Il mercato dei droni in Europa tra il 2018 e il 2024 è destinato a crescere in valore, da 4 ai 9,7 miliardi di dollari. E’ il mercato più promettente, dopo quello asiatico, che nel 2024 raggiungerà i 18,4 miliardi, e quello americano (11,9 miliardi). Lo dicono i dati del report Drone Industry Insights, riconosciuto portale verticale sull’argomento, report tuttavia persino più conservativo rispetto a quello Idc che in un recente studio sottolinea come la spesa per i droni valga, per il momento, circa 6,5 miliardi di dollari ma con una previsione di crescita decisamente alta (+33% anno su anno).

A contribuire a questa crescita sono i molti ambiti di utilizzo e i Poc (Proof of Concept) sempre più numerosi: intrattenimento, sorveglianza, applicazioni in ambito militare, smart city, sostenibilità (soprattutto in ambito agricolo di sorveglianza delle coltivazioni) e progetti per l’ambiente, gli ambiti di azione. Proprio come è in questo caso.

La storia vede protagoniste tre aziende ed ha un respiro europeo, a partire dalla vicina Spagna. Esse sono: Indra, che testa il primo drone ambientale per la protezione di fiumi e zone costiere, ma anche il partner tecnologico Sixtema che produce e sviluppa soluzioni digitali per offrire ai clienti operatività, con servizi completi nel campo dell’informazione geografica e sviluppo di soluzioni per la gestione e la pubblicazione delle informazioni geospaziali.
E infine Adantia. E’ un’azienda galiziana che offre consulenza legale e supporto amministrativo proprio nell’ambito specifico dell’analisi della qualità dell’acqua. Adantia, oltre ad occuparsi dei temi legati alla gestione integrale del ciclo dell’acqua, lavora alla stesura di testi ambientali ed elabora cartografie tematiche come anche sistemi di informazione geografica a partire dai rilievi effettuati con i software creati internamente per il rilievo ambientale e l’elaborazione amministrativa.

Entriamo nei dettagli. Indra è una multinazionale spagnola ed una delle principali società globali di consulenza e tecnologia del continente per un fatturato di 3,1 miliardi di euro, 43mila dipendenti, una presenza diretta in 46 Paesi e operazioni commerciali con oltre 140 nazioni. E’ partner tecnologico per le operazioni dei propri clienti e fornitore di soluzioni in specifici segmenti dei mercati del trasporto e della difesa. Il modello di business si basa su un’offerta di prodotti proprietari, con un approccio end-to-end. Per esempio, il governo spagnolo l’ha scelta per coordinare la partecipazione a Fcas, che è il programma europeo per lo sviluppo di un sistema di difesa e di armi aeree di nuova generazione. 

I droni per monitorare fiumi e coste

E’ evidentemente di altra natura la partecipazione di Indra al progetto che raccontiamo, per cui l’azienda – attraverso la sua filiale Minsait in Spagna – ha testato sul campo il primo drone in grado di automatizzare la raccolta dei campioni (‘anche’ di acqua) dai fiumi e dalle zone costiere per offrire informazioni in tempo reale sulla qualità dell’acqua.

Droni - Il modello Uav pensato da Indra
Il modello Uav pensato da Indra

Un sistema che sarà reso disponibile a livello commerciale entro la fine dell’anno. In questo progetto l’azienda ha risolto il problema dello sviluppo di mezzi automatici per l’acquisizione dei campioni e l’utilizzo dei dati per il controllo dei parametri volti a preservare gli ecosistemi fluviali e costieri.

Con il nuovo modello Uav, acronimo che indica sistemi aeromobili senza presenza umana a bordo e a pilotaggio remoto (Uav – Unmanned aerial vehicle), sarà possibile raccogliere un numero molto maggiore di campioni per l’agilità consentita dal mezzo in grado di preservare la sicurezza fisica delle risorse umane deputate alla raccolta, anche in relazione alla possibilità di agire così in zone impervie e difficili da raggiungere.    

Casertano, Indra
Francesco Casertano, cybersecurity market europe Lead di Indra

Riflessi molto interessanti quelli della proposta per il nostro mercato, come spiega Francesco Casertano, cybersecurity market europe Lead di Indra: “Con uno sviluppo costiero di circa 7.900 km, più di 1.000 laghi e circa 1.200 fiumi di cui 58 che si sviluppano per oltre 100 chilometri il nostro Paese potrebbe richiedere sistemi di monitoraggio di questo tipo per preservare gli ecosistemi fluviali e costieri e monitorare i bacini idrici”.

La soluzione tecnologica prevede un sistema (ovviamente senza pilota), multi-rotore, in grado di ripartire dopo il prelevamento dei campioni portando in volo al massimo 25 Kg di peso. L’Uav è dotato di un sistema di controllo ottimizzato, e concentra in sé una serie di tecnologie specifiche per il rilevamento in automatico della profondità, lo stato del fondo dei bacini, la misurazione dell’altezza della possibile penetrazione della luce solare.

Significa poter registrare una serie di dati in modo automatico, anche a diversi livelli di profondità in una modalità che fatta dall’uomo richiederebbe tempi e sforzi ben maggiori e di conseguenza significa anche alimentare i data lake con un numero di informazioni (pulite) più alto. Non solo, con questo sistema è possibile raccogliere dati e campioni senza la necessità di imbarcazioni, eventualmente potendoli smaltire pochi attimi dopo rispetto alla raccolta. 

Dai fiumi agli oceani, 

Le prossime sfide riguardano l’estensione dei programmi di rilevamento attraverso sistemi a guida remota per automatizzare il campionamento oceanografico. E’ il progetto Mar 2, che si inserisce all’interno del programma Soluciones della Civil UAVs Initiative. Prevede lo sviluppo di prodotti effettivamente in grado di incontrare il mercato, tanto da meritare la comunicazione a livello europeo nel Regional Innovation Monitor Plus (RIM Plus) che offre una piattaforma unica per la condivisione di conoscenze e know-how sulle principali tendenze in termini di innovazione e politica industriale nelle regioni dell’UE.

In questa direzione vanno gli sforzi dei progetti in corso per migliorare la raccolta di dati e campioni che comprendono anche la disponibilità di un’imbarcazione (con equipaggio opzionale) dotata di un sistema robotizzato per l’acquisizione dei dati e campioni d’acqua, oltre che il loro successivo trattamento. 

La Civil UAVs Initiative (per la regione della Galizia) è un progetto che sfrutta i finanziamenti della Commissione Europea, prevede la disponibilità di fondi regionali per 165 milioni di euro distribuiti in quattro grandi programmi.

Il primo si concentra sulla creazione e il miglioramento dell’infrastruttura aeronautica e dell’aeroporto di Rozas per facilitare lo sviluppo del settore nella regione spagnola; il secondo è un programma di ricerca con un investimento di 115 milioni per lavorare allo sviluppo di nuovi prodotti, tecnologie e soluzioni; il terzo pilastro è articolato attraverso undici gare pre-commerciali per soluzioni basate sull’uso di Uav volte a migliorare la gestione del territorio e dell’ambiente rurale, il controllo marittimo e il traffico aereo; e il quarto è proprio il programma di incubazione e accelerazione aziendale.  

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