La piccola e media impresa italiana attraversa una fase di trasformazione nella quale la capacità di innovare non coincide più semplicemente con l’acquisto di nuove tecnologie e software. Per anni il paradigma è stato quello della sostituzione: cambiare l’ERP, adottare un CRM più moderno o aggiornare il sistema documentale. Oggi quel modello mostra i propri limiti, perché le aziende si ritrovano con un patrimonio di applicazioni e dati che, pur funzionando singolarmente, restano isolati in silos che non comunicano tra loro. Il vero salto qualitativo, e competitivo, si gioca allora su un terreno diverso: la capacità di connettere i sistemi già presenti – ERP, CRM, piattaforme documentali, portali, email – e di rendere i processi più veloci, tracciabili e scalabili, per accelerare le decisioni in ambito HRfinance e operations, senza dover necessariamente stravolgere ciò che già esiste (e funziona).

In questo scenario, l’intelligenza artificiale non può essere considerata come un progetto a sé stante, un’iniziativa da laboratorio scollegata dalla realtà operativa. L’AI funziona davvero quando si innesta dentro i processi aziendali, dove oggi si perdono tempo e qualità: la ricerca di informazioni disperse tra decine di cartelle e caselle di posta, le validazioni manuali che assorbono ore di lavoro qualificato, l’inserimento ripetitivo di dati da un sistema all’altro, la gestione delle eccezioni che interrompe il flusso e genera ritardi a cascata. Per le Pmi, che operano con team IT ridotti e budget vincolati, la sfida non è allora tecnologica in senso stretto, ma organizzativa: serve individuare con precisione i colli di bottiglia sui quali intervenire, selezionare gli strumenti più adatti alla propria scala e, soprattutto, affidarsi a un partner capace di guidare il percorso dalla diagnosi alla messa in produzione.

Microsoft come piattaforma abilitante

La proposta Microsoft – per queste esigenze comprende Microsoft 365, con Dynamics 365 Business Central, Power Platform, Copilot e Copilot Studio, Azure e Microsoft Fabric – rappresenta la scelta più pragmatica per le Pmi che vogliono introdurre AI e automazione senza stravolgere l’architettura esistente.
Microsoft si propone quindi anche come layer di orchestrazione e intelligenza artificiale. Collega persone, documenti e dati, lasciando il gestionale (anche non Microsoft, per esempio Sap) al lavoro dove già è, ma rendendo l’organizzazione più reattiva. In termini pratici, l’ERP  continua a essere il “sistema di registrazione”, ma Microsoft diventa il sistema di orchestrazione, dove i documenti arrivano, vengono compresi, validati e “spinti” nell’Erp con controlli e tracciabilità superiori. Questa architettura a due livelli – Erp come motore, Microsoft come cervello connettivo – è il modello che oggi genera i risultati più concreti nelle imprese di medie dimensioni.

Var Group, partner per l’integrazione pragmatica

Avere a disposizione una piattaforma potente non basta, se manca la capacità di calarla nella realtà specifica di ogni azienda. È qui che entra in gioco Var Group, che si propone come partner esperto e con le competenze necessarie adeguate per l’integrazione pragmatica, la governance dei flussi e la messa in produzione di use case ad alto ritorno sull’investimento in ambito Microsoft. L’approccio di Var Group non parte dalla tecnologia, ma dal processo: si analizzano i punti di frizione operativa, si identificano gli scenari dove l’automazione e l’AI possono generare valore misurabile, e si costruiscono soluzioni che si integrano con i sistemi già presenti. Il focus è sempre sulla messa in produzione reale: non proof of concept che restano nel cassetto, ma progetti che entrano nel quotidiano aziendale, con metriche di Roi chiare e governance dei dati definita fin dall’inizio. Tre scenari concreti illustrano questo approccio.

Automazione dei processi, superare l’approccio manuale

Molte Pmi, in particolare i gruppi con più società collegate, convivono con una realtà eterogenea: alcune legal entity dispongono di un ERP strutturato, altre gestiscono i processi con fogli di calcolo, email e passaggi manuali. Anche all’interno dello stesso gestionale, esistono attività operative che richiedono interventi ripetitivi. La domanda chiave non è se automatizzare, ma come farlo in modo intelligente, distinguendo tra un’automazione “di schermata”, tipica della Robotic Process Automation, e un’automazione “di processo”, basata su integrazioni via API e servizi.

Infografica Var Group Scenario 1
Automazione di schermata vs Automazione di processo

L’approccio ideale, quando possibile, è l’integrazione tramite API: stabile, governabile, scalabile. L’RPA resta però sensata quando non esistono API disponibili, quando i costi di sviluppo nel gestionale non sono giustificati, o quando si devono coprire scenari ponte legati a migrazioni o picchi stagionali. La regola pratica che Var Group applica nel caso delle Pmi è chiara: se il flusso deve diventare “core” e durare nel tempo, si opta per API con Power Platform e Azure. Se si tratta di un processo a bassa variabilità ma molto ripetitivo, l’RPA può essere una scelta efficace e rapida.

Un esempio concreto viene dal mondo dell’export billing. In un’azienda orientata all’esportazione, il processo prevede l’estrazione periodica di dati di fatturazione dall’ERP, la trasformazione e l’invio a un portale doganale o a un data warehouse per l’analisi dei margini. Con un bot RPA, il flusso viene automatizzato: login, navigazione tra le transazioni, esportazione dei report, deposito dei file in SharePoint o OneDrive e notifica su Teams. Aggiungendo un layer di dati attraverso Fabric e Power BI, le informazioni diventano disponibili per analisi e KPI, garantendo continuità operativa e riduzione degli errori manuali.

Automazione documentale: validare prima, registrare meglio

La maggior parte dei costi nascosti nelle Pmi non risiede nella “contabilità” in sé, ma nel lavoro di validazione documentale che precede l’inserimento di un documento nell’ERP. È in questa zona grigia – tra la ricezione di un documento e la sua registrazione ufficiale – che l’intelligenza artificiale crea valore tangibile, intercettando incoerenze, riducendo le eccezioni e accelerando i tempi di lavorazione.

Infografica Scenario 2
Automazione documentale, validare prima per registrare meglio e valorizzare il dato

Un primo caso d’uso riguarda la validazione delle prebolle, i documenti di trasporto in fase di pre-spedizione. Nel settore della distribuzione, le prebolle ricevute da magazzino o fornitore arrivano in formato Pdf. L’AI estrae righe e quantità, le confronta con l’ordine e la disponibilità, e segnala le anomalie: codice errato, quantità fuori tolleranza, date incoerenti. Il flusso integrato prevede che il documento arrivi su SharePoint, venga elaborato dall’AI, confrontato con Dynamics 365 Business Central, e che eventuali discrepanze generino un task su Teams prima della registrazione nell’ERP. Il risultato è una riduzione significativa di contestazioni, resi e interventi manuali.

Un secondo scenario riguarda la validazione delle fatture passive. In aziende multi-sede, le fatture ricevute via Pec o email vengono classificate dall’AI, che estrae intestazione e righe, associa il fornitore, propone la contabilizzazione e verifica la corrispondenza con ordine e documento di trasporto attraverso un three-way match automatizzato. I benefici sono immediati: tempi di registrazione ridotti, maggiore controllo e riduzione dei rischi legati a duplicati, Iban errati o Iva incongruente.

Il terzo ambito è la validazione degli ordini di vendita attivi. Nelle aziende che lavorano su commessa, gli ordini arrivano via email in formato Pdf o come testo libero. L’AI legge i documenti e crea una bozza d’ordine completa di righe, sconti, tempi di consegna e condizioni. Un operatore valida la proposta e invia la conferma. L’intero flusso si snoda attraverso Outlook e SharePoint, passa per il motore AI, genera la bozza nel CRM o nell’ERP, e si conclude con l’approvazione. Questo approccio riduce i tempi di elaborazione e garantisce maggiore resilienza nei periodi di picco.

AI e business intelligence, dal report alla “conversazione tra i dati”

Il salto di qualità più significativo avviene quando l’intelligenza artificiale non si limita a gestire documenti o email, ma inizia a dialogare con i dati strutturati dell’azienda: vendite, margini, livelli di stock, forecast, dati di produzione, qualità, tempi di consegna.

Infografica Scenario 3
Chat your data grazie ai Data Agent, come prendere decisioni migliori più velocemente

È il concetto “chat your data”, reso possibile dai Data Agent: strumenti che consentono a direzione e operations di porre domande in linguaggio naturale e ottenere risposte fondate su numeri, trend e, soprattutto, sulla tracciabilità della fonte dei dati (database, datawarehouse etc.). Procediamo con qualche esempio.

In una Pmi con più sistemi informativi, direzione e operations si trovano ogni giorno a formulare domande come: quali sono i clienti che stanno calando per margine generato nelle ultime settimane; quali ordini rischiano ritardo per mancanza di componenti, quali fornitori generano più non conformità. Oggi, rispondere richiede estrazioni manuali, incroci tra fogli di calcolo e tempi di attesa che rallentano le decisioni. Con un Data Agent, la risposta arriva in linguaggio naturale, supportata da evidenze numeriche e con la possibilità di risalire alla fonte del dato.

Nel contesto tecnologico Microsoft Fabric rappresenta lo strumento chiave per questa trasformazione. Permette di unificare l’intero ciclo del dato: dall’ingestion dei dati da ERP, CRM, file, Api e flussi in tempo reale, alla modellazione e qualità del dato, fino ai semantic model, alla reportistica avanzata e alla governance con criteri di sicurezza definiti. Il valore per la Pmi è il passaggio da una business intelligence tradizionale, basata su report statici, a una BI conversazionale dove il percorso dal dato alla decisione è più breve e più accessibile.

Un percorso concreto e realizzabile

Il filo conduttore di questi tre scenari è la concretezza. L’AI e l’automazione non sono promesse futuristiche, ma strumenti operativi che, innestati con metodo sui processi reali, generano risultati misurabili in tempi brevi. La piattaforma Microsoft fornisce il tessuto connettivo e le capacità di intelligenza artificiale. Var Group porta la competenza di processo, la capacità di tradurre le esigenze di business in architetture funzionanti e la disciplina per portare i progetti dalla fase di ideazione alla produzione, con governance dei flussi e dei dati che garantisce sostenibilità nel tempo. Per le Pmi italiane, la vera domanda non è più se adottare queste tecnologie, ma come farlo con il partner giusto.

Per saperne di più scarica il position paper: Come AI e cloud potenziano il software. Il valore della partnership Var Group Microsoft

Leggi tutti gli approfondimenti della Room: ERP e CRM intelligenti con l’AI by Var Group e Microsoft

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