell’azienda e a creare valore condiviso nel lungo periodo.
Per approfondire l’approccio alla sostenibilità di Surgital:
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