Il Rapporto Integrato di Sostenibilità 2025 di Conai si colloca in un passaggio importante per il sistema industriale italiano, segnato dall’entrata in vigore (a febbraio del 2025) del nuovo Regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (Ppwr) e da una fase che lo stesso documento definisce di “transizione competitiva”. Significa che la sostenibilità non è più solo un obiettivo ambientale, ma una leva strutturale di competitività, in un quadro economico e geopolitico caratterizzato da crescente complessità e da una pressione regolatoria che richiede capacità di investimento e visione di lungo periodo
Il documento è costruito su tre livelli di rendicontazione che riflettono la natura e gli obiettivi del Consorzio: Sistema Paese, Sistema Conai e Organizzazione. Questa architettura consente di distinguere tra l’impatto generato dall’intero modello consortile sull’economia nazionale, il valore prodotto dalla rete di consorzi e operatori e la gestione interna dell’ente. Il Rapporto integrato di sostenibilità 2025 è inoltre conforme agli standard europei Vsme e corredato da assurance tecnica e validazione Emas, elementi che collocano la rendicontazione in un perimetro metodologico strutturato.

Il presidente, Ignazio Capuano definisce la sostenibilità come una scelta che “determina il futuro del Paese e delle imprese, e non è più un’opzione”. È una dichiarazione che chiarisce la posizione del Consorzio: la gestione degli imballaggi non è solo un adempimento ambientale, ma un meccanismo che “genera valore economico, occupazionale e ambientale, e farlo in modo concreto”. Si richiama quindi il ruolo del sistema Conai come esempio internazionale di economia circolare applicata, sottolineando come ogni euro di Contributo Ambientale Conai generi 3,6 euro di valore nell’economia nazionale, attivando un effetto moltiplicatore che coinvolge filiere industriali, occupazione e risparmio di risorse. Il Rapporto insiste quindi sul concetto di “fare sistema”. L’idea è che solo un approccio collaborativo tra istituzioni, imprese, finanza e territori possa rendere sostenibili i costi della transizione. Da qui anche il richiamo al dialogo promosso da Conai con Teha Group e la definizione di priorità strategiche condivise, orientate a regole chiare, stabilità normativa, integrazione tra transizione verde e digitale, accesso alla finanza per le Pmi e coinvolgimento delle amministrazioni locali. In questo quadro la sostenibilità viene trattata come infrastruttura di sistema, non come iniziativa settoriale.
Il cuore del Rapporto è rappresentato dalla sezione dedicata al Valore del Sistema Conai. Il documento esplicita con dati quantitativi l’impatto economico, ambientale e occupazionale del modello consortile. Un numero sugli altri: nel 2024 il sistema ha generato 3,8 miliardi di euro di “economie attivate”, contribuito per 2 miliardi di euro al Pil e sostenuto 24.888 posti di lavoro. Oggi il tasso di riciclo effettivo ha raggiunto il 76,7%, con 10,7 milioni di tonnellate di imballaggi riciclati.
L’impatto ambientale viene tradotto in grandezze fisiche: 12,2 milioni di tonnellate di materia prima risparmiata, 55 TWh di consumi di energia primaria evitati e 11,4 milioni di tonnellate di CO2 non emesse. Questi numeri non vengono presentati come risultati isolati, ma come indicatori della capacità del sistema di ridurre la dipendenza da risorse vergini e di attivare filiere industriali legate al riciclo e al recupero. La logica è quella di un’economia circolare che produce benefici ambientali misurabili e al tempo stesso genera valore distribuito tra comuni, operatori del ritiro e impianti di trattamento.
Valore economico ridistribuito
La distribuzione del valore economico rappresenta un altro elemento chiave. Il Sistema Conai ha trasferito 789 milioni di euro ai comuni e ai gestori attraverso i corrispettivi Anci-Conai, 521 milioni agli operatori per il trattamento, riciclo e recupero e 20 milioni agli operatori per il ritiro degli imballaggi da commercio e industria. A questi si aggiungono risorse destinate a enti locali per progetti territoriali e alle imprese per iniziative di sistema. Il Rapporto interpreta questi flussi come strumenti di riequilibrio territoriale e di sostegno alla qualità della raccolta differenziata.

Simona Fontana, direttore generale Conai, rimarca un ulteriore aspetto dell’attività di reporting volta a “rendere visibile l’invisibile”: le storie dei materiali, delle persone e delle filiere che si intrecciano. Fontana sottolinea come la sostenibilità non si misuri solo in tonnellate riciclate, ma proprio nella “capacità di coinvolgere scuole, giovani, territori e operatori economici in un percorso condiviso”. Dai corsi Green Jobs ai progetti nelle scuole, fino alle campagne di sensibilizzazione, il Rapporto evidenzia un lavoro culturale che affianca quello tecnico e regolatorio.
Un capitolo rilevante riguarda la preparazione al nuovo Regolamento UE 2025/40. Il documento dedica ampio spazio alla timeline degli adempimenti previsti tra il 2026 e il 2040, dal contenuto minimo di riciclato alla riciclabilità per classi, dalle restrizioni su sostanze preoccupanti alla definizione di criteri armonizzati di etichettatura e compostabilità. In questo scenario, Conai si propone come soggetto in grado di accompagnare le imprese, in particolare le Pmi , nella comprensione e nell’applicazione delle nuove regole, mettendo a disposizione metodologie e strumenti.
La sezione cui abbiamo già fatto riferimento relativa all’analisi del Sistema Conai evidenzia poi un ulteriore aspetto che riguarda la dimensione organizzativa interna, con circa 200 dipendenti coinvolti nella gestione consortile e un impianto di rendicontazione che integra dichiarazione ambientale Emas e standard europei. Questa articolazione tra sistema, imprese e territori rafforza l’idea di un modello cooperativo che punta a distribuire costi e benefici della transizione.

Il Rapporto restituisce l’immagine di un’infrastruttura consortile che opera come piattaforma di coordinamento tra attori pubblici e privati. L’accento non è posto solo sui risultati ambientali, ma sulla capacità del sistema di generare valore economico e occupazionale e di accompagnare le imprese in una fase di transizione normativa complessa. Come scrive Capuano, “il nostro impegno indica ogni giorno la strada che dobbiamo seguire: continuare a trasformare il riciclo in opportunità reale, misurabile e condivisa”. In questa prospettiva, il Rapporto non si limita a documentare performance, ma propone una lettura della sostenibilità come fattore di competitività e coesione industriale per il Sistema Paese.
Per approfondire l’approccio alla sostenibilità di Conai:
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