La trasformazione digitale non ha solo scompaginato modelli di business consolidati da tempo, ma anche la velocità di cambiamento del mercato e la conseguente rapidità di adattamento delle imprese tramite l’innovazione.
La parola innovazione è sì scritta in agenda per la maggior parte delle organizzazioni, ma la sua implementazione è più facile a dirsi che a farsi, come dimostra il rapporto condotto dalla Cass Business School per VMware, “Innovating in the Exponential economy”, che si focalizza proprio sul gap presente tra “innovazione” ed “execution”.

Feng Li Cass, Professore Business School
Feng Li Cass, professore alla Business School

Come afferma il professor Feng Li, head of technology & innovation management alla Cass Business School e autore del rapporto: “Il passaggio al digitale ha costretto le organizzazioni a pensare in modo diverso a come sono organizzate, a come portano idee al tavolo e a come le misurano. Il futuro è difficile da prevedere e molte nuove idee rischiano di diventare obsolete prima di essere implementate.”

Tempismo, cultura e accettazione del fallimento

Il tempismo è quindi critico: perseguire un’opportunità troppo tardi – o troppo presto – può essere ugualmente dannoso. Velocità d’innovazione non deve infatti essere sinonimo di scelta d’impulso: come evidenziato nel report, molte aziende hanno implementato sistemi d’incentivazione che premiano iniziative quick win” rispetto a progetti strategici, nonostante quest’ultimi presentino ovviamente maggiori benefici nel medio-lungo termine.
Il fattore “cultura aziendale” non deve inoltre essere sottovalutato. Il vero cambiamento deve comprendere anche strategie e obiettivi allineate ai valori dei dipendenti, frequentemente manifesti solo a livello inconscio.
Ciò che è certo è che il cambiamento è necessario, e che sfruttare le enormi potenzialità dell’economia digitale significa assumersi una notevole quantità di rischi, fallimento compreso. Oltre all’accettazione dei possibili insuccessi, il report evidenzia come le imprese necessitino anche di nuovi sistemi di valutazione del rischio – ad esempio, frequentemente il risk management si traduce solo in un problema di conformità a regole formali: un approccio decisamente limitante. Così come nel caso dei business plan.

Joe Baguley, Chief Technology Officer, VMware EMEA
Joe Baguley, chief technology officer, VMware EMEA

“Un business plan in un mondo digitale deve essere adattabile alle decisioni di mercato e competitivo: attenersi ad esso a tutti i costi generalmente non è una scelta lungimirante” afferma Joe Baguley, chief technology officer, VMware Emea.

Sperimentare per innovare

Proprio per questa ragione, un approccio lineare all’innovazione e alla sua esecuzione in livelli di certezza predefiniti risulta ormai inadeguato, vista la mutevolezza dell’ambiente aziendale e delle condizioni future. Un approccio iterativo all’innovazione, che preveda un’analisi costante delle condizioni ambientali, correzioni frequenti, ed una regolare ridefinizione dei processi in corso, risulta preferibile. La rapidità è però sempre d’obbligo: meglio quindi unire realizzazione ed esecuzione della strategia, anche se quest’ultima non è stata totalmente delineata in tutti i dettagli.

Non solo l’innovazione radicale paga

Il report evidenzia anche come le opportunità del digitale non siano solo e esclusivamente legate ad innovazioni radicali. La tecnologia consente di avere comunque a disposizione una più ampia gamma di modelli di business: non solo nuovi prodotti o servizi, ma soprattutto nuovi modi di “fare” e produrre, tanto che un’impresa potrebbe decidere di perseguire uno o più business model in contemporanea in un’ottica di “portafoglio” che, come in ambito finanziario, consente di ridurre il rischio e distribuire i risultati su un maggior numero di opportunità.

Ovviamente l’innovazione passa anche tramite la giusta architettura IT, che deve essere in grado di scalare risorse alla giusta velocità e in sicurezza, su tutti i dispositivi e le applicazioni. Una responsabilità strategica di cui sempre più anche i responsabili di business devono essere consapevoli. “Raggiungere risultati aziendali solidi richiede un pensiero innovativo e la capacità di trasformare queste idee in azioni, spesso in velocità. Questo è possibile solo con una cultura dell’innovazione, in cui le persone sappiano come dare il proprio contributo”, conclude Baguley.

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