Il settore della logistica è in evoluzione, guidato dall’adozione delle nuove tecnologie digitali. Facciamo il punto con Stefano Musso, tecnologo del Centro Interdipartimentale Cars del Politecnico di Torino.
Musso, all’interno del Politecnico di Torino, segue le attività che si svolgono nell’ambito di due centri di ricerca, Icelab (Ict for City Logistics and Enterprises) e Cars (Center for Automotive Research and Sustainable mobility). Il centro Icelab ha come focus lo studio dell’approccio del settore industriale, ed in particolare delle Pmi, al paradigma della digital transformation.

L’ambito di ricerca prevalente riguarda l’applicazione di nuovi paradigmi (tecnologici, organizzativi e manageriali) al settore industriale, con l’obiettivo di sviluppare modelli di business che permettano di sfruttare in maniera efficace ed efficiente le potenzialità della trasformazione digitale.

Il centro Cars, centro interdipartimentale del Politecnico di Torino, ha come obiettivo quello di mettere a fattor comune le competenze dei diversi dipartimenti che lo compongono, al fine di creare un ambiente multidisciplinare utile alla creazione di innovazione ed al trasferimento tecnologico. In particolare, l’area in cui si sviluppa l’attività di Musso è quella della mobilità e logistica urbana: l’obiettivo è quello di analizzare come nuove tecnologie, o tecnologie già consolidate in altri ambiti, possono contribuire a rendere la logistica (merci) e la mobilità (persone) più efficienti ed a misura di utente, con un occhio di riguardo verso i temi della sostenibilità non solo ambientale, ma anche economica e sociale.

Quali sono ad oggi i principali trend di sviluppo del settore logistico?
Il settore logistico ha visto negli ultimi anni una continua evoluzione, resa possibile dal progresso degli strumenti Ict e pilotata dai maggiori player del settore dell’e-commerce. Con particolare riferimento a quest’ultimo aspetto, l’evoluzione dell’e-commerce ha portato negli anni ad una sempre maggiore personalizzazione dei servizi, dando vita al paradigma della demand-driven logistic, in cui sono i bisogni dell’utente finale a dettare i tempi dei processi logistici.

La crescente personalizzazione del servizio offerto ha portato nel corso degli ultimi anni ad un innalzamento del livello del servizio atteso da parte del cliente, al punto che ad oggi un servizio che non riesca a consegnare entro il giorno successivo il bene acquistato viene visto come poco efficiente. Inoltre, il mito della spedizione gratuita ha indebolito, rendendolo quasi invisibile agli occhi del cliente finale, il processo logistico a monte della consegna, con conseguente riduzione del potere contrattuale e dei margini operativi degli operatori logistici, e della capacità di investimento degli stessi in nuove tecnologie.

Per far fronte a queste problematiche, e per muoversi verso una maggiore sostenibilità (ambientale, economica e sociale) del processo logistico, è necessario ottimizzare il processo stesso mettendo in pratica miglioramenti a livello operativo (modalità di consegna low carbon), tecnologico (sensori ed infrastrutture per la raccolta e l’analisi dei dati) ed organizzativo (modelli di business collaborativi per una maggiore integrazione delle diverse componenti del processo).

Quali di questi sono caratterizzati da un maggior supporto da parte delle nuove tecnologie Ict/digitali?
Le nuove tecnologie Ict rivestono un ruolo trasversale, che abbraccia tutti i processi della logistica; tuttavia la parte del processo che oggi ha maggiori necessità di essere ottimizzata è quella relativa alla logistica urbana dell’ultimo miglio, in cui la parcellizzazione degli ordini e l’aumento della frequenza degli stessi impatta con maggiore forza.

Stefano Musso, tecnologo del Centro Interdipartimentale CARS del Politecnico di Torino
Stefano Musso, tecnologo del Centro Interdipartimentale Cars del Politecnico di Torino

Già a partire dalla fase di pianificazione di lungo termine, la possibilità di implementare, attraverso il digital twin, un’infrastruttura virtuale con le stesse caratteristiche di quella reale permette di effettuare simulazioni del processo su diversi scenari.

Passando al livello operativo, la possibilità di monitorare il processo in (quasi) real-time permette l’implementazione di un sistema di controllo, con benefici in termini di efficienza della catena logistica.

In pratica, le nuove tecnologie in ambito Ict hanno permesso (e permetteranno) di affiancare al flusso fisico dei beni un flusso digitale di informazioni che, se gestite nel modo corretto, sono in grado di apportare vantaggi a tutti gli attori del processo.

Lo sviluppo delle reti di comunicazione basate sul 5G mette a disposizione una sempre crescente mole di informazioni e dati, che devono essere immagazzinati e gestiti in maniera opportuna attraverso infrastrutture dedicate; inoltre l’impiego di sistemi di storage remoti e la crescente necessità di condivisione delle informazioni apre il campo a questioni imprescindibili legate alla sicurezza dei dati. Una delle tecnologie più promettenti per far fronte alle crescenti esigenze di sicurezza e tracciabilità dei dati è la blockchain, anche se ad oggi presenta ancora alcuni limiti in merito alla scalabilità ed all’efficienza nella gestione di grandi quantità di dati.

Va comunque precisato che la tecnologia, sebbene abbia un ruolo fondamentale come fattore abilitante, deve essere affiancata da un processo di innovazione a livello organizzativo. In particolare, i modelli di business collaborativi prevedono l’interazione e la condivisione di dati ed informazioni tra diversi attori della catena logistica, potenzialmente anche in concorrenza tra loro, con l’obiettivo comune di condividere i vantaggi derivanti dall’efficientamento del sistema complessivo.

Quali sono i progetti di ricerca di particolare interesse?
Nel corso degli ultimi anni abbiamo lavorato a diversi progetti nell’ambito della logistica; vorrei citare due progetti già conclusi che, sebbene con caratteristiche e campi di applicazione diversi, condividono l’obiettivo di migliorare l’efficienza e la sostenibilità della catena logistica.

Il progetto Urbelog (Urban Electronic Logistics), nell’ambito del bando Smart Cities del Miur, ha avuto come obiettivo la realizzazione e la validazione di un sistema virtuoso di trasporto delle merci per rendere più razionale, economicamente vantaggioso, efficiente ed eco-sostenibile il servizio distributivo dell’ultimo miglio. Le funzionalità rese disponibili da Urbelog sono state progettate per sviluppare i processi, i servizi e le applicazioni di City Logistics, aggregando l’ecosistema degli stakeholder e semplificando la gestione e il monitoraggio in tempo reale dei processi logistici dell’ultimo miglio, sia per la Pubblica Amministrazione che per gli operatori del settore.

In merito alla logistica di lungo raggio, il progetto Synchro-Net (Synchro-Modal supply chain eco-net) è un progetto finanziato dall’Unione Europea attraverso i bandi Horizon 2020, con l’obiettivo di sviluppare una piattaforma virtuale per la simulazione, l’ottimizzazione e la gestione dei processi logistici di lungo raggio, promuovendo lo shift modale verso il trasporto ferroviario e l’incentivazione delle politiche di slow steaming per il trasporto navale. All’interno del progetto, sono stati inoltre sviluppati modelli di business collaborativi con l’obiettivo di incrementare la condivisione di informazioni tra i diversi attori (potenzialmente in concorrenza) della catena logistica, nell’ottica che la massimizzazione dell’efficienza complessiva del processo si traduce in vantaggi per tutti gli stakeholder coinvolti.

Inoltre, nel mese di gennaio verrà ufficialmente avviato un nuovo progetto, anche questo facente parte dei bandi Horizon 2020, relativo alla creazione di nuove tipologie di infrastrutture di ricarica per i mezzi elettrici, con una parte importante legata ai mezzi commerciali utilizzati per la logistica urbana.

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