L’Unione Europea compie un passo significativo nell’aggiornamento del quadro normativo dei servizi di pagamento con l’intesa politica raggiunta tra Consiglio e Parlamento su un pacchetto che punta a rafforzare la sicurezza, incrementare la trasparenza e favorire l’innovazione tecnologica nel settore. L’accordo, presentato a fine novembre, interviene in un ambito che negli ultimi anni ha visto una continua trasformazione, trainata dalla crescita in volumi e valore dei pagamenti digitali, dell’e-commerce e dall’emergere di nuove forme di frode che sfruttano vulnerabilità tecnologiche e comportamentali degli utenti. L’obiettivo dell’UE è definire un quadro armonizzato più robusto, orientato alla tutela dei consumatori e al consolidamento della fiducia nei servizi digitali.

Il pacchetto di novità proposte vuole introdurre un nuovo regolamento europeo sui servizi di pagamento e modifica l’attuale direttiva Psd2, creando un impianto normativo aggiornato rispetto alle evoluzioni del mercato e alle esigenze di prevenzione delle attività fraudolente. Commenta così il risultato negoziale Morten Bødskov, ministro danese per le Imprese, l’Industria e gli Affari Finanziari e membro del Consiglio: “L’accordo di oggi rappresenta un passo importante nella lotta contro le frodi nei pagamenti nell’UE. Rafforzando la tutela dei consumatori, migliorando la trasparenza e promuovendo l’innovazione, stiamo preparando il terreno per un ecosistema dei pagamenti più sicuro, efficiente e a misura di cittadino europeo”. Il nuovo assetto regolatorio arriva inoltre in una fase in cui la competitività dell’economia europea si lega sempre più alla solidità dell’infrastruttura digitale, ai meccanismi di protezione del mercato e alla capacità dei sistemi di pagamento di recepire rapidamente innovazioni, modelli di servizio aggiornati e standard più elevati di interoperabilità.

Contrasto alle frodi, l’impegno dei payment service provider

Uno dei capitoli più rilevanti riguarda il contrasto alle frodi, divenuto un fronte critico per la diffusione di tecniche sofisticate abilitate dall’AI. In particolare, il pacchetto affronta esplicitamente il fenomeno delle spoofing fraud, una pratica in cui i criminali impersonano il fornitore di servizi di pagamento dell’utente per carpirne la fiducia e indurlo a eseguire operazioni fraudolente.

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Morten Bødskov, ministro danese per le Imprese, l’Industria e gli Affari Finanziari e membro del Consiglio europeo

L’iniziativa europea introduce un quadro antifrode più completo, che impone ai payment service provider obblighi estesi di prevenzione e cooperazione. È previsto lo scambio sistematico tra gli operatori di informazioni legate a tentativi o casi di frode, misura che punta a identificare tempestivamente pattern ricorrenti, tecniche emergenti e comportamenti anomali, riducendo la latenza tra identificazione della minaccia e risposta operativa.

Accanto alla condivisione delle informazioni, il nuovo impianto normativo richiede una verifica più rigorosa degli elementi identificativi delle transazioni. Il controllo dell’Iban rispetto al nome dell’intestatario del conto diventa obbligatorio per tutte le operazioni con il meccanismo di “confirmation of payee”, che mira a limitare gli errori nelle transazioni e a prevenire operazioni fraudolente basate sulla manipolazione dei dati inseriti dal pagatore. La responsabilità dei fornitori è maggiore: qualora non rispettino gli obblighi relativi agli strumenti di prevenzione, potranno essere ritenuti responsabili dei danni subiti dagli utenti, rafforzando così l’incentivo all’adozione di controlli più stringenti.

Gli obblighi per le piattaforme digitali e l’accesso al contante

Il pacchetto interviene poi sugli spazi digitali, stabilendo che le principali piattaforme online e i motori di ricerca possono promuovere servizi finanziari rivolti ai consumatori “solo nel caso in cui il fornitore coinvolto sia debitamente autorizzato nel rispettivo Stato membro”. Questa clausola amplia l’ambito di vigilanza e intende prevenire fenomeni in cui operatori non regolamentati sfruttano canali digitali ad alta visibilità per proporre servizi non conformi o potenzialmente fraudolenti. Un altro asse dell’accordo riguarda la trasparenza dei costi e l’accesso al contante. La riforma impone ai fornitori di servizi di pagamento la visualizzazione chiara e anticipata di tutte le commissioni e dei tassi di cambio relativi alle operazioni effettuate presso gli sportelli Atm, in modo che l’utente disponga di una piena consapevolezza economica prima di procedere. Analogamente, gli operatori che offrono servizi di pagamento con carta ai commercianti dovranno indicare in modo esplicito le tariffe applicate, rafforzando la capacità delle imprese di valutare e confrontare i servizi disponibili. L’obiettivo è ridurre le asimmetrie informative, migliorare la trasparenza delle transazioni e contribuire alla diffusione di pratiche più eque nell’intero segmento dei pagamenti elettronici.

Il tema dell’accesso al contante assume rilievo, in particolare per le comunità rurali o per le fasce di popolazione che dispongono di un numero limitato di sportelli automatici (tema di evidente attualità anche in Italia, per la riduzione sul territorio degli sportelli bancari). La riforma consente ai rivenditori di offrire ai propri clienti prelievi di contante anche senza acquisti, ampliando la rete di punti disponibili. Per prevenire un utilizzo improprio di questo servizio, la misura prevede limiti chiari: la procedura dovrà basarsi su tecnologie di sicurezza come chip e Pin e sarà applicato un tetto massimo di 150 euro per operazione. L’iniziativa intende preservare la libertà di scelta dei cittadini nell’uso dei mezzi di pagamento e sostenere l’inclusione finanziaria, riconoscendo che il contante rimane uno strumento utilizzato da una parte significativa della popolazione europea. Il quadro di trasparenza si completa con l’obbligo per gli esercenti di allineare la denominazione commerciale usata durante la vendita con quella riportata sugli estratti conto dei clienti, così da evitare confusione e agevolare il riconoscimento delle operazioni da parte dei consumatori.

Ecosistema aperto all’innovazione

Accanto alla dimensione della sicurezza e della trasparenza, l’accordo mira a favorire un ecosistema più aperto all’innovazione. Il nuovo quadro normativo intende facilitare l’operatività dei fornitori di servizi basati su dati e informazioni, consentendo loro un accesso più esteso e strutturato alle informazioni dei conti bancari. Questa evoluzione punta a stimolare la creazione di servizi digitali più avanzati, supportati da modelli di pagamento moderni e dalla possibilità di aggregare dati provenienti da più fonti, in coerenza con la strategia europea di promozione dell’open finance. L’UE riconosce che l’innovazione nei servizi di pagamento richiede un equilibrio tra apertura degli ecosistemi, standard elevati di protezione e una governance capace di mitigare rischi operativi e di sicurezza. La conclusione dell’intesa rappresenta una tappa politica rilevante, ma non ancora l’adozione finale. Consiglio e Parlamento proseguiranno nei lavori tecnici per perfezionare il pacchetto prima dell’approvazione ufficiale. L’esito finale determinerà l’entrata in vigore di un nuovo impianto normativo destinato a incidere in modo diretto sull’operatività di banche, payment service provider, retailer e piattaforme digitali, contribuendo alla modernizzazione complessiva dell’ecosistema europeo dei pagamenti.

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