Le sfide economiche, il bisogno di fronteggiare una concorrenza agguerrita e il rapido cambiamento nelle abitudini dei consumatori spingono i retailer ad incrementare gli investimenti in soluzioni tecnologiche (anche quelle basate sul cloud) all’interno dei punti vendita. Lo dice lo studio Retail Challenges Boost Edge Technology Investment, commissionato da Vmware a Coresight Research che rileva come la spesa tecnologica riguardi tutti i principali aspetti dell’attività dei retailer, tra cui l’efficienza operativa, la responsabilizzazione dei collaboratori, gli insight di business, la sicurezza e il coinvolgimento dei clienti.
La ricerca, condotta a novembre 2022, si basa su interviste a 200 responsabili IT con sede negli Usa, che operano in realtà con almeno 50 punti vendita al dettaglio, ed una spesa minima di 100mila dollari all’anno in soluzioni IT, con l’unica esclusione di quelle realtà retail che operano nei settori all’ingrosso, nei servizi alle imprese/forniture per ufficio o dei ricambi auto. 
Prima di arrivare ai numeri è in questo caso importante inquadrare come il contesto guidi le decisioni su dove indirizzare la spesa IT. In primis, le pressioni sulle supply chain rappresentano un ostacolo importante per far crescere i ricavi. Gli alti livelli di inventario dovuti all’inflazione e al conflitto globale sono sfide ancora presenti, anche se sembrano attenuarsi. Resta che la visibilità/gestione della supply chain è percepita come l’elemento di maggiore impatto, così come l’ottimizzazione dei prezzi emergono come sfide importanti per i ricavi dei rivenditori, in particolare in presenza di pressioni dovute all’inflazione e a consumatori alla continua ricerca di offerte.

Deborah Weinswig, Ceo e Co-founder di Coresight Research
Deborah Weinswig, Ceo e Co-founder di Coresight Research

Un secondo elemento chiave per comprendere le preoccupazioni per i retailer è l’analisi relativa agli elevati costi energetici che spingono i retailer a ripensare la gestione di energia e scorte.
In questo caso, è importante notare che ben un retailer su quattro identifica l’efficienza operativa, compreso il monitoraggio/gestione dell’energia e delle scorte, come priorità assoluta, proprio e anche in relazione alle incertezze relative alle supply chain, per nulla fluide, per cui i retailer cercano di affrontare i costi energetici non solo perché rappresentano un onere finanziario, ma anche per ottenere costi di sostenibilità a lungo termine nel tentativo di trovare fonti energetiche alternative. Si cerca quindi di avere una maggiore visibilità sulle proprie attività online e nei negozi, per ridurre i costi e risparmiare tempo.

Il terzo elemento che determina le direzioni strategiche decisionali è riconducibile al tema della sicurezza come potenziale punto dolente che incide sui ricavi netti. In questo caso si parla delle sfide come le frodi sui resi nell’e-commerce e le differenze inventariali dovute al taccheggio, e delle violazioni della sicurezza informatica che minacciano le supply chain e i dati dei rivenditori: rimangono sfide importanti per i rivenditori, con oltre il 50% dei retailer intervistati che utilizza già tag Rfid/smart tag per la tracciabilità (è la tecnologia più diffusa). “Per soddisfare un’esigenza senza precedenti di fornire ai clienti funzionalità di vendita on-line, all’inizio della pandemia, i retailer hanno raddoppiato le loro infrastrutture di e-commerce. – commenta Deborah Weinswig, Ceo e fondatrice di Coresight ResearchAdesso che ci muoviamo verso una modalità multicanale, una combinazione di sfide diverse, dall’inflazione all’aumento dei costi, fino alla carenza di manodopera qualificata, inducono i retailer a diversificare i loro investimenti tecnologici sia online che offline, per rimanere profittevoli”.

Ed Durbin senior director of retail industry solutions di Vmware_DEF
Ed Durbin, senior director of Retail Industry Solutions di Vmware

I numeri percentuali evidenziano che complessivamente oltre i due terzi dei rivenditori prevedono di aumentare la spesa per la tecnologia retail nei prossimi anni, addirittura uno su tre con un incremento del 10%. Non si punta su un’unica tecnologia ma su diverse:, dalle integrazioni con le app alle soluzioni buy-online-pick-up-in-store (Bopis), ai chioschi contactless, ai terminali di infotainment, alla realtà aumentata/virtuale, ai robot e altro ancora. Oltre l’85% ha dichiarato di avere implementata o di volere implementare almeno una nuova tecnologia nel prossimo futuro, sulla base di quasi 20 tecnologie diverse “perché forniscono maggiore trasparenza, visibilità e sicurezza per aiutare i retailer a operare in modo più agile e sostenibile, a mantenere un vantaggio competitivo e a incrementare le vendite in ambienti difficili e mutevoli”, spiega Ed Durbin, senior director of retail industry solutions di Vmware. Le priorità di investimento si muovono dalle tecnologie di nuova generazione a soluzioni che si concentrano sulla protezione dei dati e degli asset, sul coinvolgimento dei clienti online e in negozio nonché sulla sostenibilità a lungo termine.

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