Il forum annuale di Vem Sistemi si conferma un momento importante per il system integrator di Forlì. Un’occasione in cui fare il punto sulla propria vision, in un mondo dove la tecnologia impatta sui processi e cambia le regole del gioco.

“The game changers” è il titolo dell’evento VEMFWD 2020, che a Parma raccoglie 500 persone tra clienti e partner, testimoni della metamorfosi tecnologica che i nuovi paradigmi digitali, con l’Intelligenza Artificiale, rendono possibile. Molti gli spunti di riflessione sul piano etico e sugli scenari possibili nello sviluppo del rapporto tra uomo e AI.

“L’Artificial Intelligence non è una sola tecnologia ma parte di un ecosistema amplificato composto di computer vision e tecniche collaborative che creano sinergie tra AI e IoT moltiplicandone a dismisura le potenzialità – esordisce così Stefano Bossi, amministratore delegato di Vem Sistemi –. Grazie al connubio tra AI e reti intelligenti, abbatteremo in futuro il problema della latenza o quantomeno ne limiteremo l’impatto negativo, supportando le capacità di calcolo da remoto. Un fenomeno che rappresenta un’opportunità, capace di imprimere accelerazione ai processi delle nostre imprese e di aumentare le capacità umane, come la creatività, ma solo se saremo in grado di comprenderne e gestirne il livello di complessità”. Il monito: avere consapevolezza dei rischi connessi a questa sfida perché se utilizzata in modo inadeguato, la tecnologia può avere un impatto malevolo, basti pensare all’hacking.

Stefano Bossi, amministratore delegato di VEM sistemi
VEMFWD 2020 – Stefano Bossi, amministratore delegato di VEM Sistemi 

Dirigere le tecnologie

L’innovazione deve essere trasversale e coinvolgere tutti gli ambiti aziendali e i processi, ma richiede una regia che li orchestri. E’ questo il filo conduttore del dibattito.
Sul palco, come metafora di questo concetto, Beatrice Venezi, il più giovane direttore d’orchestra donna, si esibisce insieme ad un quartetto d’archi, raccontando il difficile rapporto tra direttore e orchestrali. Il suo compito quello di allineare a visione comune il lavoro e rendere armonico un prodotto oltre le parti dei singoli componenti.
“Un ambiente che richiede innovazione al cambiamento, dove oggi anche i sistemi intelligenti semplificano la vita del musicista; ma la musica sarà sempre umana”, sottolinea.

Il parallelo è con la stessa Vem, che punta ad orchestrare diverse tecnologie, sviluppando soluzioni che sostengono oggi l’Industria 4.0, digitalizzando gli ambienti produttivi obsoleti. Ce lo spiega Gabriella Attanasio, direttore tecnico di Vem Sistemi, accompagnandoci tra gli spazi della V-Xperience dedicata a testare con mano alcuni progetti e presentare le tecnologie per macro aree tematiche – digital building, digital industry, cybersecurity, cloud & data center, collaboration.

Gabriella Attanasio, direttore tecnico di Vem sistemi
VEMFWD 2020 – Gabriella Attanasio, direttore tecnico di Vem Sistemi

La riproduzione di una catena di montaggio fatta con mattoncini di Lego spiega ad esempio il concetto di digital industry e l’inserimento di sistemi di controllo 4.0 nel processo produttivo, o ancora installazioni di digital building e smart working, mostrano sorgenti luminose che diventano punti di raccolta e trasmissione dati, abilitando servizi, cablaggio intelligente, cognitive collaboration, applicazioni di indoor positioning e gestione asset aziendali e digital device xperience.

Industria 4.0, crescono le collaborazioni 

Sono molti gli ambiti di collaborazione nel mondo industriale – conferma Stefano Bossi –, favoriti da un tessuto imprenditoriale fertile che rappresenta geograficamente un punto nevralgico inserito nel polo industriale tra Milano, Padova, Venezia e Bologna, dove il Pil pro capite è tra i più alti d’Italia.
Dal wellness al packaging sono molti i nomi che già collaborano con l’azienda su tematiche particolari. Nella logistica Vem ha fatto un passo avanti in modo prototipale con Schneider, creando un piccolo box che connette 300 clienti in modalità IT-as-inventory. “Una collaborazione sul data center di prossimità che ci apre a un nuovo business (ibrido edge/fog), un campo per noi ancora non così noto”, afferma Bossi.
Con Cisco abbiamo in essere un accordo sul biomedicale e il cui modello sarà replicato. Aumentano anche gli ingaggi con il facility management. Ora ci sarà da indirizzare il mercato dei servizi gestiti

Progetti prototipali che richiedono investimenti e fondi esterni. Vem crede infatti che la risposta sia nella ricerca e sviluppo. L’utile dell’azienda viene puntualmente reinvestito e molte sono le iniziative in essere, come una nuova sede a Forlì, la cui apertura è prevista tra settembre e ottobre 2020, un investimento per dotare l’Emilia Romagna di un innovation center dove saranno in mostra le tecnologie con prove concrete.

Gli investimenti sono conseguenza di un business in crescita. Negli ultimi sette anni Vem è cresciuta da 20 a circa 55 milioni di fatturato, anche grazie ad una strategia di acquisizioni (vedi la startup Mydev, componente culturale più che tecnologica). Cresce il team, oggi composto da 275 persone a livello gruppo (12 nel team IT), che arriveranno a 300 a fine anno, selezionate con criteri non solo di hard ma anche di soft skill.

“Il volume non porta valore, il valore porta volumi” è il mantra fatto proprio da Bossi, che punta più alla redditività che al fatturato. Il 2019 chiuderà con una crescita stimata tra l’8-15%. Gli ambiti di maggiore crescita sono il datacenter infrastructure, la cyberscecurty in misura minore e le stazioni on desk, 3 aree storiche.

Etica, filosofia e creatività

Roberto Mordacci, preside della Facoltà di Filosofia dell’Università Vita-Salute San Raffaele, affronta il tema da un punto di vista più etico: “Serve attenzione al capitale umano e rispetto dell’altro; anche l’automazione impatta sull’etica e la privacy e riteniamo giusto sensibilizzarci anche in questo ambito. L’intelligenza umana non è in pericolo di essere soppiantata da quella artificiale semmai è l’intelligenza artificiale ad essere in pericolo di essere “plagiata” da quella umana con conseguenze negative”.

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VEMFWD – Roberto Mordacci, Preside della Facoltà di Filosofia dell’Università Vita-Salute San Raffaele

Generazioni a confronto 

Sul palco, due generazioni a confronto all’insegna della creatività: Valeria Cagnina, diciottenne e Founder di OFpassiON, azienda nata dalla sua passione per la robotica che progetta una didattica creativa, attraverso un robot che evita ostacoli fatto con materiali da riciclo. Il suo obiettivo: “riuscire a trasmettere soft skill con metodo alternativo rispetto a quello scolastico. I game chargers per innovare devono essere curiosi ed avere spirito di osservazione, oltre ad un po’ di pazzia, pensando in modo non convenzionale”, dichiara la ragazza.
Al suo fianco, sul palco Franco Stefani, presidente di System Ceramics, azienda cresciuta a livello internazionale nella progettazione e realizzazione di soluzioni di processo produttivo oggi all’avanguardia per l’industria ceramica. L’imprenditore spiega come competere con aziende grandi che fanno innovazione e investono massicciamente: “Applicare la conoscenza dell’elettronica ai sistemi, analizzando sempre lo stato dell’arte per poi miglioralo utilizzando tutti gli strumenti in campo e puntando su ricerca e sviluppo, da noi iniziata in tempi non sospetti”.

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VEMFWD 2020 –  Valeria Cagnina, Founder OFpassiON, e Franco Stefani, Presidente di System Ceramics
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