Il fashion chiede oggi ai sistemi gestionali strumenti che gli Erp tradizionali non sono stati progettati per dare: agilità, integrazione aperta e capacità di trasformare dati in decisioni. Con Stealth Cosmica, Deda Stealth risponde con una piattaforma composable e cloud-native pensata per orchestrare l’intera filiera moda. La proposta non nasce da un impulso tecnologico “astratto”, ma da una lettura progressiva e puntuale delle trasformazioni vissute dai brand fashion nel corso dell’ultimo decennio. Ne parliamo con Luca Ferraris, Product Director di Deda Stealth, che ne ricostruisce la traiettoria: “Intorno alla metà del decennio scorso il comparto fashion ha iniziato a sentire il bisogno di disporre di Erp modulari, a valle di una richiesta di flessibilità che i sistemi disponibili non riuscivano a erogare: i grandi Erp monolitici non erano all’altezza del compito”.
L’omnicanalità ha infatti moltiplicato i touchpoint da governare, la supply chain globale ha portato nuove fragilità operative, le normative Esg hanno introdotto obblighi prima inesistenti, e l’instabilità della domanda — accelerata dall’ultra fast fashion — ha reso sempre più inadeguati i modelli previsionali tradizionali.
Stealth Cosmica, in particolare, risponde a queste pressioni con una visione precisa: quella di un Erp componibile, integrabile e interoperabile, pensato in modo specifico per il fashion con l’obiettivo non tanto di proporre il best of breed per ogni singola funzionalità (missione impossibile), quanto piuttosto “orchestrare i processi, i dati, i punti decisionali”, garantendo al contempo una visione end-to-end sulla filiera. La piattaforma ambisce quindi a diventare il backbone digitale attraverso cui i brand costruiscono il proprio ecosistema applicativo, senza rinunciare alla coerenza informativa né alla profondità di settore.

Architettura e tecnologia: microservizi, Api-first e data fabric

Per indirizzare le esigenze messe a fuoco, l’architettura di Stealth Cosmica, cloud-native, è basata su microservizi, una scelta che Ferraris collega direttamente al principio di componibilità: “E’ possibile in questo modo utilizzare i singoli strumenti necessari all’azienda, ampliandone l’interoperabilità con l’esterno. E questo rende possibile proseguire il percorso di adozione e continuare a crescere in relazione alle reali esigenze”. Si parla per questo di un approccio che consente di ridurre la necessità di customizzazioni rigide, permettendo a ciascun modulo di evolvere autonomamente senza vincolare l’intero sistema. Il secondo pilastro architetturale è il paradigma Api-first: ogni componente espone interfacce Api standardizzate che consentono sia l’integrazione con sistemi terzi — Plm, Crm, Wms, marketplace, piattaforme e-commerce — sia la personalizzazione da parte dei clienti senza comprometterne l’evoluzione futura. A questi si aggiunge un terzo elemento, centrale per la coerenza operativa: “Il data fabric ricrea la sfera tipica del mondo Erp originale, in cui tutti i dati vengono resi disponibili quasi in real time, ed in questo modo l’utente ritrova quella visione originale dell’ambiente unico di cui ha bisogno”. Completa il quadro un layer di workflow orchestration che permette di configurare in modo dichiarativo come i moduli interagiscono tra loro, adattando il processo alla logica del brand senza sviluppi custom.

Benefici di business: stock, margini e time-to-market

Sul piano del valore di business generabile, Ferraris individua due Kpi prioritari attorno ai quali Stealth Cosmica è progettata per incidere in modo diretto: la riduzione delle rotture di stock — “L’indice dell’incapacità di soddisfare il bisogno del cliente quando entra nel negozio più o meno virtuale” — e la riduzione dell’overstock, con il conseguente miglioramento del sell-through e della rotazione. Entrambi agiscono direttamente sul controllo dei margini, che Ferraris identifica come “la dimensione su cui tutti i brand convergono come priorità assoluta”.
Il controllo del time-to-market delle collezioni viene affrontato a sua volta attraverso strumenti di pianificazione avanzata che consentono decisioni più rapide nella selezione del basket prodotti, valorizzando i dati storici per formulare proposte più affidabili. Sul fronte della disponibilità di prodotto, la leva è invece la possibilità di sfruttare meglio le flessibilità della supply chain: “La piattaforma abilita infatti la possibilità di conoscere meglio i propri partner, e lasciare al sistema la possibilità di suggerire proposte alternative laddove si verificano delle criticità, che già è possibile individuare e controllare in anticipo”. L’impatto atteso coinvolge quindi figure molto diverse all’interno dei brand: “dal demand planner al responsabile acquisti, fino al retail manager che gestisce assortimenti e replenishment in modo più dinamico, reattivo ma anche proattivo”.

Sostenibilità e compliance, da obbligo a leva competitiva

Per i board delle C-line aziendali, nel fashion, anche la sostenibilità è trattata da Stealth Cosmica come processo operativo integrato, non come un add-on separato dalla gestione quotidiana. Ferraris parte da un’osservazione di principio: “La normativa Esg europea nasce per stimolare competitività attraverso trasparenza e tracciabilità”. Il problema, tuttavia, è che molte aziende del fashion “sentono carenza di strumenti nel riuscire a catturare queste informazioni, ad adeguarsi alla normativa in tempo e senza un sovraccarico di lavoro per il proprio personale”, con il rischio concreto – come dimostrano casi recenti – di incappare in danni reputazionali significativi.
La risposta della piattaforma parte dall’integrazione dei dati semplificando l’acquisizione automatizzata delle informazioni su fornitori, materiali e avanzamenti produttivi, ed estendendo la tracciabilità in profondità lungo la supply chain multi-tier. E l’intelligenza artificiale gioca un ruolo abilitante in questo contesto, perché consente di “catturare in modo smart queste informazioni che spesso cambiano da fornitore a fornitore”. L’obiettivo finale è trasformare la compliance normativa — digital product passport, due diligence, report Esg — in un asset comunicativo verso clienti e partner, usando la sostenibilità come leva di posizionamento e non solo come obbligo da assolvere.

Data fabric e AI per valorizzare le informazioni

La concezione di Stealth Cosmica in relazione all’intelligenza artificiale parte da una critica al modello tradizionale di gestione dei dati: il data warehouse strutturato, efficace per i sistemi monolitici dove le richieste sono note a priori, non è più sufficiente in un ecosistema applicativo distribuito e in rapida evoluzione.

Luca Ferraris
Luca Ferraris, Product Director, Deda Stealth

Oggi non si riesce più ad avere un unico dato strutturato pensato per rispondere a grandi domande – spiega Ferraris, e la risposta è il data fabric –  proprio come layer informativo capace di acquisire dati da fonti eterogene — Stealth Cosmica, Stealth Platform e qualsiasi altro sistema — in modo sostanzialmente real time, costruendo fotografie consistenti che includono anche dati non strutturati come documenti, immagini e note”.
Su questo substrato informativo ricco e dinamico, l’AI di ultima generazione può esprimere il suo potenziale più significativo: “È in grado di catturare quelle correlazioni che invece sfuggono a un approccio matematico classico, elabora un enorme volume di dati, riconosce similitudini”. E i casi d’uso già attivi includono merchandise financial planning, assortment planning, allocation e replenishment. Ma Ferraris è esplicito anche sul fatto che la direzione definitiva di utilizzo si definisce nel dialogo con i clienti: “La fantasia di come usare questa miniera d’oro, che sono i dati dei nostri clienti, è un percorso le cui tappe sono da scoprire proprio insieme ad ognuno di loro”.

Stealth Cosmica, proposta trasversale al mercato e di respiro globale

L’architettura e le capacità di Stealth Cosmica, per come sono state presentate, si rivolgono a un bacino di utenti significativamente più ampio rispetto al posizionamento storico di Deda Stealth, tradizionalmente focalizzato sui premium brand e sul grande lusso. Ferraris conferma che, certo, “quella base rimane il nucleo consolidato ma proprio l’architettura composable della nuova piattaforma è progettata per abbracciare anche un segmento diverso: realtà mid-market con forte ambizione di crescita, che cercano strumenti in grado di accompagnarle nella strutturazione dei processi senza richiedere investimenti da grande gruppo”.
Il principio che abilita questa doppia vocazione è la stessa architettura Api-first: “moduli predefiniti e processi standardizzati per chi cerca velocità e contenimento dei costi, con la flessibilità di personalizzazioni avanzate tramite Api per chi richiede soluzioni su misura”. La dimensione internazionale è dichiaratamente strategica: “L’obiettivo sarà quello di portare il nostro marchio, la nostra esperienza anche verso i mercati esteri”. La piattaforma punta, pertanto, anche ad espandere la presenza verso segmenti contigui ma ancora poco esplorati, come il fast fashion e l’ultra fast fashion, dove i requisiti di velocità e scalabilità si misurano su parametri differenti rispetto al lusso tradizionale.

Una vision per il futuro del fashion-tech

Il passaggio da un approccio di prodotto a quello di piattaforma implica una trasformazione che non è solo tecnologica, ma anche profondamente culturale. Chi adotta Stealth Cosmica non può limitarsi a considerarla come un prodotto classico da installare e gestire: “Se si vuole davvero spremere il massimo dalla prospettiva del composable Erp – dettaglia Ferraris – bisognerebbe cambiare il modo di vedere i propri processi e guardarli per blocchi, all’interno dei quali il mondo IT deve mostrare come il processo è supportato e dialogare continuativamente con le esigenze del business”. Questo implica rilasci frequenti anziché aggiornamenti annuali, una governance continua dell’ecosistema applicativo orientata alla configurazione piuttosto che alla customizzazione, e soprattutto un cambio di paradigma rispetto al dato. “Le aziende devono rendersi conto che il dato è il loro asset strategico e che per valorizzare il loro prodotto devono riuscire a valorizzare tutte le informazioni che accumulano giorno dopo giorno”. Il ruolo dell’IT aziendale si ridefinisce quindi “da gestore di prodotti software a gestore della collaborazione tra business e l’ecosistema di soluzioni in continua evoluzione”. Una trasformazione che richiede investimento in competenze e una nuova relazione tra funzione IT e funzioni di business.

Deda Stealth, accompagnare i brand 

La complessità del cambiamento non deve tradursi in barriera all’ingresso. Ferraris è esplicito nel rassicurare chi teme il classico progetto di trasformazione “big bang”: “A fronte di un’esigenza chiara, la proposta modulare granulare è la risposta, e la scelta per iniziare ad innovare resta libera e per nulla invasiva, è ‘microchirurgia all’interno del corpo dell’azienda’”. Il percorso ideale parte proprio dall’identificazione dei pain point prioritari e dalla definizione di poche use case ad alto impatto, con integrazioni mirate e attivazioni progressive di moduli e capability analitiche. La logica sottostante è quella del valore incrementale verificabile: “Non si parte nell’adozione alla cieca quanto piuttosto proprio perché è possibile vedere un’opportunità concreta di ritorno dell’investimento. Anzi, prima ancora di partire col progetto è necessario proprio ragionare qual sia il ritorno atteso e in quanto tempo”. Deda Stealth si propone come partner attivo in questa “valutazione”, accompagnando i brand nella prima valutazione e poi nel monitoraggio del ritorno per ciascun modulo adottato. L’obiettivo dichiarato è costruire il rapporto cliente “un passo alla volta, aggiungendo valore un passaggio dopo l’altro”. Una sequenza che “rende gestibile anche il cambiamento culturale più profondo”, conclude Ferraris, diluendone l’intensità nel tempo e rendendolo sostenibile per organizzazioni di qualsiasi dimensione e maturità digitale.

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