In uno scenario italiano caratterizzato dal passaggio delle aziende al cloud con la scelta degli ambienti multicloud, e ora dall’adozione crescente dell’AI, cresce anche la domanda di osservabilità end-to-end e Dynatrace rafforza la propria strategia Emea puntando su piattaforma unificata, agentic AI, integrazione con hyperscaler e un ecosistema partner sempre più centrale nei settori mission critical. Ne parliamo con Emanuele Cagnola, Regional Vice President Italy & Switzerland di Dynatrace.
Il percorso di consolidamento di Dynatrace in questi anni ha visto l’Italia crescere nel business. Quale strategia avete definito per l’Italia nel perimetro Emea e quali le peculiarità della struttura locale?
Negli ultimi anni l’Italia ha rappresentato uno dei mercati più dinamici per Dynatrace all’interno dell’area Emea, grazie a un percorso di trasformazione digitale sempre più accelerato. Il nostro posizionamento si è rafforzato perché le aziende italiane si trovano oggi a gestire un livello di complessità senza precedenti: ambienti multicloud, adozione crescente di modelli AI e un bisogno sempre più urgente di correlare in maniera precisa le performance digitali con gli obiettivi di business. Una ricerca recente evidenzia infatti che il 75% delle organizzazioni europee sta aumentando gli investimenti in osservabilità, e l’AI è diventata il principale criterio di scelta delle piattaforme enterprise.
In questo contesto, la strategia per l’Italia si inserisce naturalmente nel quadro Emea: vogliamo supportare i grandi gruppi nei settori in cui la digitalizzazione è ormai mission critical, come il finance, le utilities, l’energy e la pubblica amministrazione digitale. La peculiarità della nostra struttura locale è proprio la capacità di combinare competenze tecniche molto avanzate con un ecosistema di partnership globali che ci permette di mettere a disposizione dei clienti un modello di innovazione continuo e perfettamente integrato con i principali cloud provider e piattaforme digitali.
L’Osservabilità end-to-end dell’infrastruttura per i moderni ambienti multicloud è il cuore quindi della strategia di Dynatrace e nella roadmap per i prossimi anni. Gli ultimi annunci vedono la piattaforma di osservabilità potenziata con l’intelligenza artificiale agentica per permette alle aziende di passare dalla supervisione manuale a flussi di lavoro autonomi.
Quali i punti di forza della piattaforma tecnologia di Dynatrace e quali la roadmap futura?

La nostra piattaforma è stata progettata per offrire osservabilità end to end, ma soprattutto per guidare una transizione verso modelli operativi realmente autonomi. Il cuore tecnologico è rappresentato da due elementi chiave. Da un lato c’è Grail, il nostro data lakehouse real time, schema free e altamente scalabile, che consente di accedere istantaneamente a enormi quantità di dati con una precisione contestuale unica, eliminando inefficienze come la necessità di re-indicizzare i dati per le analisi. Dall’altro c’è Smartscape, la mappatura topologica in tempo reale che ricostruisce in modo dinamico le dipendenze e le cause profonde di qualunque comportamento all’interno dell’ecosistema digitale, permettendo alle aziende di capire in pochi secondi cosa sta succedendo e perché. La vera differenziazione, però, sta nel modo in cui stiamo integrando l’AI. Stiamo introducendo una combinazione unica di AI deterministica – basata su causalità – e di agenti AI capaci di ragionare e agire in autonomia entro guardrail sicuri. Questa evoluzione, resa concreta dal lancio di Dynatrace Intelligence, permette alle aziende di passare da un approccio reattivo a un modello preventivo e, in prospettiva, pienamente autonomo, mantenendo sempre il controllo umano dove necessario.
Per quanto riguarda la roadmap, continuiamo a investire molto nell’osservabilità dei carichi di lavoro AI e degli agenti intelligenti, un tema che sta diventando centrale in tutte le organizzazioni. Stiamo inoltre ampliando in modo significativo le integrazioni con gli hyperscaler: l’annuncio delle nuove funzionalità per Modern Cloud Operations su Aws e il supporto ai servizi agentic di Aws Bedrock sono un esempio concreto di come stiamo lavorando per permettere alle aziende di governare e ottimizzare sistemi sempre più dinamici e complessi.
Guardando al mercato italiano, quali aziende volete interessare (grandi, medie) con la vostra proposta e in quali settori di mercato volete posizionarvi rispetto ai competitor (finance, healthcare…)?
Il mercato italiano è particolarmente ricettivo verso soluzioni che uniscono osservabilità, sicurezza e automazione AI. La trasformazione digitale del settore finanziario è molto avanzata: il mercato del digital banking in Italia, per esempio, continua a crescere a un ritmo superiore all’8% Cagr, spinto dalla domanda di esperienze digitali fluide, da investimenti sempre più ingenti in AI e dalla necessità di rispondere a standard di sicurezza e resilienza elevati. Lo stesso vale per le utilities e per il mondo energy, dove le infrastrutture sono complesse e distribuite e richiedono piattaforme capaci di garantire continuità operativa, ottimizzazione dei costi e governance rigorosa. Anche la pubblica amministrazione sta accelerando, spinta da normative e iniziative che richiedono trasparenza, sicurezza e tracciabilità dei processi digitali.
Per questo, la nostra strategia abbraccia sia le grandi organizzazioni mission critical sia il vasto ecosistema di aziende mid‑market e digital‑native, che rappresentano una parte fondamentale dell’innovazione italiana. In tutti questi segmenti, la capacità di integrare dati, AI e automazione in una piattaforma unificata crea un impatto concreto, misurabile e scalabile.
Come Dynatrace valorizza il suo go to martket con partner e alleanze?
Il nostro go to market oggi si basa su un modello fortemente orientato alla collaborazione e alla co‑innovazione. Le partnership con i principali hyperscaler sono fondamentali. Con Aws stiamo collaborando attivamente per aiutare i clienti a gestire la complessità dei nuovi ambienti cloud e AI‑native, attraverso integrazioni che permettono automazione, osservabilità avanzata e sicurezza end to end, incluse le estensioni per servizi agentic come Bedrock AgentCore.
Con Google Cloud abbiamo ampliato in modo significativo la partnership Go to Market, integrando workshop, iniziative commerciali congiunte ed esperienze unificate attraverso il Google Cloud Marketplace, che facilita sia l’adozione sia la governance degli ambienti cloud‑native su larga scala.
Anche con Microsoft Azure continuiamo a lavorare su modelli operativi cloud‑native che permettono visibilità profonda, riduzione del rischio e accelerazione dell’innovazione.
Un altro tassello fondamentale è la collaborazione con ServiceNow. L’integrazione tra Dynatrace e ServiceNow consente di collegare in modo nativo gli insight dell’osservabilità a processi Itsm, AIOps e workflow aziendali, creando un flusso operativo end‑to‑end in cui incident management, automazione e remediation lavorano in sinergia.
Infine, il nostro ecosistema globale di partner sta diventando sempre più centrale: oggi oltre l’80% delle nuove vendite nasce dalla collaborazione con i partner, un dato che dimostra quanto questo modello sia efficace nel garantire un valore continuo e misurabile per i clienti.
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