Nella cornice del Festival della Scienza di Genova, CTI Liguria ha organizzato l’evento: “S+t+arts talks in Genova“ per analizzare e approfondire alcuni interessanti risultati di ricerca che affrontano il tema dell’interazione tra arte contemporanea, scienza e tecnologia con l’obiettivo di instaurare un confronto sulla possibilità di elaborare nuovi processi innovativi che scaturiscano dall’incontro tra artisti, ingegneri e scienziati e che porti a concrete idee progettuali.

L’evento, pensato da Massimiliano Margarone di Spx Lab, si è svolto il 4 novembre a Casa Paganini, sede di InfoMus Lab (centro di incontro tra ricerca scientifica e tecnologica e ricerca e produzione artistica e culturale) fondato e diretto dal professor Antonio Camurri (Dibris, Unige).

Il titolo si riferisce al programma della Commissione Europea coordinato da Ralph Dum STARTS: Science, Technology & the Arts. Ma di questi temi si occupa anche il progetto europeo Fet: Future and emerging technologies.

Tra i relatori anche ospiti stranieri che hanno permesso il confronto tra esperienze locali ed europee. Un’area espositiva ha permesso di toccare con mano alcune delle creazioni realizzate con questa visione.

S+t+arts talks in Genova
S+t+arts talks in Genova

L’evento, diviso in due sessioni, si apre con una performance di danza e con il professor Camurri che mostra come, attraverso la danzatrice, riescano a misurare il movimento e l’eco emozionale di un evento sull’audience.

Luciano Fadiga di IIT parla del tempo e della sua percezione. Poi si presentano i relatori stranieri: Beatrice de Gelder, professoressa di neuroscienza cognitiva della Maastricht University, ha spiegato l’uso della “sonificazione del movimento” e introdotto il progetto Mindspaces.

L’architetto Tyson Hosmer ha sottolineato che, poichè il comportamento umano è correlato allo spazio circostante, sia fondamentale progettare, anche i luoghi di lavoro, in base a questa analisi. Sempre legata ai luoghi di lavoro anche la ricerca di Sotiris Diplaris, del Centro per la Ricerca e la Tecnologia della Grecia, che si è però più concentrato sul neuro-design, ossia la creazione di spazi e oggetti “emozionalmente rilevanti”.

Anche la divulgazione scientifica necessita della collaborazione tra artisti e scienziati: lo spiega bene, per l’Istituto nazionale di fisica nucleare, Vincenzo Napolano, con gli esempi tratti dalle mostre “Il dono della massa” o “I colori del Bosone di Higgs”.

Chiude la prima sessione Maurizio Gregorini, cultural manager del Comune di Genova, con il progetto “On the wall” che ha coinvolto gli artisti per rilanciare uno spazio urbano ferito dopo il crollo del ponte Morandi.

S+t+arts talks in Genova
S+t+arts talks in Genova

Si apre la seconda sessione, basata sulle esperienze legate a tecnologia e arte, con Tiziana Casapietra, direttore del Museo della Ceramica di Savona, che mostra il primo esperimento per vedere come rilanciare la ceramica savonese utilizzando la tecnologia contemporanea.

Prosegue l’artista L_Y_S con la Smart digital fashion il cui obiettivo è abbattere, a livello logistico e temporale, le barriere attorno al modo di intendere la moda e il lusso, donando così una nuova e coinvolgente esperienza ai consumatori.

Luca Caviglione del CNR, nel suo talk, presenta le principali tecniche di watermarking e steganografia e mostra alcune fondamentali applicazioni in ambito artistico.

La parola passa all’artista Matteo Macciò che presenta il suo prototipo LedA, un modo nuovo ed emozionale di intendere il rapporto uomo-luce, basato sulla tecnologia di Arduino.

S+t+arts talks in Genova
S+t+arts talks in Genova

Chiude la splendida carrelata di esperienze, Carlo Alfano, regista, che racconta la creazione del film immersivo: “Grace Experience” che parla del rapporto tra due entità femminili: un’intelligenza artificiale e una giovane poetessa.

Un pomeriggio lungo e articolato che ha instillato, in tutti i presenti, numerosi spunti di riflessione e fatto immaginare molteplici nuovi progetti. Appuntamento all’anno prossimo!

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