Il grande sviluppo dei social media, fonte di numerosi vantaggi in termini di relazione e condivisione, continua a generare, in parallelo, diverse minacce agli utenti, a partire dal semplice spam, passando per la diffusione di virus, worm, bot, fino ai più pericolosi casi di furto d’identità, phishing, whaling, stalking, scam e social engineering.

A confermarlo, anche i dati rilasciati recentemente da Proofpoint, azienda attiva nella security e compliance di nuova generazione, che ha analizzato l’andamento di questo trend nel corso del 2017.
Secondo i dati rilevati, questi fenomeni dannosi hanno subito lo scorso anno un’intensa crescita, nonostante il tentativo dei social media più conosciuti di investire sul potenziamento delle misure di sicurezza attraverso nuove funzionalità di protezione.

Mnaccie sui social media - i dati di Proofpoint
Mnaccie sui social media – i dati di Proofpoint

Rispetto al 2016, per esempio, il numero di account di assistenza clienti falsi è aumentato del 30%. Si sono intensificati anche i link di phishing nei social media, che nel quarto trimestre del 2017 hanno subito un incremento del 70% rispetto al trimestre precedente.

Le minacce sono generate da un preciso processo: l’evoluzione dei social network è stata per molto tempo focalizzata sui servizi e sulle funzionalità, spingendo verso la condivisione di informazioni e l’allacciamento di legami fra gli utenti. Gli sforzi profusi in questa direzione hanno penalizzato lo sviluppo di idonee misure di sicurezza, abituando gli utenti ad adottare comportamenti pericolosi senza la giusta prevenzione.

Le numerose informazioni personali distribuite dagli utenti hanno permesso di tracciare profili sociologici completi ed esaustivi, al fine di intraprendere diverse tipologie di attacchi mirati, in aggiunta a quelli di tipo cross-site scripting (XSS), clickjackingsurvey scams e malware.

Inoltre, un numero sempre crescente di società sono specializzate in tecniche avanzate di collezione dei dati disponibili sui social network e di data mining per vari scopi. A queste società si rivolgono grandi multinazionali per fini di marketing aggressivo, ma anche partiti politici e organizzazioni governative con l’obiettivo di mappare e studiare l’opinione pubblica, di indirizzarne il sentimento o di rendere inefficaci i sistemi di Social Media Marketing, grazie a tecniche emergenti di inquinamento dei dati come il Social Media Poisoning.

Per limitare il numero delle minacce, la misura di sicurezza più importante deve, perciò, essere adottata dall’utente stesso, attraverso una maggior consapevolezza nello scegliere quali impostazioni di protezione e privacy adottare sul proprio account e, soprattutto, quali contenuti pubblicare.

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