Conclusosi da qualche giorno alla Maison de la Mutualité, a Parigi, OvhCLoud Summit 2025 conferma il posizionamento del provider europeo come attore della trasformazione delle infrastrutture digitali. L’evento, che ha riunito oltre duemila partecipanti, rappresenta un momento di sintesi per fare il punto su come l’intelligenza artificiale, le tecnologie quantistiche e le strategie di sovranità digitale stanno ridefinendo le priorità delle imprese.

L’intervento d’apertura di Octave Klaba, presidente del Cda e Ceo di OvhCloud, colloca l’evoluzione del cloud in un contesto geopolitico e industriale che vede le economie europee sempre più consapevoli della necessità di sviluppare competenze e piattaforme autonome. Klaba sottolinea come tre fenomeni abbiano cambiato radicalmente lo scenario: “Il risveglio politico dell’Europa rispetto alla dipendenza digitale, la determinazione delle imprese a riconquistare autonomia tecnologica e la rivoluzione dell’AI”. In questo quadro, OvhCloud si propone di “diventare un provider globale capace di supportare l’economia e svolgere un ruolo sistemico”. 

L’insieme degli annunci presentati durante il summit si muove allora lungo quattro direttrici tecnologiche che intercettano esigenze sempre più complesse: digital twin professionali, infrastrutture AI dedicate all’inferenza, programmi di accompagnamento per i software vendor e industrializzazione del quantum computing. Ed il nuovo perimetro tecnologico di OvhCloud è costruito sull’idea che l’AI agentica rappresenti la fase successiva dell’automazione e che la combinazione tra cloud distribuito e calcolo quantistico sia determinante per i modelli operativi del prossimo decennio. Entriamo nei dettagli. 

Digital twin professionali e agenti AI

Il primo elemento di questa strategia riguarda l’evoluzione dell’ambiente OmisimO AI, ora potenziato dall’integrazione dell’agente di coding Shai. L’obiettivo è consentire agli sviluppatori di costruire agenti AI affidabili, orchestrabili e capaci di eseguire attività quotidiane con precisione crescente. L’idea del digital twin professionale” non viene interpretata come replica statica, ma come estensione intelligente del lavoro umano, radicata in una piattaforma cloud aperta e controllabile. L’approccio abbracciato da OvhCloud mira a rendere gli agenti non solo strumenti di automazione, ma componenti operative dei flussi di lavoro, in grado di coordinare task distribuiti e di integrarsi con contesti applicativi differenti.

Infrastruttura AI, nuove capacità di calcolo

La seconda direttrice riguarda il potenziamento dell’infrastruttura AI attraverso la collaborazione con SambaNova. I nuovi acceleratori Rdu sono progettati per garantire prestazioni elevate nell’inferenza su larga scala, indirizzando sia carichi a bassa latenza sia elaborazioni batch intensive. In un contesto in cui la domanda di capacità computazionale cresce in maniera esponenziale, la disponibilità di piattaforme dedicate all’inferenza diventa cruciale per eseguire agenti AI avanzati e pipeline di dati complesse. OvhCloud interpreta questa esigenza come un pilastro della propria strategia, convinta che il valore dell’IA non possa essere disgiunto da una infrastruttura in grado di sostenerne la maturità.

Iniziativa Get your SaaS ready for AI

Nel percorso di espansione dell’AI agentica, il summit presenta anche un’iniziativa rivolta ai software vendor, costruita per accompagnare l’adozione dell’intelligenza artificiale all’interno delle soluzioni SaaS. Il programma Get your SaaS ready for AI si concentra sulla condivisione del codice, su momenti di formazione congiunta, su hackathon e su un’integrazione strutturata nel marketplace OmisimO. L’idea guida è quella di trasformare il cloud in una piattaforma collaborativa, dove vendor, sviluppatori e clienti possano sperimentare nuove modalità di integrazione dell’AI, evitando approcci isolati e favorendo architetture applicative più mature. In questo scenario, OvhCloud punta a diventare un facilitatore di ecosistema, capace di generare domanda, competenze e casi d’uso concreti.

Octave Klaba
Octave Klaba, presidente del Cda e Ceo di OvhCloud in occasione di OvhCloud Summit 2025 a Parigi

Il quantum come leva per l’innovazione di prossima generazione

Il passaggio più significativo del Summit riguarda però l’ingresso dell’offerta Quantum-as-a-Service, costruita sulla nuova Quantum Platform. L’accesso alla Qpu Orion Beta da 100 qubit sviluppata da Pasqal amplia le possibilità di sperimentazione a livello europeo e introduce un modello di fruizione del quantum computing che supera la logica del laboratorio. Entro il 2027 la piattaforma integrerà otto ulteriori sistemi, sette dei quali provenienti da aziende europee, con l’obiettivo di rendere il calcolo quantistico un asset accessibile a organizzazioni pubbliche e private. Klaba spiega come “il calcolo quantistico ridefinirà i confini economici grazie a una potenza di simulazione senza precedenti”, collocando Ovhcloud in una posizione in cui cloud classico, AI e quantum non sono ecosistemi separati, ma componenti interconnesse di una stessa strategia.

Sicurezza, resilienza e sovranità digitale

Nel corso del summit, i keynote e le sessioni tematiche offrono una lettura articolata dei trend tecnologici. Le testimonianze di Bouygues, Lch, Bitdefender e CommerzReal evidenziano come sicurezza, resilienza e sovranità tecnologica rappresentino elementi irrinunciabili nella definizione delle roadmap infrastrutturali. I manager discutono la necessità di ridurre la complessità dei modelli cloud, di consolidare le best practice di sicurezza e di garantire continuità operativa attraverso architetture distribuite. OvhCloud rivendica quindi la validità del proprio modello integrato, che consente di controllare l’intera catena del valore – dalla progettazione dei server alla produzione nei datacenter, fino all’orchestrazione della rete in fibra ottica – mantenendo un equilibrio tra performance, prevedibilità dei costi e governance dei dati. Il provider gestisce oltre 500mila server distribuiti in 44 datacenter su quattro continenti, e serve più di 1,6 milioni di clienti in 140 Paesi: una struttura sia fondamentale per garantire un cloud sostenibile, sovrano e basato su un uso efficiente delle risorse.

L’Italia come hub strategico

All’interno della strategia internazionale del Gruppo, l’Italia occupa una posizione rilevante. L’apertura del datacenter italiano, operativo da ottobre 2025 con Vps di ultima generazione, segna un salto di qualità nella capacità di rispondere alle esigenze del mercato locale. È il primo polo del Sud Europa con disponibilità immediata di soluzioni Vps, costruito per garantire latenza ridotta, elevata disponibilità e piena conformità alle normative europee sulla gestione dei dati. L’infrastruttura offre alle imprese italiane un punto di accesso diretto a un cloud sovrano, mantenendo i dati all’interno del territorio nazionale e assicurando performance di livello enterprise. Il secondo tassello riguarda la piena operatività della nuova zona 3-AZ di Milano, che introduce un modello pensato per applicazioni critiche. Le tre availability zone indipendenti, distanti decine di chilometri l’una dall’altra e dotate di alimentazione e connettività separate, consentono di garantire continuità di servizio anche in caso di fault locale. La disponibilità completa dello stack public cloud, che comprende storage, network, managed kubernetes services e managed database, posiziona la region come riferimento per la modernizzazione dei carichi di lavoro, in particolare per architetture cloud-native, ambienti containerizzati e servizi distribuiti. L’infrastruttura italiana non viene presentata semplicemente come un’espansione geografica, ma come parte integrante della strategia europea di OvhCloud. La combinazione tra data center locale e regione 3-AZ rappresenta una leva per accelerare la crescita delle imprese italiane, facilitare la compliance normativa e sostenere progetti data-intensive, mantenendo un controllo rigoroso sulla sovranità dei dati.
Il summit delinea di fatto  un percorso che punta a un’integrazione organica tra intelligenza artificiale avanzata, calcolo quantistico e infrastrutture cloud distribuite. L’ambizione di OvhCloud è quella di trasformare queste tre componenti in un modello unico, capace di sostenere la prossima generazione di servizi digitali. Klaba lo sintetizza con una visione chiara: “coinvolgere e trainare l’intero ecosistema”, valorizzando innovazione, collaborazione e autonomia tecnologica.

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