In Italia è sempre mancato un sistema efficiente in grado di coniugare e mettere a “sistema” quelli che dovrebbero essere i due pilastri del mondo del lavoro: l’incontro tra domanda e offerta e la formazione. Uffici di collocamento prima e centri per l’impiego poi sono riusciti ad adempiere solo in parte a questo compito. E le politiche sociali di inclusione e welfare (tra cui anche il reddito di cittadinanza) non sono state accompagnate, nel tempo, da una soluzione efficace per consentire a chi non ha lavoro di riqualificarsi e rivalorizzare le proprie competenze sul mercato.

In questi giorni il ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali presenta la nuova piattaforma realizzata in collaborazione con l’Inps e dedicata alle misure di sostegno, ai percorsi di formazione e per la ricerca di lavoro.
Si chiama Siils, acronimo che significa Sistema informativo per l’inclusione sociale e lavorativa. Concretamente si parla di un portale, attivo dal 1 settembre 2023, predisposto per consentire l’interoperabilità delle diverse infrastrutture digitali dei soggetti accreditati al sistema sociale e del lavoro (quelli previsti dall’articolo 1 del decreto n.48 del 2023).

Il portale consente la comunicazione tra i richiedenti, anche tramite Patronato o Caf, gli enti formatori e le agenzie per il lavoro. E’ possibile ottenere informazioni sullo stato di erogazione del beneficio, sulle attività previste dai percorsi personalizzati per le nuove misure di inclusione sociale e lavorativa, ma anche visionare e manifestare interesse per offerte di lavoro, corsi di formazione e tirocini, progetti utili per la collettività e altri strumenti di politica attiva del lavoro.

Marina Calderone, ministra del Lavoro e delle Politiche sociali
Marina Calderone, ministra del Lavoro e delle Politiche sociali

Ne spiega la natura così la ministra Marina Calderone: “Abbiamo messo in rete chi si occupa del mercato del lavoro: le regioni, il ministero del Lavoro, l’Inps, le agenzie per il lavoro. È la prima pietra di una costruzione molto più complessa che non vuol lasciare indietro nessuno e vuol far parlare tutti i soggetti coinvolti, pubblici e privati, a livello locale e nazionale”.

Si tratta sì di avvicinare domanda ed offerta ma anche integrarvi i percorsi di formazione per permettere di trovare la politica attiva più adatta alle proprie necessità.

Sul sito del ministero e sul sito Inps, i cittadini trovano disponibili ulteriori informazioni in forma di Faq relative alle misure ed è possibile ricevere assistenza attraverso il servizio Urp ministeriale tramite chatbot, oppure via telefono da Inps che risponde al numero 803164.

Dal primo di settembre quindi le persone possono presentare le proprie domande. Non essendo uno strumento per cui si “esauriscono” risorse, sarà sempre possibile utilizzarlo così da attivare percorsi personalizzati per i beneficiari del Supporto per la formazione e il lavoro (Sfl) e in futuro dell’Assegno di inclusione (Adi).

Nel primo caso (Sfl) si parla della misura utilizzabile dai singoli componenti dei nuclei familiari, di età compresa tra 18 e 59 anni, con un valore dell’Isee familiare non superiore a 6mila euro annui, che non hanno i requisiti per accedere all’assegno di inclusione, ma può essere utilizzato, in specifici casi, anche dai singoli componenti dei nuclei che percepiscono l’assegno di inclusione e decidono di partecipare ai percorsi di politiche attive per il lavoro.

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