Il progresso e la resilienza del sistema sanitario passano dall’automatizzazione dei processi, non solo clinici ma anche amministrativi. Digitalizzazione e dematerializzazione assumono dunque nell’healthcare un valore chiave, ancora più strategico nel critico panorama attuale.

Si gioca su questo campo il ruolo di InfoCert che partecipa al Digital Health Summit 2020 portando la testimonianza concreta dell’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige. Un caso che conferma l’enorme valore del Trust nei processi di sanità digitale e l’efficacia delle soluzioni InfoCert come sostegno al settore, in termini di miglioramento dell’efficienza operativa, abilitazione delle interazioni digitali con pazienti e all’interno delle direzioni amministrative, a garanzia di sicurezza e governance nei processi di business.

Daniela Gregori, account manager di InfoCert, illustra l’esperienza dell’azienda sanitaria, validata dai risultati dello studio TEI di Forrester. Il modello sviluppato dall’azienda di ricerca analizza infatti i benefici economici delle soluzioni tecnologiche e il valore dei processi di digitalizzazione, che portano gli standard tecnologici dentro un quadro regolatorio.

La sanità altoatesina digitalizza i processi

L’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige è una grossa realtà del settore, che conta quattro comprensori sanitari, a Bolzano, Merano, Bressanone e Brunico. Sono oltre 9.000 i dipendenti, di cui circa 900 medici, 3.400 infermieri e più di 460 dipendenti con ruolo tecnico sanitario che svolgono attività di servizi sanitari diversificati sul territorio.

Il processo di digitalizzazione dell’azienda altoatesina avviene sia sul piano clinico che amministrativo. TEI seleziona e analizza in particolare tre processi clinici e tre processi amministrativi nei quali vengono utilizzate le soluzioni ProxySign e LegalCare, “ovvero i servizi di firma digitale e conservazione a norma, i due pilastri che danno valore legale ai documenti nati in formato elettronico, come cuore della digitalizzazione per Infocert”, dichiara la Gregori.

Forrester - Il valore della proposition per la sanità
InfoCert – Il valore della proposition per la sanità

I dati sono allineati a fine 2019 sull’analisi che TEI ha condotto dal 2016 al 2019, periodo durante il quale le soluzioni erano a regime. Lo studio viene effettuato direttamente dagli analisti in modo indipendente insieme al personale dell’azienda sanitaria. “In questo caso InfoCert è stata in un certo senso spettatore – sottolinea Gregori -; a noi solo il compito di facilitare l’interazione tra i consulenti e l’azienda”.

L’analisi coinvolge diversi reparti – radiologia, anatomia patologica, laboratorio analisi, acquisti, delibere, determine – e viene effettuata in diverse fasi: quella di stampa, di l’invio documentale per la firma tra gli attori coinvolti nel processo, i potenziali rework documentali e l’archiviazione documentale.

ProxySign e LegalCare, impatto sui processi

Nel periodo analizzato, la Digitalizzazione dell’Area Clinico-Sanitaria conta complessivamente 1.194 Firme digitali rilasciate e oltre 1.870.000 documenti archiviati. La Digitalizzazione dell’Area Amministrativa coinvolge 214 Firme digitali rilasciate e 680.000 documenti archiviati.

Daniela Gregori, account manager di InfoCert
Daniela Gregori, account manager di InfoCert

Illustrando i risultati emersi dall’analisi e le valutazioni di TEI, Gregori commenta: “Facendo una comparazione tra quello che succedeva prima dell’introduzione delle tecnologie InfoCert a quello che avviene negli anni in cui l’inserimento di queste tecnologie è a regime si evidenzia da subito un efficientamento significativo dal punto di vista del tempo medio di gestione del processo, che passa da 78 minuti nella fase precedente a un tempo di 22 minuti in quella successiva. Questo dimostra un primo e chiaro beneficio all’interno dei processi dell’azienda con l’utilizzo di ProxySign e LegalCare”.

Il TEI analizza anche indicatori KPI molto più economici, che anche in questo caso mostrano risultati positivi: un ROI del 148% e un valore attualizzato netto di 396K, senza contare il fatto che l’azienda si è ripagata degli investimenti fatti in meno di sei mesi.

“Questi elementi – spiega la manager -, uniti al tempo medio risparmiato di 65 minuti, mostrano un quadro complessivo che anche in una situazione pre-covid porta un evidente impatto positivo sull’ottimizzazione dei processi e a beneficio del business dell’azienda e dell’intero settore sanitario”. Risultati che portano InfoCert a ipotizzare anche prossimi passi verso una digitalizzazione diffusa su molti altri fronti, che coinvolga anche utenti esterni all’azienda, per valutare la digitalizzazione di altri processi quali la Firma Consenso Informato e la Firma verbali di ispezione.

Ma i benefici non sono solo economici e tangibili. L’evoluzione digitale dei processi dell’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige sortisce anche effetti positivi non quantificabili. Benefici qualitativi che TEI riassume in quattro pilastri, così spiegati: peace of mind, che racconta la serenità dell’operatore che si trova a dover gestire documenti in formato digitale e sa che il processo di vita del documento stesso è molto più controllato e sicuro; la riduzione del rischio perché oggi, soprattutto alla luce del Gdpr e delle nuove norme in tema di compliance, il rischio di gestire in modo inappropriato un documento cartaceo è molto più elevato; la soddisfazione dei dipendenti che risparmiano tempo e possono dedicarsi a mansioni a più alto valore aggiunto, e infine la soddisfazione del cliente che può gestire un documento elettronico consapevole che questo abbia tutto il suo valore legale”, conclude Gregori.

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