Le aziende italiane sono consapevoli dell’importanza di lavorare su processi e dati per rendere il proprio business resiliente e pronto a sostenere le sfide legate ad un contesto economico fluido e dai risvolti non facilmente prevedibili. Per questo la trasformazione digitale, basata anche sugli abilitatori digitali più efficaci come l’automazione e l’utilizzo dell‘intelligenza artificiale (AI), ed in particolare dell’intelligenza artificiale generativa, è tema in cima alla lista delle priorità per le C-suite. L’AI, in particolare, già ha iniziato a a cambiare il modo in cui le aziende operano sui processi di integrazione delle tecnologie in tutte le attività aziendali, creando una serie di nuove opportunità per le organizzazioni che desiderano essere più efficienti, vogliono cogliere nuove opportunità di business e migliorare l’esperienza dei clienti, utilizzando anche il potenziale “creativo” dell’AI, così come quello delle mixed reality nelle diverse declinazioni (AR e VR per esempio).
A questo riguardo è interessante mettere a fuoco alcuni spunti numerici offerti dall’ultimo report Il Digitale in Italia, di Anitec-Assinform, con NetConsulting cube.
Le imprese italiane fanno largo utilizzo di piattaforme tecnologiche ma, dal confronto con quelle degli altri Paesi membri dell’UE e degli Stati Uniti, risulta un minore ricorso a big data/intelligenza artificiale (AI), stampa 3D e realtà virtuale nelle sue diverse declinazioni.

Utilizzo di AI e tecnologie innovative in Italia (fonte: Il Digitale in Italia, 2023, Anitec-Assinform)
Utilizzo di AI e tecnologie innovative in Italia (fonte: Il Digitale in Italia, 2023, Anitec-Assinform)

E’ interessante tuttavia notare che la spesa in servizi di sviluppo e system integration ha avuto una crescita marcata del 4,8%, per un valore complessivo di 3.261 milioni di euro). Progetti di ammodernamento tecnologico e spinta alla digitalizzazione sono tra i driver dei piani evolutivi, e portano risultati positivi nei progetti infrastrutturali come in quelli applicativi (rispettivamente +6,5% e +6,4%), a cui si affianca l’attività di sviluppo software custom (+5,9%). Le aree di maggiore rilievo connesse all’evoluzione e alla modernizzazione delle infrastrutture applicative riguardano, oltre alla cybersecurity, le architetture big data, advanced analytics e appunto, l’intelligenza artificiale, mentre cresce il mercato delle consulenze. Ed il 2022 ha confermato la tendenza a investire in soluzioni e servizi legati al mondo dell’artificial intelligence da parte delle aziende italiane. Si parla di una spesa complessiva attestata sui 435 milioni di euro, in aumento del 32,4% rispetto al 2021.

L'adozione dell'AI in Italia
L’adozione dell’AI in Italia (fonte: Il Digitale in Italia, 2023, Anitec-Assinform)

Di sicuro una scossa al settore arriva dalla diffusione di strumenti di AI generativa, come ChatGpt, ma l’adozione di queste tecnologie sembra ancora polarizzata su investimenti realizzati da grandi aziende, da una parte, e un approccio ancora sperimentale
da parte delle piccole e medie imprese che hanno ed esprimono il bisogno di essere “guidate”. Difficoltà nel reperire il budget necessario per progetti in ambito AI e un livello di digitalizzazione dell’azienda (e del personale) insufficiente sono infatti i principali ostacoli, per superare i quali la scelta di affidarsi ai system integrator può rivelarsi virtuosa.

L’adozione dell’AI è prevista comunque in crescita proprio per ottimizzare i processi business, nel marketing, ed e sempre più basso il numero delle aziende che non la utilizza o che ne fa un uso estremamente ridotto. Non solo, l’applicazione di analisi predittive ai dati raccolti nel downstream può offrire alle aziende un’ulteriore leva per generare valore, data la possibilità di offrire le suddette analisi sul mercato. Qui è da inserire l’utilizzo delle tecnologie di digital twin che consentono di effettuare simulazioni avanzate della realtà, valutare l’impatto di eventuali  perturbativi e l’efficacia delle relative soluzioni: uno strumento per abbattere i costi di progettazione, ma molto utilizzato anche per incrementare l’engagement dei clienti, per esempio.

Interessanti quindi i rilievi quindi per quanto riguarda l’utilizzo di tecnologie come la realtà aumentata e la realtà virtuale nell’ambito dei progetti di trasformazione digitale.
Attualmente, nel contesto business, le soluzioni di AR/VR si configurano come un ambito tecnologico di nicchia, e non ancora consolidato, a supporto di specifici processi
business. A questo proposito, i numeri di NetConsulting cube per Anitec-Assinform evidenziano un crescente interesse e, in misura inferiore, investimenti concreti relativamente all’utilizzo di queste soluzioni soprattutto per quanto riguarda la formazione degli operatori, per velocizzare le fasi di progettazione e sviluppo dei prodotti, a supporto della manutenzione e della gestione delle infrastrutture critiche.

Ancora poco spiccata ma in graduale e in progressivo aumento appare l’attenzione delle aziende verso l’utilizzo di AR/VR per innovare le relazioni con l’utente finale.
In questo caso, si segnala l’organizzazione di eventi e visite così come lo sviluppo di showroom e camerini nel mondo virtuale. Oltre alle aziende industriali b2c, sono musei, operatori sanitari, istituti di formazione/istruzione e i retailer le realtà più attive nel valutare l’adozione di AR/VR in questi ambiti. E un capitolo a parte infine è quello relativo al metaverso, che sfrutta la Rete e AR/VR e tuttavia, secondo Anitec-Assinfrom è ancora lontano dal rappresentare un mercato vero e proprio in Italia, visto che sono ancora pochissime le aziende che hanno già stanziato un budget economico a supporto di investimenti in questo ambito.

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