“Da 70 anni accanto ai più fragili” oggi la Fondazione Don Gnocchi conta oltre 5.700 operatori, svolgendo le proprie attività in regime di accreditamento con il Servizio Sanitario Nazionale in 28 Centri e una trentina di ambulatori territoriali (organizzati in presidi, diffusi in 9 Regioni italiane) con 3.700 posti letto di degenza piena e day hospital.

Con Furio Gramatica, Direttore Sviluppo e Innovazione Fondazione Don Gnocchi, uno sguardo a cosa realmente significhi fare innovazione nella fondazione, che nello statuto ha come missione quella di “promuovere e realizzare una nuova cultura di attenzione ai bisogni dell’uomo” per farsi carico del sofferente nella sua dimensione globale di persona al centro delle nostre attività di assistenza, cura, cure palliative, riabilitazione, ricerca, formazione, servizi per l’infanzia, servizi per gli anziani e malati terminali, anche con soluzioni innovative e sperimentali. “L’innovazione è per noi un trait d’union: integriamo soluzioni esistenti proveniente dall’industria insieme ai risultati della nostra ricerca per accelerare le soluzioni di alta ricerca per la clinica” racconta Gramatica nell’intervista al Cio Café, racconta in occasione del Digital Health Summit.

Nella nuova sanità basata sul valore il digitale ha un ruolo chiave nella trasformazione del mondo sanitario, esso tuttavia va inserito in un modello di ampio respiro, che includa il ripensamento organizzativo e di processo sul territorio dell’assistenza e una corretta allocazione delle risorse.Noi abbiamo iniziato, ispirati anche da tavoli europei, ad occuparci di tale tematica a partire da alcune tecnologie particolari – precisa Gramatica –  La fondazione si occupa di post acuto e di cronicità, di anziani e disabilità dove i cosi sono elevati e la qualità della vita è bassa. Abbiamo quindi introdotto tecnologie elevate come la robotica riabilitativa, cercando di valutare tali tecnologie sia sulla base dell’outcome clinico sia rispetto alla sostenibilità. Infine abbiamo esteso la valutazione value based come strumento decisionale anche alla teleriabilitazione domiciliare e alla realtà virtuale per i bambini in neuropsichiatria infantile”.

Gli studi legati all’AI e alla predittività dei dati sono elementi di ricerca molto sensibili. “Noi ci aspettiamo che la tecnologia non ci aiuti solo in riferimento al trattamento e alla misurazione di costi e parametri organizzativi, ma che un domani aiuti i clinici, attraverso l’implementazione di un decision support system, utile nella misurazione dell’outcome. L’AI sulla grande quantità dei dati sarà fondamentale”.

Ma già oggi l’impatto del digitale sull’innovazione sanitaria è fondamentale. “Le nostre macchine robotiche, oggi 40 in 10 centri, sono legate tra loro in un sistema che permette di raccogliere in modo sicuro i dati in un’unica repository per poi analizzarli”. Ma in futuro, l’obiettivo sarà risurre l’errore umano. “Vogliamo iniettare più scienza e predittività all’interno della riabilitazione del post-acuto”. Nella videointervista maggiori dettagli.

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